venerdì 16 ottobre 2026

Dylan Dog quanto tempo è passato

Sono passati quarant’anni dal primo numero di Dylan Dog, l’indagatore dell’incubo. Non ho iniziato subito a leggerlo, sono sincero, ma qualche anno dopo, però ho tutti i numeri a partire dal n. 1 al numero non so che (ho smesso negli anni covid). Sì perché a un certo punto ho completamente smesso di leggerlo, io che non mi perdevo un numero. Si era esaurita la spinta creativa dei primi numeri da un bel pezzo, molte cose erano diventate routine, non era più quello degli inizi e pure io ero cambiato.

Ho un ricordo di un numero nell’estate del 1993 dove i fantasmi del passato nazista ritornavano a galla. Mi ricordo di essermelo portato al mare, con amici più grandi di me, impegnati politicamente e di come lo accolsero bene, leggendolo accanto ai loro libri di storia e filosofia. Ma non è il solo un numero di Dylan Dog con dentro la politica, gli intrecci tra storia e attualità, con mostri veri che saltavano fuori dalla mente del suo creatore Sclavi o da altri colleghi che si alternavano ai testi e/o disegni. In questi giorni ho preso il numero del quarantennale, con le 4 copertine diverse da trovare dentro le buste sorpresa. La classica, disegnata da Gianluca e Raul Cestaro, attuali copertinisti, quella di Claudio Villa, il primo (si trova 1 ogni 4 copie) quella di Corrado Roi geniale disegnatore venuto dopo 1 ogni 40 copie), quella di Angelo Stano, che ha il record di cover illustrate (1 ogni 400 copie). Ne ho presa solo una e ho trovato quella meno rara, ma non ne cercherò altre. E voi l’avete preso? Che ricordo avete di Dylan Dog?  


 

Etichette: , , , , , ,

domenica 23 febbraio 2020

Coglionavirus

Molti pensieri mi girano in testa oggi, ma non riesco a fermali per farne un post. Ne vorrei dire tante, troppe, che non riesco proprio: contro il razzismo e le frontiere chiuse, contro chi online fa scherzi inventandosi ospedali colpiti, contro politici opportunisti che cercano di trarre vantaggi elettorali dal virus, prendendo in giro il popolo che dicono di volere difendere, invece coglionano. Da vegetariano io e vegana Elle, abbiamo pensato che se il mondo fosse vegano, non sarebbe successa questa trasmissione del virus, nato pare, in un mercato con animali pronti per essere vigliaccamente messi a morte. Servirebbe una rivoluzione vegana, ma sarebbe troppo semplice dire avevamo ragione noi, quando la morte si fa vicina: Piemonte, Lombardia, Veneto ... ho pensato a un fumetto, credo di Dino Battaglia, con la peste tra le vie di Venezia, ma non l'ho trovato in rete. Ho trovato un Dylan Dog (anche lui veg) di alcuni anni fa La Morte rossa, del 1997 (scritto da Gianfranco Manfredi, disegnato da Corradi Roi, con copertina di Angelo Stano che faccio mia), e un articolo di Vincenzo Sparagna, di una settimana fa, ma attualissimo e che sottoscrivo parola per parola, invitandovi a leggerlo: Carnevale 2020: le nuove mascherine.

Etichette: , , , , , , , , , , ,