lunedì 24 giugno 2013

Due parole con i King Suffy Generator



King Suffy Generator questa sera in palude per la prima volta, a portarci la loro visione del mondo. Sì, perché la musica progressive-rock, sempre troppo poco apprezzata alle nostre latitudini, spesso riesce a volare alta, in suoni, pensieri e azioni. È il caso di questo loro nuovo cd, il terzo della progressione dell’originale band toscana: The Fifth State, profonda riflessione strumentale sulle amebe che siamo diventati. Se il Quarto Stato aveva l’uomo protagonista, che avanzava compatto come in quel meraviglioso celebre dipinto di
Pellizza da Volpedo, il Quinto Stato ha l’uomo schiacciato e indifeso, non più motore del cambiamento, ma vittima.
Questa la tesi alla base dell’album dei King Suffy Generator , di recente dato alle stampe per I dischi del Minollo, tesi molto vicina a quel che si scrive e dice qui in palude da sempre. Liberamente ispirato alle opere del pittore e scultore Giorgio da Valeggia, è solo musica, ma una musica che parla forte. Psichedelia e hard-rock, momenti di rara intensità, a volte arrabbiati e bui, a volte densi e pieni di lucente speranza, che sembra vedersi in certi attacchi di chitarra. Sì, ascoltando The Fifth State io ho visto la luce. Provate ad ascoltarli anche voi, forse ci riuscirete. Pronti?  

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