venerdì 3 aprile 2020

In palude con Giuseppe Di Filippo


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Jazz contemporaneo
DOVE ASCOLTARLO su cd o su spotify
LABEL Ipogeo Records
PARTICOLARITA’ per chi ama il sax
FB
CITTA’ Asti
DATA DI USCITA 12.03.2020 
L’INTERVISTA
Come è nato Making Monsters?
Making Monsters è nato dall'incontro con Nicholas Remondino con cui avevo fatto un po' di concerti in trio con il contrabbassista Michele Anelli a Torino nell'ambito del festival Noise Delivery, festival di musica improvvisata che si tiene soprattutto al Cafè des arts e in altre location sempre a Torino.
Con Nicholas Remondino, vista la sintonia che abbiamo avuto, si è pensato di trovarci a provare di fare qualcosa in duo. Inizialmente abbiamo improvvisato liberamente ripromettendoci di approfondire il progetto. Poi tutto è rimasto un'idea visti i rispettivi impegni che ci impedivano di concretizzare le idee che si erano sviluppate nel nostro incontro.
Perché questo titolo? … che significa?
Making Monsters è un titolo che mi è venuto in mente scrivendo i pezzi per l'album. Scrivendo mi sono reso conto che stavo scrivendo delle cose difficilmente definibili e che, in fondo erano degli spazi, circoscritti ma estremamente liberi, in cui riversare tutte le nostre esperienze e che ci avrebbero portati in territori ignoti. E quindi la parola "mostri" descrivesse perfettamente, con una buona dose di umorismo che mi accompagna quotidianamente e non mi abbandona mai, le forme musicali che stavano vedendo fuori. Il titolo me lo ha suggerito poi la mia grande passione per i Ramones, gruppo fondamentale per me e creatori di grandi "mostriciattoli", e per il punk inteso come attitudine. In questa ottica questo è un disco fortemente punk. Mi è stato suggerito da una loro splendida canzone che ha come titolo Making Monsters for my Friends. Ed è proprio quello che ho fatto, costruire "mostri " musicali per i miei amici, anche quelli che non incontrerò mai.
Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione di Making Monsters?
Durante la lavorazione dell'album gli episodi particolari sono stati dettati dall'atteggiamento che abbiamo avuto sempre, appunto molto punk; atteggiamento che trovo molto affine alla filosofia jazz. E cioè la grande libertà che abbiamo tenuto nell'approcciarsi al materiale scritto. Come l'idea di Nicholas di lasciarmi in solitudine nel pezzo Susanoo No Mikoto, inizialmente pensato in duo o l'idea di Filippo Cosentino di usare una chitarra elettrica in C. A parte il clima di estremo relax e armonia che ha regnato per tutti i giorni di lavoro. 
Se  fosse un concept-album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse?
Come spesso accade uno capisce cosa sta facendo appunto facendolo. E in fondo questo è un concept che parla di tutti i "mostri ". È un album dedicato a tutti gli irregolari, tutti gli storti, tutti gli esclusi, tutti gli scartati che per atroce "comodità " la società "per bene " chiama mostri, senza approfondire o sforzarsi di comprendere. 
C’è qualche pezzo che preferisci? Qualche pezzo del quale vai più fiero dell’intero disco? … che ti piace di più fare live?
La domanda più difficile. Come si fa a scegliere tra i propri figli? Certo ci sono cose che ascoltando mi sembrano più compiute. Ma lascio all'ascoltatore la libertà di scegliere senza influenze da parte mia. Certo i pezzi dedicati alle donne della mia vita, mia figlia e mia moglie, S. e C.,  mi toccano più profondamente 
A produrre Making Monsters Ipogeo Records. Come mai con loro? Come vi siete incontrati e piaciuti?
Con Ipogeo è stato un colpo di fulmine. Etichetta appena nata, con una voglia di ricerca non comune. È rarissimo che un'etichetta, soprattutto appena nata, ti dia la massima e totale libertà espressiva senza condizionamenti, segno di grande coraggio, e che intervenga solo se richiesto. Anche questo è molto punk.
Copertina bella gialla, di forte impatto con quel disegno. Come è nata? Chi l’ha realizzata? 
La realizzazione è opera del settore grafico di Ipogeo.
Come presenti dal vivo il disco?
Il disco dal vivo sarà presentato in tutta la sua essenza. Grande libertà e avventura. Partendo dalla scrittura ci faremo portare dalla musica, dalle nostre idee e da quello che succederà di volta in volta, anche guidati dal pubblico che parteciperà, speriamo attivamente, a quello che accadrà.
Altro da dichiarare?
Vorrei aggiungere un enorme abbraccio ai miei compagni di avventura. Nicholas Remondino che ha perfettamente inteso ciò che avevo in testa e con grandissima maestria ha fatto si che i concetti, fin troppo teorici che avevo proposto diventassero musica. Nicholas è un grandissimo musicista che, anche se giovanissimo, ha una maturità e un'esperienza fuori dal comune. Spero di continuare a lavorare a lungo con lui. Un gigantesco grazie a Filippo Cosentino, che ha registrato magistralmente l'album, e che è intervenuto in tre brani comprendendo e interpretando fantasticamente le mie indicazioni spesso folli. E, se posso, vorrei ringraziare una persona fondamentale nella mia vita di musicista e non solo, che non ho ringraziato nelle note di copertina per un po' di pudore. E cioè Carlo Actis Dato, per me Maestro e, in qualche modo, fratello maggiore con cui collaboro da più di vent'anni e senza il quale tutte le note uscite dai miei sassofoni probabilmente non sarebbero mai uscite. Questo disco è anche per lui che mi ha insegnato ad amare i "mostri " fuori e dentro di me. 

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10 Commenti:

Alle 3 aprile 2020 alle ore 18:43 , Blogger Alligatore ha detto...

Questa sera Jazz in palude, con Giuseppe Di Filippo e il suo Making Monsters. disco dedicato ai propri mostri, in senso simpatico ...

 
Alle 3 aprile 2020 alle ore 18:46 , Blogger Alligatore ha detto...

In senso simpatico e punk, come capirete leggendo l'intervista (il titolo prende ispirazione da Making Monsters for my Friends dei Ramones.

 
Alle 3 aprile 2020 alle ore 18:49 , Blogger Alligatore ha detto...

Un disco dalla gialla copertina, suonato da lui (sassofono, tenore, contralto e soprano) con la batteria di Nicholas Remondino. Ospite speciale in tre brani del progetto è il chitarrista Filippo Cosentino con la chitarra classica e chitarra baritona, già passato spesso qui in palude.

 
Alle 3 aprile 2020 alle ore 18:52 , Blogger Alligatore ha detto...

Tra i miei pezzi preferiti, anche se è difficile scegliere, direi il free jazz impegnato politicamente di Alì Bomayè, dedicato al grande Mohamed Ali... stupenda.

 
Alle 3 aprile 2020 alle ore 18:54 , Blogger Alligatore ha detto...

Come è stupenda J.J. omaggio al musicista Joseph Jarman, grande sassofonista e clarinettista scomparso lo scorso anno (bei dialoghi con la chitarra di Filippo Cosentino).

 
Alle 3 aprile 2020 alle ore 18:56 , Blogger Alligatore ha detto...

Grande dialogo invece con la batteria in Glavny, stazione ferroviaria di Novosibirsk, dove comincia la transiberiana. Un pezzo dedicato a un luogo che l'ha colpito particolarmente.

 
Alle 3 aprile 2020 alle ore 18:58 , Blogger Alligatore ha detto...

Come Gondar, ancora con Filippo Cosentino, per un pezzo intenso e corale dedicato alla città Etiope.

 
Alle 3 aprile 2020 alle ore 19:03 , Blogger Alligatore ha detto...

Ma ripeto, è un disco tutto da ascoltare (in fondo vi ho messo pure la possibilità di ascoltarlo tutto su youtube, oltre al solito link sopra, a spotify). Fatelo!

 
Alle 5 aprile 2020 alle ore 17:43 , Blogger Adriana ha detto...

Bravo Giuseppe!

 
Alle 7 aprile 2020 alle ore 22:00 , Blogger Alligatore ha detto...

Ciao Adri ... sì, bravo Giuseppe!

 

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