
Il condominio dei cuori
infranti (non badate all'assurdo titolo italiano, in
originale era Asphalte) del francese Samuel
Benchetrit (è il primo suo film ad arrivare sui nostri schermi),
vince su Le confessioni, del promettente italiano
Roberto Andò. La storia surreale del film francese, particolare, a
tratti incredibile, conquista per la sua freschezza. Un film così
non si va a vedere, ti chiama. Forte nel narrare con leggerezza la
vita dentro un vecchio condominio della periferia francese con
gente povera, ma molto dignitosa. Gran gioco di squadra, per
portare in gol l'oriunda Valeria Bruni Tedeschi, capace di giocare
con scioltezza sia in Francia, sia in Italia. Qui è una stralunata
infermiera di notte, che si beve le fandonie di un poveraccio in
carrozzina. Grintosa e imprendibile Isabelle Huppert, corre sulla
fascia sinistra, come attrice dal grande passato d'autore, che non
riesce più a fare film. Porta in gol il giovane figlio del regista
Jules Benchetrit: faccia d'angelo, sotto porta non perdona. Ma in
Francia come è noto giocano, ormai da anni, anche arabi, come la
vecchietta Tassadit Mandi, terzo gol per questo film. Lei è
l'anziana che accoglie in casa uno stralunato astronauta
americano, caduto per caso sul tetto del condominio.
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