Questa sera avrò ospite un
gruppo di simpatici mattacchioni definitesi emblematicamente La Parola Persa. Un vero e proprio collettivo di
artisti capaci di andare al di là della semplice forma canzone. Fino ad ora
infatti, avevano realizzato tre ep monotematici ed esclusivamente strumentali,
toccando, tra il serio e il faceto, tematiche quali il rapporto tra rock e cibo
spazzatura, la musica come modalità di viaggio a basso costo, un’analisi
antropologica della musica da ballo nelle culture del mondo. Ora hanno dato
alle stampe un cd anche cantato, prodotti come i precedenti in totale
autarchia: Tutta vita! Il nuovo incomprensibile lavoro de Parola Persa.
Perché lo definiscono
incomprensibile? È un rebus? O il rebus è solo uno dei giochi presenti
nell’interno della copertina? Sì, perché la copertina è una vera goduria, in
particolare per gli appassionati dei giochi enigmistici. È fatta proprio come
la copertina de La
Settimana Enigmistica, e ci sono tanti giochi veri. La musica
è la risposta a tutte le domande? Forse è troppo facile cavarsela così. Quella
dei La Parola Persa
è multiforme, con linguaggi e lingue diversi (c’è pure il Grammelot), il rock
mischiato con l’hip hop, ritmo ed
elettronica accanto a melodie orientali, il romanesco, il pop… tutto fatto con
gioiosa ironica allegria contagiosa. Un disco baraonda. Ascoltatelo qui mentre
ne parlo con la band. Pronti?
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