venerdì 1 luglio 2016

Euro2016, al cine: Italia 4 Germania 3

L'Italia con Fuocoammare ritrova il cinema-verità, un neo-neorealismo fuori tempo massimo (quando la tv, con programmi-verità, ha detto tutto ... nel peggio), vince, soffrendo, ma vince. Non solo l'Orso d'Oro all'ultima edizione del Festival di Berlino, ma una partita difficile facendo ben 4 gol. Il primo da parte del regista, Gianfranco Rosi, capace di creare dalla nuda realtà, una materia filmica pura (chi ha visto Sacro GRA sapeva già), che senza pietismi, senza appelli, racconta il dramma degli sbarchi mostrandone il contorno: la popolazione di Lampedusa, con in testa un ragazzino, che sembra uscito da un film di Truffaut (I quattrocento colpi? ... troppo facile?), forse vero e unico protagonista della pellicola, capace di strappare risate e applausi a scena aperta (sua la seconda rete dell'incontro). In realtà anche il medico del paese è fortemente dentro la partita (pure medico del ragazzino; formidabile la parte di film con lui, coppia vincente), va in gol con la sua umanità nell'affrontare, quasi da solo, l'emergenza medica degli immigrati appena sbarcati (e anche quelli morti, ai quali deve dare un motivo del decesso). Sono loro, gli immigrati, tutti insieme, provenienti dai più disparati luoghi del sud del modo, a segnare il quarto gol. La partita improvvisata nel campo di prima accoglienza, anzi, il campionato improvvisato con niente, è da cineteca. Ricorda, forse involontariamente rende omaggio, a tante partite di calcio in condizioni di costrizione, Fuga per la vittoria in primis, ma non solo. Come il cercare di fare comunità, rappando o  semplicemente guardandosi negli occhi, guardandoci negli occhi, manda alla memoria un sacco di film sugli immigrati dentro e fuori dall'Italia. Ma vorrei dire, anzi sottolineare, che Rosi non vuole dare giudizi, non vuole dare spettacolo, non condanna e non assolve nessuno. Mi ricorda il Rosselini documentarista, perché presente nella realtà al momento giusto. Questo!


Ben organizzato, imponente, perfetto, come da scuola tedesca questo Lo stato contro Fritz Bauer, diretto da Lars Kraume. Tre staffilate tre: il protagonista due gol di potenza, la trama, anzi, la Storia, un gol fantastico. Sì, c'è la grande Storia in questa pellicola. Premiato a Locarno 2015 con Piazza Grande, premio del pubblico (ottimo pubblico in questo piccolo festival), racconta della Germania anni '50, e delle sue difficoltà a fare i conti con il passato nazista. Ne sa qualcosa Fritz Bauer, procuratore anticonformista, che cerca di portate in tribunale ex nazisti rifugiati all'estero, o riciclatisi nel nuovo stato (anche noi italiani ne sappiamo qualcosa). Il pesce più grosso è Adolf Eichmann, che qualcuno segnala essere in Argentina. Bauer, tra minacce e l'ostracismo di molti colleghi, fa di tutto per trovarlo e portarlo in un tribunale tedesco, ma non riesce ad avere  collaborazione dalle autorità del suo paese. Costretto a cercare aiuto dal Mossad, fa un accordo con gli israeliani rischiando di essere a sua volta arrestato per alto tradimento: voi lo catturate e poi lo consegnate alla Germania, dove sarà processato. Come sappiamo non andrà così, Eichmann sarà prelevato in Argentina dai servizi segreti israeliani, processato e condannato a morte in Israele (da vedere, a questo proposito, l'altrettanto significativo Hannah Arendt della von Trotta, magari uno dietro l'altro). La pellicola ben interpretata da Burghart Klaussner è molto appassionante, mostra un uomo colto e ironico, disilluso dalla nascente democrazia tedesca, tremendamente solo (a seguirlo in procura, c'è unicamente un giovane e volenteroso collaboratore), ma che saprà raggiungere l'obiettivo (bomber testardo e granitico). Tra il giallo fantapolitico e il film d'autore, Lo stato contro Frtiz Bauer, è un pellicola da recuperare, superando le possibili cesure e cesure di mercato.

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12 Commenti:

Alle 1 luglio 2016 11:26 , Blogger Ernest ha detto...

e allora speriamo sia di buono auspicio per il resto... :-)

 
Alle 1 luglio 2016 12:13 , Blogger Alligatore ha detto...

Se ti riferisci al calcio non saprei dirti, non ho visto nessuna partita fino ad ora, e sarò "costretto" a vedere questa perché sono una cena da amici, tra i quali ci saranno calciofili che non possono perderla (del resto posso capirli,è una grande classica). Vedremo, speriamo vada meglio ... tutto il resto ;)

 
Alle 1 luglio 2016 14:40 , Blogger Cavaliere oscuro del web ha detto...

Altra ottima lista di film.
Saluti a presto.

 
Alle 1 luglio 2016 14:45 , Blogger Alligatore ha detto...

Grazie Cavaliere e alla prossima!

 
Alle 1 luglio 2016 16:04 , Blogger Lucien ha detto...

Un risultato "classico". Il cinema italiano comunque negli ultimi due anni si è risollevato non poco.

 
Alle 1 luglio 2016 16:09 , Blogger Alligatore ha detto...

Sì, inevitabile sia così (dico il risultato). Per il cinema italiano direi: parere più che condivisibile.

 
Alle 2 luglio 2016 13:33 , Blogger Berica ha detto...

Bello il confronto tra questi due magnifici film, apparentemente così lontani.

 
Alle 2 luglio 2016 14:26 , Blogger Alligatore ha detto...

Dici bene, due film apparentemente lontani, mavicini per la loro forza. A loro modo due classici. Come spero sia la partita.

 
Alle 2 luglio 2016 22:47 , Blogger Silvia Pareschi ha detto...

Da vedere tutti e due! Peccato che non potrò usufruire dei cinema all'aperto estivi, perché tra poco me ne torno al freddo e alla nebbia :(
(Intanto ti scrivo durante il secondo tempo, dopo il rigore, in un silenzio soprannaturale.)

 
Alle 3 luglio 2016 00:17 , Blogger Alligatore ha detto...

Alla fine ho guardato pure io, i rigori, una delle poche cose interessanti di uno sport noioso. Meglio il cine dunque ... anzi, non ci resta che il cine, con film come questi che spero tu possa vedere prima o poi.

 
Alle 3 luglio 2016 22:30 , Blogger George ha detto...

Due gran bei film, da vedere e rivedere, bravo Ali ... non come la partita di ieri. Peccato non sapere tirare i rigori come sapevo io :D

 
Alle 3 luglio 2016 22:59 , Blogger Alligatore ha detto...

Grazie George, condivido in pieno. I rigori bisogna imparare a tirarli, fanno parte del gioco. E poi grandi film, tutti da vedere ...

 

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