Yes Man? Sì, grazie!

In questo fiacco inizio di anno (cinematograficamente parlando, ma non solo….), ho visto un unico film decente, Yes Man. Anzi, sono andato a vedere solo questo, poco invogliato dalle pellicole circolanti, preso da altre priorità. È stata una buona scelta. Yes Man è una commedia alla Jim Carrey, un po’ classica e un po’ demenziale. Comicità di costume, con quelle esagerazioni tutte sue che ti fanno scoppiare dalle risate. Una comicità molto vicina a quella di Jerry Lewis, con tempi comici perfetti. Entrambi partono dalla normalità borghese con casa, un lavoro, degli amici, una moglie (o una ex moglie e degli amici che evita perché si sente depresso, come in questo caso) e la sconvolgono. E poi ci ficcano dentro dei pezzi di società non da poco, dei veri pezzi da novanta, per dipingere (a colori pastello) un’epoca: la nuova fiamma del protagonista che fa un sacco di lavori creativi per tirare a campare (tra questi la rocker femminil-femminista e l’accompagnatrice mattutina di fotografi jogger), l’accusa di terrorismo che si becca il povero Carl/Jim Carrey (già, Carl, come quel tipo con la barba, nota un’agente della Cia) perché preso dall’entusiasmo di dire sempre sì alla vita (indottrinato dal santone carismatico/Terence Stamp) si è iscritto ad un corso per piloti d’aereo e ad uno per imparare il coreano, la crisi dei mutui alla quale l’impiegato di banca, sempre sull’onda del dire sì a tutto, risponde con micro-prestiti di gran successo (per cose vere, non per bolle speculative: favoloso quello alla pasticciera di torte con la faccia di personaggi famosi, da Bono vox in giù).
In analisi finale, un film da mettere in rassegna tra The Truman Show e The man on the Moon. Farà la sua porca figura, credetemi.
P.S. Ho sentito dire che Jim Carrey sarà ospite al cosiddetto festival della cosiddetta musica italiana. Poi hanno smentito. Forse era nel periodo del sì a tutto. Ritrovato il senno, ha detto no. Perché non ci ripensa anche Manuel?
P.S. Ho sentito dire che Jim Carrey sarà ospite al cosiddetto festival della cosiddetta musica italiana. Poi hanno smentito. Forse era nel periodo del sì a tutto. Ritrovato il senno, ha detto no. Perché non ci ripensa anche Manuel?
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