martedì 4 marzo 2014

Due parole con La Parola Persa



Questa sera avrò ospite un gruppo di simpatici mattacchioni definitesi emblematicamente  La Parola Persa. Un vero e proprio collettivo di artisti capaci di andare al di là della semplice forma canzone. Fino ad ora infatti, avevano realizzato tre ep monotematici ed esclusivamente strumentali, toccando, tra il serio e il faceto, tematiche quali il rapporto tra rock e cibo spazzatura, la musica come modalità di viaggio a basso costo, un’analisi antropologica della musica da ballo nelle culture del mondo. Ora hanno dato alle stampe un cd anche cantato, prodotti come i precedenti in totale autarchia: Tutta vita! Il nuovo incomprensibile lavoro de Parola Persa.
Perché lo definiscono incomprensibile? È un rebus? O il rebus è solo uno dei giochi presenti nell’interno della copertina? Sì, perché la copertina è una vera goduria, in particolare per gli appassionati dei giochi enigmistici. È fatta proprio come la copertina de La Settimana Enigmistica, e ci sono tanti giochi veri. La musica è la risposta a tutte le domande? Forse è troppo facile cavarsela così. Quella dei La Parola Persa è multiforme, con linguaggi e lingue diversi (c’è pure il Grammelot), il rock mischiato con  l’hip hop, ritmo ed elettronica accanto a melodie orientali, il romanesco, il pop… tutto fatto con gioiosa ironica allegria contagiosa. Un disco baraonda. Ascoltatelo qui mentre ne parlo con la band. Pronti?
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