lunedì 14 dicembre 2020

In palude con Ugo Fagioli

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE Pop / Blues / Alternative

DOVE ASCOLTARLO Spotify e in tutti i digital store

LABEL Muki Edizioni

PARTICOLARITA’

Un disco sincero, senza colpi di scena. Senza il singolo da radio.

È il racconto di una storia d’amore realmente accaduta.

Oltre all’album è stata realizzata una webserie fatta di nove episodi, che sono le nove canzoni del disco.

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CITTA’ Cesena

DATA DI USCITA 4 dicembre 2020

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venerdì 24 febbraio 2012

Due parole con i Marquez

Ancora una volta i Marquez nella palude, ancora una volta con sentimento e passione, quelli scaturiti dal loro recente cd autoprodotto e diffuso gratis come il precedente sul bello e ricco sito della band (andate e scaricate, poi mi direte). S’intitola Figlio del diavolo e sembra un disco duro e arrabbiato, da pugni in tasca, nuovamente da tenere pronti (uno dei migliori pezzi è per me, non a caso, Fossero pugni in faccia). Questa rabbia pronta ad esplodere si vede già dalla copertina, con Andrea Comandini in un angolo, barba ed occhiali da intellettuale impegnato sotto un cielo grigio. No, non sta facendo la pipì, come a prima vista si potrebbe pensare, medita sul “cosa fare noi”. 
Andrea, tra qualche minuto collegato con me in diretta, è da poco tornato da un viaggio dall’altra parte del mondo, ha scritto, suonato e prodotto Figlio del diavolo quasi in completa solitudine, con accanto alcuni fidati amici dei quali poi magari ci parlerà (Antonio Comandini, Dario Giovannini, Emanuele Bartolini, Andrea Cola) . L’ha pensato in stanze d’albergo durante i suoi viaggi di lavoro, l’ha suonato in un mese di clausura in casa sua, e poi l’ha offerto al gentile pubblico a partire dal 1 febbraio. Dodici brani cantati in italiano, a volte gridati con la chitarra come accompagnamento, con organi acidi, piani poetici, incroci di chitarre, il giusto ritmo. Un album che cresce, per dirla con una frase fatta. Pronti?

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venerdì 5 novembre 2010

Intervista ad Andrea Cola

No, non nasconderti Andrea, ormai è fatta, non puoi più ritirarti. Buttati nella palude, non mordo. Del resto non potrei mordere chi mi sta deliziando da giorni con parole, musica e sorprese continue. Già, perché l’esordio autorprodotto da Andrea Cola, con il supporto degli Aidoru, Bluscuro Studio e di ABuzzSupreme/Consorzio Utopia, è veramente una pacchia per le mie orecchie. S’intitola Blue, ha una copertina mistica e sensuale, con lui che esce dall’acqua, e contiene undici pezzi uno più bello dell’altro (e qui mi fermo, ascoltatelo e mi direte se sbrodolo o dico il vero).
Andrea Cola è all’esordio, ma in realtà si sbatte nell’underground italico da anni. Era nei Sunday Morning, cantava in inglese, mentre ora ha provato a cimentarsi con la nostra lingua. Il risultato è un cd di un cantautore moderno, tra nomi storici della nostra canzone e certo rock acido. Tra la via Romagna e il west, per dirla con una battuta. Ma qui non c’è tempo da perdere con le battute. Andrea ha la valigia pronta (spero sia piena di nuove canzoni) e non voglio farmelo scappare. Fermo un attimo, che ti prendo con il raggio laser per teletrasportarti nella palude … Preso!
VAI AL SUO MYSPACE http://www.myspace.com/lamattinapresto

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