lunedì 16 febbraio 2015

Due parole con i Platonick Dive


Platonick Dive tra poco in palude, per dialogare con noi sul loro disco d’imminente uscita. Sì, Overflow, vedrà la luce tra pochissimo, allo scoccare della mezzanotte, poco dopo la fine dell’intervista. Mi fa piacere, perché il terzetto toscano, tra i mille impegni, ha trovato il tempo di passare su questi schermi. Overflow, seguito del loro Lp di debutto, Therapeutic Portrait del gennaio 2013, è uscito, come il precedente, con Black Candy Records, gloriosa label di Firenze, da un sacco di anni faro della musica autenticamente indipendente. E questi Platonick Dive, autentici e indipendenti lo sono al 100%.
Il disco è criptico e misterioso come la copertina. Elettronica ipnotica in un flusso continuo, ben ritmata, con momenti algidi e altri più pieni di calore. I dodici pezzi che compongono Overflow sembrano un blocco compatto, colorato e bianco, con luci ed ombre. Se la musica è qualcosa di indefinibile, quella dei Platonick Dive lo è ancora di più. Più che definirla bisogna ascoltarla, lasciarsi andare al suo ritmo, perdersi e ritrovarsi. Overflow, straripamento, più mentale che fisico. Provate ad assaggiarlo cliccando qui, direttamente dal loro bel sito. Io intanto inizio l’intervista. Pronti?

Etichette: , , , , , , , , , , , , ,