mercoledì 15 maggio 2013

Stefano Tassinari, un anno e una settimana dopo

Da un pezzo volevo scrivere qualcosa su Stefano Tassinari, lo scrittore emiliano morto lo scorso anno. Ho conosciuto la sua scrittura qualche dopo il G8 di Genova del 2001, quando portava in giro un bel romanzo d'amore, ambientato proprio in quella macelleria messicana: I segni sulla pelle (Marco Tropea Editore, 2003). Dico d'amore, perché mi ricordo così (due ragazzi, si incontrano in quella situazione). Leggendo le note sul libro, scopro che è "un romanzo dove il giallo si mescola con la denuncia sociale e il cui bisogno di verità è solo un altro modo per impedire la fine di un sogno." Chi conosce i libri di Stefano Tassinari, sa bene che queste sono le sue tematiche. Avevo amato molto il romanzo, tanto da consigliarlo al regista Davide Ferrario, in una mia lettera sul mensile di collegamento tra i Smemoranda brothers and sisters. Mi sembrava perfetto per lui, infatti Ferrario mi rispose dicendo "Lo leggo, e ci faccio un pensierino". Magari un giorno lo farà. Ora lo consiglio a voi. 
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