giovedì 11 aprile 2019

In palude con i Lags

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE – ROCK / PUNK / HARDCORE
DOVE ASCOLTARLO – Su Bandcamp, su  Spotify ecc.
LABEL – To Lose La Track, Casu Marzu Records, Fuzzy Cluster Records
PARTICOLARITA’ – Commento PRE LIVE “Vi siete ammorbiditi rispetto al disco precedente”. Commento POST LIVE “Eh, in verità, no”.
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CITTA’ – veniamo, più o meno, da Roma
DATA DI USCITA – 29 Marzo 2019
L’INTERVISTA
In blu risposte di Antonio (voce), in viola quelle di Gianluca (chitarra)
Come è nato Soon?
In sala prove, come tutte le nostre produzioni precedenti, ma scritto e composto con due chitarre anziché una (come successo invece con il precedente album “PILOT”). È un album più complesso, meno monolitico. Abbiamo dato più respiro alle armonie e spazio alle voci rispetto al precedente, senza intaccare la potenza e la rabbia.
Perché questo titolo? … cosa sta a significare?
“Soon” significa “Presto”, avverbio che indica uno spazio temporale sospeso fra il presente e l’immediato futuro. È una parola che rappresenta una suggestione presente in tutto quello che abbiamo vissuto negli ultimi tre anni trascorsi a scrivere il nuovo album e suonare in giro: “presto” succederà qualcosa di terribilmente bello o terribilmente brutto. E non ci riferiamo alla nostra “carriera” musicale, bensì alle nostre vite private.
Questa costante attesa di “qualcosa” in arrivo ha reso il nostro album più maturo, più pensato e soprattutto più personale.
Come è stata la genesi del disco, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?
Abbiamo iniziato a scrivere l’album nei mesi successivi alla pubblicazione di Pilot. Qualche nota in saletta, linee vocali buttate a caso cantate centinaia di volte e strutturate in modo tale da portare i brani a diventare un prodotto finito più complesso. Volevamo un disco meno diretto e più ragionato, che fosse sì adatto alla nostra dimensione live, ma che avesse anche una propria dimensione una volta registrato e missato. Abbiamo sempre scritto i nostri brani nell’ottica della performance dal vivo, stavolta ci siamo sbizzarriti un po’ di più.
Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione dell’album?
Abbiamo registrato le batterie e i bassi in un bellissimo studio di Formello (Sala Tre Gli Artigiani Studio) con Daniele Gennaretti (fonico di bsbe, Calcutta, Maneskin ecc.). Mentre Andrew registrava le batterie ha interrotto le session il proprietario dello studio dicendo “ragà è da anni che ho questo studio e ci registro di tutto e non si è lamentato mai nessuno, è la prima volta che mi arrivano lamentele per il troppo volume, che state a fa ?”.
Se Soon  fosse un concept-album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse?
In fondo SOON può essere considerato un concept sull’Attesa, come abbiamo detto    qua sopra; si basa sull’idea di portarsi un peso sulle spalle e di cercare di non fermarsi alla prima difficoltà, ma di cercare di arrivare sempre in fondo, nonostante la fatica.
C’è qualche pezzo che preferite? Qualche pezzo del quale andate più fieri dell’intero disco? … che vi piace di più fare live?
Siamo molto contenti del risultato finale, Siamo innamoratissimi di tutto il disco alla stessa maniera: nove / dieci pezzi sono come nove/dieci figli, difficile dire a chi vuoi più bene. Ognuno di noi ha comunque le sue preferenze. Antonio è molto legato a What It Takes (uno dei momenti più melodici del disco), io sono molto soddisfatto della resa di Magic Bullett e di The Bait, il bassista invece impazzisce per I Still Remember (anche perché ha scritto il testo lui) ed Andrew picchia dietro le pelli come un dannato e ama tutto il disco alla stessa maniera. Siamo molto contenti della resa live dei pezzi e non riusciamo a distinguere ancora un momento + debole o uno + riuscito degli altri. Non vi resta che venire ai vostri live e scoprirlo da soli!
Una bella sfilza di etichette: To Lose La Track, Fuzzy Cluster Records e Casu Marzu? Come siete riusciti a metterle insieme? Come lavorate con loro?
Semplicissimo, Toloselatrack ci segue dagli inizi, ci troviamo benissimo con Luca Benni e oltre ad essere il nostro presidente, il nostro boss e il nostro discografico è uno nostro zio, uno di famiglia: ci coccola, ci vizia, ci segue con premura e ci accontenta sempre. Per questa nuova fatica ci siamo fatti sostenere e aiutare anche dalla Fuzzy Cluster Records, piccola ma promettente realtà del nordest che diligentemente guidata dal compagno Gio Scalcon, si sbatte per sostenere meritevoli realtà italiane come i Bruuno e i LEROY tra gli altri.
La Casu Marzu Records invece a dispetto del nome sardo, è una neonata etichetta di Cambridge alla prima uscita discografica; è stata fondata dal nostro amico Will Vincent, addetto stampa per l’estero del nostro vecchio disco poi diventato amico e sostenitore. Insieme queste tre piccole realtà ci sostengono dividendosi compiti e spese. Toloselatrack e Fuzzy Cluster curano la stampa su CD, Casu Marzu Records invece ha realizzato delle cassette LTD e si occuperà di tutta la distribuzione digitale
Copertina da urlo, in tutti i sensi. Come è stata scelta? Chi è l’autore?
L’autore è sempre il nostro caro amico Alberto Becherini, artista immenso che non smettiamo mai di ringraziare (che ha curato anche l’artwork e tutto il merch del nostro primo album).
L’idea grafica è nata sin dall’inizio della scrittura del nuovo disco: volevamo rappresentare un momento sospeso, raccontare un percorso affascinante ma dall’esito incerto. Il funambolo in copertina è fermo a metà del suo cammino, nel retro copertina la fune è vuota: l’uomo è arrivato dall’altra parte oppure è caduto nel vuoto?
Come presentate dal vivo il disco?
Lo presentiamo Bene, proponendolo per intero in una scaletta incendiaria che comprende anche pezzi del nostro esordio. Il nuovo live è molto carico e intenso e dura più di un’ora. I pezzi del nuovo disco non perdono lo smalto e la vivacità che hanno in studio ma si vestono di un’energia e di un’urgenza contagiosa sia per noi che lo suoniamo che per il pubblico che ci ascolta. Non vi resta che venire a tastare con mano e con orecchie di cosa stiamo parlando.
Altro da dichiarare?
Il 30 marzo abbiamo fatto il release party romano; una grande festa per l’uscita del disco insieme alla nostra etichetta e a due meravigliosi gruppi di amici: SUVARI e i DUMMO. Al Wishlist Club, in via dei Volsci a Sanlorenzo. Per tutte le altre date consultate pure i nostri social!

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12 Commenti:

Alle 11 aprile 2019 23:06 , Blogger Alligatore ha detto...

Questa sera ho il piacere di ospitare in palude i Lags, band romana al secondo disco, dopo l'esordio del 2015 Pilot.

 
Alle 11 aprile 2019 23:08 , Blogger Alligatore ha detto...

Ottima seconda prova questo Soon, disco fresco e diretto, figlio dei loro numerosi concerti in questi ultimi 4 anni.

 
Alle 11 aprile 2019 23:10 , Blogger Alligatore ha detto...

Nove pezzi cantanti in inglese, più la bonus track finale cantata in italiano.

 
Alle 11 aprile 2019 23:14 , Blogger Alligatore ha detto...

Dalla gran vibra di Knives and Wounds con al batteria a mille e le chitarre a costruire muri di suoni a I Still Remember, rock cantautorale che cresce e resta nella testa.

 
Alle 11 aprile 2019 23:20 , Blogger Alligatore ha detto...

Menzione speciale a The Bait, forse il mio pezzo preferito: caldo piacevole grunge anni '90 con staffilate elettriche.

 
Alle 11 aprile 2019 23:24 , Blogger Alligatore ha detto...

Buona anche Magic Bullett con ironia e rabbia distribuite in dosi uguali e la band a suonare come un uomo solo.

 
Alle 11 aprile 2019 23:27 , Blogger Alligatore ha detto...

Non lascia indifferenti anche Il podista pezzo in italiano con il giusto ritmo e le giuste parole.

 
Alle 11 aprile 2019 23:31 , Blogger Alligatore ha detto...

Bella, bellissima la copertina, tra le migliori dell'anno ... che aggiungere?

 
Alle 11 aprile 2019 23:32 , Blogger Alligatore ha detto...

Ascoltate Soon dei Lags, ascoltami!

 
Alle 12 aprile 2019 11:47 , Anonymous accadebis ha detto...

Sono un po' di corsa dato che sono in partenza ma appena posso l'ascolterò, le tue scelte sono sempre interessanti.
Un salutone

 
Alle 12 aprile 2019 11:54 , Blogger Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Straordinaria "Knives and Wounds" ed eccezionale anche il video. Molto valida anche "A push and a rush" se ricordo esattamente il titolo. Della prima molto interessante anche il testo. Davvero bravi.

 
Alle 12 aprile 2019 20:17 , Blogger Alligatore ha detto...

@Accadebis
Grazie per l'attenzione e il passaggio in palude :)
@Daniele
Grazie anche a te ... e per l'ausculto :)

 

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