mercoledì 29 agosto 2018

Da 80 anni con questa faccia

Brooklyn 29.08.1938
A me questa faccia è sempre stata simpatica. Si tratta di quella di Elliott Gould, attore magnifico, simbolo del Cinema anni '70 e oltre, simbolo del '68 Usa e di un sacco di film-contro di quel periodo, pellicole memorabili che di sicuro avrete visto o almeno sentito nominare: M*A*S*H* , Il lungo addio, Capricorn One, California Poker, Nashville, I miei primi 40 anni, L'impossibilità di essere normaleI protagonisti, American History X, Ecco il film dei Muppett, Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco, solo per citare i primi che mi vengono in mente di una filmografia davvero sterminata, che mi piacerebbe rivedere tutta un bel giorno. Ecco perché voglio augurare a questa faccia buon compleanno per i suoi primi 80 anni. Auguri Elliot!

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domenica 20 novembre 2016

Dieci anni senza Altman ... e si sente

Robert Altman sul set di M*A*S*H*

Cineasta incredibile, ha fatto film impossibili, belli e impossibili, forse la vera quintessenza della fantasia al potere. Capace di dirigere cast immensi, sostenere trame inconsistenti, fallire alla grande, e allo stesso modo risorgere. Alcune sue pellicole mi hanno fatto innervosire, altre gridare al capolavoro. Alcuni titoli? M*A*S*H* (1970), America oggi (1993), Il lungo addio (1973), Nashville (1975), Popeye - Braccio di ferro (1980), cito a memoria, I protagonisti (1992), Buffalo Bill e gli indiani (1976), Non giocate con il cactus (1985), Anche gli uccelli uccidono (1970) Radio America (2006). Grandi film, intrisi di cultura rock in senso lato, a tratti imperfetti, a causa delle memorabili liti con produttori ficcanaso, incapaci di comprendere il suo vero talento. Anche nel 2006, dieci anni fa, morivano dei grandi. Dieci anni fa ci lasciava lui, Robert Altman. Cercate di vedere tutti i suoi capolavori, anche quelli imperfetti ...

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venerdì 28 settembre 2012

Due parole con Johnnie Selfish & the Worried Men


Gran ritorno in palude per Johnnie Selfish e the Worried Men, band di Lambrate al terzo disco, Kauntri Muzik, ambizioso prodotto di culto a partire dalla copertina, che sembra l’inizio di un film dei fratelli Coen. Come i mitici fratelli del cinema, i Johnnie Selfish & the Worried Men, hanno il gusto per la citazione e l’amore per il meglio del passato. Per questo loro nuovo album sono andati alle radici della nostra musica più amata, a Nashville, Tennessee, dove sotto la guida di John Wheeler, leader degli Hayseed Dixie, lo hanno registrato, con ospiti di tutto riguardo, quali Hank Williams Jr e Mike Daly.
Quattordici tracce che profumano folk-combat-country-rock, passione per la Storia, la politica e un sacco di riferimenti alti (ma anche bassi, perché no?), tra i quali spicca la citazione diretta di Woody Guthrie nella splendida This Machine Kills Fascists, la cover di Letter to the Censors dei Mano Negra e un classico tirato a lucido come Buffalo Skinners. Salti musicali nel tempo, una strumentazione classica, dal banjo all’ukulele, washboard, armonica, chitarre acustiche e chitarre elettriche, per far sentire questa palude ancora più palude. Un gran bel disco, che uscirà in ottobre, ma sta già ottenendo un sacco di critiche positive. Un vero onore averli qui … pronti?   

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