venerdì 3 agosto 2012

Due parole con i Kardia


Kardia per la prima volta in palude in una infuocata serata di agosto. Sarà per questo che anche la copertina del loro recente cd, No, ha preso fuoco? In realtà è sempre stata così questa splendida cover, a metà strada tra un film di Antonioni (periodo americano) e certe copertine dei dischi dei Pink Floyd da panico. Pure le foto interne sono sconvolgenti, immagini nonsense con animali e cose futribili: natura, e civiltà, che accompagnano perfettamente l’ascolto delle canzoni del disco, uscito da qualche mese presso Killer Pool Records (ancora profumo d’estate).
Undici pezzi cantati quasi tutti in italiano, con melodie che restano in testa anche dopo molto tempo e che ti scoppiano all’improvviso, quando meno te l’aspetti, con testi per certi versi forti, a tratti poetici, capaci di creare immagini. Insomma, un disco maturo, suonato come è giusto sia suonato da un band insieme da più di una decina di anni. Sciolti e sicuri nell’esecuzione, danno l’impressione di sapere cosa stanno facendo. Ma bando alle ciance, diamo la parola a loro, diamo la parola ai Kardia … pronti?
PERCONOSCERLI MEGLIO

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