Ciao Giorgio
Non so voi, ma io non ho mai letto nessun libro di Giorgio Faletti e
probabilmente non lo farò mai (non è per snobismo o cattiveria, è che prima ne ho un sacco di altri da leggere). A quanto si dice avevano un successo incredibile, anche a livello
internazionale, i libri del Faletti. Non ho mai capito se fosse dovuto
alla sua notorietà come personaggio TV, o a strane dinamiche di marketing, oppure
l'una compenetrata nell'altra. Non mi aveva entusiasmato la sua canzone
acclamata a Sanremo, anche perché ritengo Sanremo un luogo che con la
musica non ha nulla a che spartire (un vuoto spettacolo televisivo e
niente più). Eppure mi viene voglia di salutarlo qui sul blog, perché me
lo ricordo bene come comico al Drive In, tantissimi anni fa. Io ero
ragazzino, in quei vuoti e colorati anni '80. Faletti faceva ridere con
i suoi personaggi assurdi: pazzerelli di paese, suore, poliziotti
virili e omofobi. Forse era il migliore in quello spettacolino della
domenica, con i suoi tormentoni, i bozzetti di provincia, quel modo di parlare, quella faccia birichina, quella faccia un po' così ...
QUI UN RICORDO DI GINO E MICHELE
QUI UN RICORDO DI GINO E MICHELE
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