giovedì 24 maggio 2012

Due parole con i Tunatones


Spero che l’arrivo dei Tunatones in palude ci porti il caldo e la bella stagione. Del resto la copertina di iTunas! richiama alla memoria il mare da cartoni animati, come il loro surfabilly, sorta di scatenato e sempre apprezzabile rockabilly fuso ad altissima velocità con il surf. È questa la musica che sto già ascoltando, grazie ad un dischetto magico registrato in analogico e dato alle stampe per ProsdocimiRecords, label che ha portato in palude già altri sorprendenti musicanti (The ex KGB e Tommi). E tosti mi suonano pure i Tunatones: sono solo in tre, ma sembrano molti di più.
AlessandroArcuri alla voce e contrabbasso, AlbertoStocco alla batteria, Mike3d alla voce e chitarra, capaci di fare musica citazionista con la capacità di farla sembrare sempre nuova. Splendido l’omaggio a George Harrison, un bel medley di suoi brani arrangiati ed eseguiti per celebrare la prima volta del Bangladesh sulla scena della Biennale di Venezia. Un omaggio che viene pubblicato proprio nel 2012, anno in cui ricorrono i quarant’anni di quel famoso concerto organizzato da beatle-george in quel di New York. Formidabili quegli anni … ma bando alle nostalgie. Pronti Tunatones?   
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venerdì 30 marzo 2012

Due parole con Sir Frankie Crisp


Puntuali, anzi puntualissimi sono arrivati Sir Frankie Crisp. Hanno posato ordinatamente gli strumenti nel prato per raggiungere la palude, un lembo della quale vedete in alto a sinistra su questa splendida copertina, molto anni ’60 colorati, mistici e sensuali. Ok non è vero, ma mi piace pensarlo. Sì, mi piacerebbe entrare nel mondo acido dei Sir Frankie Crisp, band pugliese nata per rendere omaggio a BeatleGeorge. In un certo senso ci entro ogni volta che faccio partire Charming Sound, primo loro disco di inediti in uscita ad aprile con Irma Records (l’esordio del 2010, Ohnothemagen! era un album tributo a George Harrison e ai Beatles).
Il sound dei SFC conquista per l’intenso sapore sixty, filtrato con tutta la musica venuta dopo, in particolare il brit-pop che scorre senza fermarsi nelle vene di del gruppo. Si sente che hanno mandato a memoria George Harrison, così bene da saper scrivere un pezzo pop senza scimmiottarlo, ma rimanendo vicini al loro maestro dichiarato. Dall’iniziale Mystic Maestro (già, Mistic Maestro), alla conclusiva Heaven Inside (già, Heaven Inside), si respira quella soffice atmosfera del Beatles meno celebrato, ma per me, lennoniano di ferro, fondamentale per la storia del rock (pop, folk, alternative, blues…). Suoni affascinati, come suggerisce il titolo, suoni poco sentiti di recente, e giustamente premiati da Puglia Sounds, catalizzatore benefico della musica di questa regione molto viva. Come sarà viva tra qualche minuto la palude. Pronti?
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