giovedì 7 gennaio 2016

Je Suis Checchò


Sono giorni che continuo a pensarci.
Oggi è già passato un anno, sembrano secoli.
Non è  cambiato un cazzo, nelle teste della gente.
In Italia, in Europa, nel mondo, tutti a gridare Je Suis Charlie, ieri.
A gridarlo per stupidi opportunismi di bottega.
Per un applauso in più, un voto in più, una sega.
Poi niente, altre guerre, altre bombe, sempre le stesse.
Poi altri attentati, altre bombe, altre guerre e solidarietà di facciata.
Frontiere chiuse, frontiere aperte, attenti a quelli con la barba.
Stars Wars 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 ... Checco Zalone.
In Italia poi, dove scambiano la satira con la baguette,
il massimo è Checcho Zalone e il suo filmone.

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33 Commenti:

Alle 7 gennaio 2016 11:50 , Blogger bibliomatilda ha detto...

...e certo che è così, non cambia mai, o quasi mai, nulla nella testa della gente, e dire je suis Charlie è come dire je suis Checchò :-(
Un abbraccione All!

 
Alle 7 gennaio 2016 13:43 , Blogger tentare, nuoce ha detto...

Il pecorame—qualunque sia la lana che lo copra e pronta a tosa—suole brucare con la testa bassa erbe secche al purgante da dio: le orecchie attorcigliate al far da coda; i cani che, sergenti a cetomedio che ora fa fico dirlo middleclass, lo menino di fischio dentro a ovili dove star tutti in piedi sugli attenti, belacchiando al perché arrivi un padrone

 
Alle 7 gennaio 2016 13:49 , Blogger Elle ha detto...

E bravo Alli.
Non mi ero resa conto che fosse passato già un anno, o dovrei dire "solo un anno", visto che si è smesso di parlarne come di cosa del secolo scorso: oggi ci sono nuove priorità, ci stanno "invadendo gli stranieri", ma mica quelli buoni che hanno i soldi e adorano l'Italia e ci vengono a trovare durante le vacanze, no! Quelli cattivi che ci rubano il lavoro e che ci costringono a dichiarargli guerra per farli smettere di litigare fra loro.
Bella poesia la tua! ;)*

 
Alle 7 gennaio 2016 13:55 , Blogger Elle ha detto...

Ps. La foto non mi pareva nuova, poi ho frugato fra le etichette e trovato la risposta: Dr. Strangelove l'ho visto!

 
Alle 7 gennaio 2016 15:06 , Blogger Alligatore ha detto...

@Bibliomatilda
Ve lo meritate Ceccho Zalone, mi verrebbe pure da urlare.
@tentare, nuove
Benvenuto in palude.
@Elle
Le cose cambiano, in peggio ... almeno a livello international.
@Elle 2
Già, un film molto diverso dalle checconate che occupano militarmente le sale.

 
Alle 7 gennaio 2016 16:21 , Blogger redcats ha detto...

praticamente gli italiani hanno i politici e i film che si meritano....

 
Alle 7 gennaio 2016 19:33 , Blogger Alligatore ha detto...

Qualunque-mente ...

 
Alle 7 gennaio 2016 19:35 , Blogger Andrea C. ha detto...

d'accordissimo con te.
non ho altro da dire.
un abbraccio

 
Alle 7 gennaio 2016 19:36 , Blogger Alligatore ha detto...

Ah, ah, ah, infatti, mi hai ispirato il dialogo nel tuo post :)

 
Alle 7 gennaio 2016 22:22 , Blogger ReAnto R ha detto...

Non mi sembra solo un problema italiano...il problema sono i politici tutti

 
Alle 8 gennaio 2016 00:07 , Blogger Alligatore ha detto...

Non credo, qualunque-mente, che il problema siano i politici, quelli italiani, come quelli francesi, o tedeschi, o siriani, ma sia uno smarrimento generale, certi voti a perdere, una mancanza di coraggio e verità. Dalla Rivoluzione francese in poi sono stati fatti molti passi indietro. Le masse, che potevano essere veramente protagoniste, si sono fatte ingabbiare.

 
Alle 8 gennaio 2016 00:58 , Blogger mr.Hyde ha detto...

Eccolo lì il dottor Stranamore..Che dire? Che siamo diventati tutti più maledettamente idioti? Un virus bruttissimo ci ha colpiti, chissà se ci salveremo.Certo,abbiamo bisogno di ridere... io direi che abbiamo bisogno di uno psicologo se l'aver visto un film così ci lascia poi un senso di appagamento, di soddisfacimento..
no grazie, preferisco non ridere..Almeno i film me li scelgo io..

 
Alle 8 gennaio 2016 01:05 , Blogger Alligatore ha detto...

Non credo ci sia niente da ridere, in effetti :(

 
Alle 8 gennaio 2016 02:48 , Blogger Glò ha detto...

Tra Checco, i Distillati (i libri ridotti -_-), le crociate di ogni genere che durano un giorno soltanto ("domani è un altro giorno", quindi si abbraccia un'altra causa, frega nulla se opposta a quella di oggi)... o.O sembra veramente non passare mai il tempo :P

 
Alle 8 gennaio 2016 06:10 , Blogger ReAnto R ha detto...

Mah...sarà anche come dici tu. Ti faccio presente che noi siamo stati ingabbiati da quelli che che nel 68 predicavano fate l' amore non fate la guerra

 
Alle 8 gennaio 2016 08:51 , Blogger amanda ha detto...

questo valzer degli odi diretto dall'alto mi fa una paura dopo che per anni hanno spinto la gente ad interessarsi solo del proprio ombelico, all'auto, ai viaggi, l'hanno indotta a dimenticare che una società si fonda su regole che portano a promuovere il bene comune e i diritti fondamentali, la salute, la conoscenza, la libertà

 
Alle 8 gennaio 2016 15:36 , Anonymous riccardo ha detto...

Il problema non è tanto Zalone quanto il fatto che abbiamo una società che le cose su cui Zalone (certo a modo suo) ironizza, finisce invece per idolatrarle.
Per es., ormai il razzismo, il sessismo ed il militarismo sono quasi diventati senso comune...
E consigliare a qualcuno di leggere uno scrittore o un filosofo musulmano, passa decisamente per una battuta...

 
Alle 8 gennaio 2016 16:20 , Blogger Cri ha detto...

E meno male che c'è la tv e c'è facebook, che se no quante delle suddette pecore si ricordavano dell'anniversario?

 
Alle 8 gennaio 2016 17:03 , Blogger Alligatore ha detto...

@Glò
Siamo in un eterno presente, fatto di grandi eventi, grandi tragedie, grandi spettacoli, grandi lacrime (di coccodrillo), che si vogliono epocali, ma essendo così ripetute e copia l'una della l'altra, non possono esserlo. Siamo dentro un grande bluff.
@ReAnto
Non credo proprio: chi ha fatto il '68, è stato poi integrato nel sistema, questo sì, come è sempre successo dopo moti e/o rivoluzioni (è il riflusso, una cosa, naturale), ma chi gridava, giustamente, fate l'amore non fate la guerra, non ha ingabbiato proprio nessuno.
@Amanda
Certo, dici bene, c'è una regia dall'alto, e la gggente, rincoglionita da trent'anni e passa di tv, non può che cascarci.
@Riccardo
No, Checcò non è il problema, Checchò ben evidenziala mancanza di satira in Italia e che occupi militarmente sale e sale cinematografiche la dice lunga sullo stato dell'arte, in Italia, in Italia, dove quelle cose che dici tu, sono sicuramente all'ordine del giorno più che in altri paesi.
@Cri
Sì, ma il fatto che se ne siano ricordate, grazie alla tv o al ripetitore mentale che è fb, aggrava ancora di più la cosa. O no?

 
Alle 8 gennaio 2016 18:34 , Blogger G ha detto...

Che ci siano sei sale per Checco (e lo ammetto che l'ho visto) qui da me, e nemmeno una per il Macbeth...dice tutto.

 
Alle 8 gennaio 2016 18:44 , Blogger Alligatore ha detto...

Ben detto G: il 6 volevamo andare al cinema a vedere Carol, ma la città era piena (non avevo pensato all'inizio dei saldi, e alla voglia di bruciare la vecchia), e abbiamo trovato un buco per parcheggiare dopo aver girato la città. Allora niente Carol, cerchiamo un altro film in un cinema con tre sale, e cosa ti vedo? Checcò, Checcò, e Star Wars ... non è possibile. Je Suis Checchò.

 
Alle 8 gennaio 2016 19:33 , Anonymous Giò ha detto...

Checco... chi? mi verrebbe da dire. Ma ahimè so di chi si parla, lo so pure se non accendo la TV, se non vado al cinema se non per vedere cose francesi degli anni '60 nei cineclub. E sono cresciuto a Wolinski, con l'uno. Per questo non potevo gridare Je sui Charlie... avrei fatto confusione con me stesso in mezzo a tanti, mi sarei trovato inappropriato, inadeguato, qualunquista perché avrei solo puntualizzato ciò che era scontato. Magnifico post.

 
Alle 8 gennaio 2016 19:45 , Blogger Alligatore ha detto...

Capisco, capisco, come darti torto? ... frequentando molto i cinema (si riescono a vedere ancora cose interessanti, magari anche dei film restaurati), mi piange il cuore vederle così militarmente occupate. Wolinski, il grande ...

 
Alle 8 gennaio 2016 20:31 , Blogger Nella Crosiglia ha detto...

Giusto, super giusto , extra giusto..la penso cosi' anch'io, perchè a caldo si parla , ci si scandalizza , si danno tre mila consigli, si stilano piani da effettuare e poi giriamo sempre nella stessa direzione, nello stesso minestrone, nella stessa pentola..Orribile!
Bacio Alli!

 
Alle 8 gennaio 2016 21:21 , Blogger Alligatore ha detto...

Interpretazione perfetta Nella, hai detto tutto e bene.
Grazie, bacio a te.

 
Alle 8 gennaio 2016 22:19 , Blogger George ha detto...

BEndettO questa è la società dello (s)postacolo.

 
Alle 8 gennaio 2016 22:40 , Blogger Alligatore ha detto...

Puoi dirlo forte George!

 
Alle 8 gennaio 2016 22:45 , Blogger ReAnto R ha detto...

Non credo proprio: chi ha fatto il '68, è stato poi integrato nel sistema, questo sì, come è sempre successo dopo moti e/o rivoluzioni (è il riflusso, una cosa, naturale), ma chi gridava, giustamente, fate l'amore non fate la guerra, non ha ingabbiato proprio nessuno.

Non credo proprio: quelli del '68 tanti si sono fatti ingabbiare dal sistema , ma tanti hanno ingabbiato . per i politici di sinistra "nostrali" ci sarebbe da tira giù una lista da far paura....cmq. il problema non è questo. Bel post grazie hai mosso la discussione ed il confrontarsi ...un abbraccio

 
Alle 8 gennaio 2016 22:46 , Blogger ReAnto R ha detto...

e non solo politici , architetti , intellettuali etc etc

 
Alle 8 gennaio 2016 22:59 , Blogger Alligatore ha detto...

Sì, diciamo che chi si è fatto ingabbiare, poi, una volta dentro, ha ingabbiato ... e non è questione di sinistra o destra, politici e/o architetti, è una questione che il sistema si mangia e digerisce tutto, o quasi.Mai dimentiCarlo. Detto questo, credo che fatto dai sessantottini sia stato grande, importante, e che nessuna altra generazione abbia fatto tanto. Sono stati favoriti dal periodo storico, ma hanno dovuto lottare, cosa che non si è fatto mai più così. Il '77, che prendeva le distanze dal '68, voleva tenerne alta la parte più pura ... ma sto divagando. Grazie a te per il contributo.
Ce n'est qu'un début, continuons le combat!

 
Alle 8 gennaio 2016 23:09 , Blogger ReAnto R ha detto...

Un po' troppo ideologici i sessantottini..cmq quello che si sta riscoprendo qui e lo stesso sta accadendo sul sito di Lucien è il bello del blog ..la discussione ed il confrontarsi ...Grazie Resisti Diego come sto cercando di resistere anche io ..ma forse siamo ambedue due sognatori ..un abbraccio a te e a tutti i partecipanti qui ...ciao

 
Alle 9 gennaio 2016 01:39 , Blogger G ha detto...

Di Carol,manco a dirlo, nemmeno l'ombra. Dovrò spostarmi in città, benché io viva in un capoluogo, quindi figurati...
Stasera vista La Grande Scommessa, ho ancora le idee confuse a riguardo però. Tu lo hai visto?

 
Alle 9 gennaio 2016 14:37 , Blogger Alligatore ha detto...

@ReAntoR
Troppo ideologici quelli che dicono di non badare all'ideologia, tipo i raganiani, che magari avevano fatto il '68... grazie comunque, nonostante le differenze di pensare, anzi, proprio per quelle.
@G.
Andremo a vedere Carol tra poco, recuperandolo (l'abbiamo perso alla befana per troppo traffico). La grande scommessa, che pensavamo di vedere oggi, la vedremo la settimana prossima: cast e trama/idee interessanti.

 

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