mercoledì 25 gennaio 2017

In palude con Tiziano Bianchi


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE:
Jazz, classica, ambient.
DOVE ASCOLTARLO
In uno di questi storie musicali qui
... o nella playlist di youtube
LABEL
Irma Records (Italia), Pony Canyon (Japan)
PARTICOLARITA’
Partecipazione di Giovanni Lindo Ferretti sulla title track “Now and then”.
Produzione artistica di Tiger Okoshi e featuring sul brano “Grease”.
CITTA’
Castelnovo ne’ Monti, Reggio Emilia
DATA DI USCITA
16/11/2016

L’INTERVISTA
Come è nato Now and Then?
Questo disco inizia a prendere forma nel gennaio del 2015, in un periodo particolare della mia vita. Uno di quei periodi in cui sembra di avere perso la direzione e la vita diventa distante, quasi incomprensibile. Lavorare intensamente al pianoforte su alcune composizioni si è rivelato il modo efficace di reagire.
Arrangiamenti accantonati da un po’ di tempo cominciano a prendere forma: Gymnopedie #1 di Erik Satie, Knives out dei Radiohead, oltre a diverso materiale originale diventano brani veri e propri. Ho tre pezzi su cui costruire il mio progetto e decido con Tiger Okoshi di fissare le registrazioni in agosto.
Sto finalmente trovando la musica che cerco da tempo, il mio suono e posso dedicarmici pienamente. L’unica cosa da fare ora è scrivere il resto del disco ... In un mese nascono nove pezzi. E’ impressionante realizzare con che velocità la musica prende forma una volta individuata la direzione. Tutto il lavoro di pre-produzione si svolge in collaborazione con il pianista Claudio Vignali tra Castelnovo ne’ Monti (RE) e Porretta Terme (BO). Il disco è stato poi registrato nel settembre 2015 al Dani Marzi Studio di Riccione.
Perché questo titolo?
Il testo, recitato da Giovanni Lindo Ferretti nella title track Now and then, esprime il concetto che è alla base del disco. Durante quei mesi di lavorazione così intensi, realizzo in maniera tangibile come tutte le esperienze del nostro vissuto non siano relegate nel passato, ma confluiscano nel presente e ne siano parte attiva. I brani scritti in quei giorni, alcuni dei quali hanno radici negli anni addietro, mi hanno portato nuova fiducia e serenità, e il desiderio di condividere un bellissimo stato emotivo.
Now and then, Ora e allora.
Un giorno,

Tutto quello che ha avuto significato per te

Prenderà il suo posto.

Le persone che hanno intravisto sotto la superficie

E intuito la tua vita non detta,

I momenti che hanno lasciato un segno,

Chi ti manca

E chi hai incontrato,

Inizieranno a lavorare con te

Nella stessa direzione.

Verso un quieto,

Riconciliante,

Compimento.

Se il momento è quello giusto,

E solidi i cardini,

Sarai Re.

Ora e Allora,

Sfavillanti,

Saranno una cosa sola.

Come è stata la genesi del cd, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?
Fondamentale per la realizzazione del disco è stato definire l’organico strumentale del gruppo. La scelta del violoncello, in particolare, è quella che ha caratterizzato la scrittura e il suono che volevo ottenere. La ricerca di questo suono ha richiesto molto tempo e tentativi, ma una volta trovato la scrittura e l’arrangiamento dei brani sono avvenuti molto rapidamente.
Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione di Now and Then?
Ci sono stati diversi episodi che mi hanno dato la sensazione che fosse il momento giusto per realizzare questo progetto. Ne cito uno in particolare. Una mattina di giugno 2015 stavo tornando a casa nel mio paese di Castelnovo ne’ Monti e ho incontrato Giovanni Lindo Ferretti che passeggiava. Mi sono fermato a salutarlo e abbiamo chiacchierato per un po’. Era quasi orario di pranzo e Giovanni aveva un appuntamento al ristorante. Ci siamo salutati ma mentre tornavo a casa ho pensato di provare a chiedergli di registrare il mio testo di Now and then. Sono ritornato verso il ristorante dove Giovanni era già seduto a tavola con il suo ospite. Dopo avergli presentato l’idea, Giovanni è stato silenzioso qualche secondo. Mi ha guardato e ha detto che voleva farmi un regalo e che avrebbe registrato la voce sul mio brano. La gioia è stata tanta in quel momento.
Se questo cd fosse un concept-album su cosa sarebbe? Anche senza volerlo, a posteriori.
Sarebbe un concept su come la positività possa influenzare il corso degli eventi. E sulla sensazione che ci sia un filo che lega tutti gli eventi e le persone incontrate nel percorso della nostra vita. A volte questo filo ci viene in aiuto e ci fa sentire davvero connessi e in sintonia con gli altri e il mondo esterno.  
C’è qualche pezzo che preferisci? Qualche pezzo del quale vai più fiero di Now and Then?… che ti piace di più fare live?
Sono fiero del testo di Now and then e del drive musicale di quel brano. 
Memories è un altro brano che mi piace molto, con un forte impatto immediato e una bella capacità evocativa.
Dal vivo mi piace suonare Grease, dove la batteria può sfogarsi e Horses.
Come è nato produttivamente il cd? Come sono stati scelti gli apporti di altri musicisti …
Molto importante nella fase di arrangiamento e scrittura è stato il contributo del pianista Claudio Vignali. Avevo in mente un suono minimale, con pochi fronzoli, costruito sul suono di pochi strumenti. Il suono di ogni musicista in questo senso era fondamentale. Ho scelto Enrico Ferri al violoncello proprio per la bellezza del suo suono. Il batterista Andres Marques era uno dei musicisti più duttili che conoscevo e la sua capacità di adattarsi ai brani è stata notevole.
La produzione di Tiger Okoshi poi è stata davvero importante per fare rendere ogni musicista al meglio in studio e per dare risalto ai miei arrangiamenti.
Bello lo scatto che ti ritrae in copertina … come è nato e chi è l’autore?
La foto di copertina è stata fatta in India, in un jazz club di New Delhi. L’autore è il fotografo Mohit Kapil e l’ha scattata nel novembre del 2015 mentre ero in tour con il batterista indiano Tarun Balani.
Come presenti dal vivo questo album?
Dal vivo usciamo in quintetto, con il contrabbasso aggiunto al violoncello. I musicisti sono:
Tiziano Bianchi: tromba e flicorono;
Claudio Vignali: pianoforte;
Enrico Ferri: violoncello;
Matteo Zucconi: contrabbasso;
Marco Frattini: batteria.
Quando le condizioni lo permettono usciamo anche in sestetto, con due violoncelli (Silvia Sciolla al secondo violoncello) e contrabbasso. Con questa formazione il suono è molto potente.
Altro da dichiarare?
Potete vedere i video dei brani Now and then (feat. Giovanni Lindo Ferretti) e Memories (feat. Tiger Okoshi), oltre al teaser con le parole di Giovanni Lindo Ferretti, sul mio canale Youtube, qui.

Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

13 Commenti:

Alle 25 gennaio 2017 14:58 , Blogger Alligatore ha detto...

Un bel disco, un disco pieno di energie positive, che fa piacere ascoltare.

 
Alle 25 gennaio 2017 14:59 , Blogger Alligatore ha detto...

Uno dei dischi più piacevoli usciti nel 2016 ... lo dico senza retorica (provate a sentirlo).

 
Alle 25 gennaio 2017 15:00 , Blogger Alligatore ha detto...

Parole di speranza zen nella title-track (l'unica ad avere il cantato, e che cantato: G.L.Ferretti).

 
Alle 25 gennaio 2017 15:01 , Blogger Alligatore ha detto...

Personaggio controverso, con prese di posizione alquanto contraddittorie negli ultimi anni, ma di sicuro un pezzo di alternative-rock italico da Novanta.

 
Alle 25 gennaio 2017 15:02 , Blogger Alligatore ha detto...

In questo pezzo la tromba gareggia alla pari con le parole, scritte dallo stesso Tiziani. Tromba che giganteggia pure nell’onirica “Grease” (in questo caso è quella del grande Tiger Okoshi, anche produttore dell’album), o in “Just A Love Affair”, che sembra un classico fin dal primo ascolto.

 
Alle 25 gennaio 2017 15:02 , Blogger Alligatore ha detto...

Filmico in “Memories”, intenso e intellettuale nella calda cover dei Radiohead “Knives Out”, sublime nel classico di Satie “Gymnopedie # 1”.

 
Alle 25 gennaio 2017 15:03 , Blogger Alligatore ha detto...

Un disco tutto da ascoltare. Fatelo, e poi ditemi che ne pensate ...

 
Alle 25 gennaio 2017 18:01 , Blogger marcaval ha detto...

Le tue recensioni sono decisamente molto ben fatte e approfondite.

 
Alle 25 gennaio 2017 18:36 , Blogger Nella Crosiglia ha detto...

Sicuramente non è un disco facile e l'ascolto deve essere attento.
Il gomitolo della vita spesso ci segue con tutte le sue sfumature di colore, ma anche spesso bisogna spezzarlo per poter andare avanti e creare qualcosa di nuovo.
Abbraccio forte Alli

 
Alle 25 gennaio 2017 19:09 , Blogger Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Ho ascoltato "Knives out" e mi è entrata nel sangue. Difficile tra l'altro fare una cover di Radiohead e lui c'è riuscito. Un Jazz tutt'altro che freddo, mai banale, ed un trombettista degno di sedersi alla mensa dei grandi. Bravo Alligatore, peschi sempre gruppi e realtà interessanti.

 
Alle 26 gennaio 2017 13:10 , Blogger Alligatore ha detto...

@Marcaval
Grazie, ci lavoro da anni, anche se non sono sempre contento al 100% (di quello che scrivo, non dei musicanti che ospito in palude, sempre ottimi).
@Nella
Direi che è un bel disco ottimista, e per questo mi ha colpito favorevolmente ... e insegna a giocare con i gomitoli, se è necessario ...
@Daniele
Grazie per i complimenti per me e per Tiziano ... credo sia veramente un grande, lo si capisce anche da come ha costruito bene questo bel disco.

 
Alle 27 gennaio 2017 22:14 , Blogger Silvia Pareschi ha detto...

Oh, ma in palude non vi fate proprio mancare niente, eh?

 
Alle 27 gennaio 2017 23:58 , Blogger Alligatore ha detto...

Dici? :)

 

Posta un commento

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

<< Home page