Una tetta con una parrucca a specchiarsi sopra un
tavolo dove succede di tutto; due labbroni (manco gli Stones) in
libera uscita, un uomo con i pantaloni abbassati che fa sesso con il
manico dello specchio (che detta così...), una donna nuda lo guarda
e sembra incitarlo. Insomma, succede di tutto sulla copertina del
disco d'esordio dei campani This is not a Brotel, autentica
alternative-band dal gusto forte in immagini, opere, parole e
missioni. Per non dire dei suoni, rock gajardo, con distorsioni e
contorsioni, sicuramente in linea con i testi da sapore erotico. Non
a caso due canzoni dell'album sono state scritte dallo scrittore
casertano Gianluca Merola, specialista del genere.
L'album, del quale parleremo in palude tra poco, è
uscito a marzo come vinile (c'è un bel ritorno al vinile in questo
periodo, da un po' lo noto con piacere), e in digital download,
attraverso la piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso. Il
nome del disco è anche quello della band, This is not a Brothel,
come il singolo che ha anticipato l'uscita di questo oggettino di
culto. Quando lo faccio partire la mia coda non riesce a stare ferma,
la voce grida versi osceni sopra un rock genuinamente duro
(assaggiatelo qui). Non sembrano una band di oggi This is not a
Brothel, cinque ragazzacci provenienti da diverse esperienze
musicali. Sono proprio curioso di sentire cosa ci diranno. Pronti?
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