venerdì 24 marzo 2017

Locandine cult: Carne tremula

Quando sono nato io non c'era un'anima per strada. La gente stava rintanata in casa, se la faceva sotto dalla paura. Per fortuna, figlio mio, è da tanto tempo che in Spagna non abbiamo più paura.
da Carne Tremula, di Pedro Almodovar (Spagna 1997)
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venerdì 24 ottobre 2008

Woody Allen non girerà più film in Italia

Ne sono sicuro, Allen non girerà mai più film in Italia. Me ne sono convinto dopo la visione di Vicky Cristina Barcelona, allen-movie senza Allen (anche se in realtà c’è).
Come ho scritto ad una mia amica, se il film fosse stato girato da qualche altro regista, lo stroncherei, ma in questo caso lo esalto. Sì, perché solo Woody può tirare alle estreme conseguenze gli stereotipi del suo cinema senza bruciarsi, senza sembrare ridicolo. Vicky Cristina Barcelona è la quintessenza del suo cinema, ve lo dice un alleniano puro come il sottoscritto. Ci sono i suoi tic, le sue manie, le sue passioni, l’intellettualismo, l’illusione di un Europa superiore agli States, le buone letture, i musei e tutto l’allen-pensiero. Non c’è lui in primo piano, anche se la bella Rebecca Hall lo rappresenta alla grande (e noi per questo l’amiamo più della Cruz, più di Scarlett Johansson).
Rebecca Hall (Hall, come Annie Hall, titolo originale di Io e Annie, cult-movie di Allen tra i più amati, Hall come il vero cognome di Diane Keaton, musa di Allen tra le più amate da lui, e da noi alleniani). E poi è splendidamente pallida, nevrotica, ha problemi nei rapporti col sesso, tradisce ma si torce e contorce, ha sensi di colpa. E poi si veste con quel simil-eskimo verde tipico di Woody (d’autunno lo indosso pure io, sono un alleniano puro). Le mancano i capelli rossi, le lentiggini, gli occhiali e qualche particolare anatomico di non poco conto, ma alla fine lei è lui.

Si è molto discusso sulle scene di sesso. Io mi chiedo, quali? Non andate a vederlo, se era per questo. Invece, cosa che può destare scandalo nell’attuale Italietta dei mille divieti, è quel continuo bere alcolici (manco avesse scritto il film il grande Bukowski). È magnifico. In ogni occasione ci sono calici di vino (rosso in particolare) nelle mani di tutti. O birra, cognac, qualsiasi cosa buona da bere con qualche sacrosanto grado alcolico (quindi non Coca Cola).

Nell’attuale Italia dei divieti, sarebbe inconcepibile. Con il criminale terrore della prova del palloncino instillato nelle nostre stanche menti, chi si abbandona più alle libagioni di un tempo? Che triste paese siamo diventati. Woody, non a caso, nel suo girovagare per l’Europa ci ha scansati. A parte qualche anno fa Venezia, per l’impeccabile Tutti dicono I Love You, non si è più visto (sono più di dieci anni).
Forse, a pensarci bene, potrebbe tornare a Venezia: lì, la prova del palloncino fa poca paura (non ti fermano, per il momento, a piedi, tra le calli e manco in gondola, che io sappia).

http://vickycristina-movie.com/

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