venerdì 4 dicembre 2015

In palude con i Drunken Butterfly


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE
Post-Punk / Industrial / Elettronica
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto)
Non importa dove, l’importante è che sia a tutto volume.
LABEL
Black Fading
PARTICOLARITA’
Un disco che riflette i nostri tempi cupi
CITTA’
Macerata
DATA DI USCITA
25 Settembre 2015 con distribuzione Audioglobe
L'INTERVISTA 


Come è nato Codec_015?

Codec_015 nasce nel bel mezzo di un tour di cinquanta date. Epsilon, il nostro penultimo disco è certamente quello che più di ogni altro ci ha fatto conoscere a molti e ci ha permesso di portare il nostro live su e giù per l’Italia. Nelle varie pause che ci sono state abbiamo buttato giù una serie di appunti che sono poi stati ripresi e completati nel corso del tempo. Diciamo che si è trattato di una scrittura piuttosto frammentata e di una composizione realizzata a tutti i livelli, abbiamo lavorato da soli e in gruppo, suonando la strumentazione classica e lavorando seduti davanti a un pc.

Perché questo titolo?

Nel linguaggio informatico il Codec è un dispositivo che permette di decodificare segnali audio e video in modo che questi possano essere memorizzati. CODEC_015 ha l'ambizione di essere un'opera che interpreta, e quindi decodifica, i cardini della moderna società capitalistica occidentale e in particolare la situazione sociale ed economica del nostro Paese; non vengono proposte soluzioni, si tratta solamente di fotografie istantanee.

Come è stata la genesi del cd, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?

Come dicevo prima la scrittura dei nuovi brani si è svolta in periodi differenti e in diverse modalità, diciamo che ci ha portato via circa un anno tra una pausa e l’altra del tour. Quando le idee hanno cominciato a prendere una forma più definita abbiamo registrato dei provini da poter sottoporre a un produttore. Abbiamo ragionato su quale studio scegliere e a chi affidare il materiale, alla fine la scelta è stata il Morphing Studio di Bologna sotto la supervisione di Cristiano Santini. Sai, io e Fabrizio ascoltavamo i Disciplinatha quando eravamo adolescenti, praticamente quando abbiamo cominciato le prime esperienze con la band, per noi lui è stato sempre un mito, un punto di riferimento importantissimo, era lì che volevamo arrivare, pertanto quando ha ascoltato i pezzi e si è detto entusiasta di lavorare sul nuovo disco per noi è stata la realizzazione di un sogno, il raggiungimento di un obiettivo molto importante.

Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco?

Il primo. Cristiano Santini che, tutto preso dalle riprese di un solo di chitarra che stavo provando sul bridge di un pezzo, tira fuori dallo scaffale un vecchio wha wha e mi dice “Qui ci vuole proprio questo effetto, tu suona, al pedale ci penso io” e si mette lì gasatissimo ad andare su e giù con il piede mentre registriamo. Il secondo. Giovanni Ferliga che appena ricevuti i file dell’album per un primo ascolto mi chiama al cellulare e dice: “Complimenti, avete fatto un ottimo lavoro, questo album è una bomba e per me sarà un piacere lavorarci su”. Sono soddisfazioni.
Se questo cd fosse un concept-album su cosa sarebbe? … anche senza volerlo.
Un concept sulla nostra società malata, su tutta la parte occidentalcapitalista del mondo. Una parte di mondo che corre a una velocità sfrenata rincorrendo successo, fama e soldi e che non si cura più dei sentimenti, dei rapporti umani e della felicità intesa come ricchezza interiore di ogni essere umano. Questo è un disco molto cupo, crudo, uno specchio di tutto quello che sta accadendo in questi ultimi decenni, un lavoro molto critico e disilluso. D’altro canto, con tutto quello che viviamo ogni giorno, non saremmo riusciti a realizzare niente di diverso. Speriamo che almeno possa essere in qualche modo la scintilla che fa accendere una riflessione, una ribellione alle proprie paure e incertezze sul futuro.
C’è qualche pezzo che preferite? Qualche pezzo del quale andate più fieri di Codec_015… che vi piace di più fare live?
Direi certamente Il Belpaese che è il primo brano dell’album che abbiamo chiuso in sala prove e quello che è venuto fuori in maniera più naturale di tutti gli altri. Non è un caso che per quel brano ho voluto scrivere un testo che fosse un po’ rappresentativo di tutto l’album, che facesse da apripista al disco e al tempo stesso creasse un filo conduttore con tutti gli altri brani. È forse il giro più facile di tutto l’album suonato all’interno di una struttura altrettanto semplice, ma al tempo stesso è probabilmente il più incisivo, il più martellante, quello che ti entra in testa e non ti molla più. Le parole sono una rielaborazione di un testo di Pasolini, oggi ancora più attuale di sempre.
Il cd è uscito con la mitica Black Fading di Cristiano Santini dei Disciplinatha … come vi siete trovati? Altre realtà importanti attorno al disco?
Per questo disco abbiamo voluto fare un importante salto di qualità, lavorare con persone al top del settore per ottenere un disco che avesse una gran pacca e un respiro internazionale. Con Cristiano si è creato subito un bel feeling sia da un punto di vista umano che musicale, grazie alle sue doti di produttore e alla struttura in cui abbiamo realizzato i take di registrazione e i mix direi che siamo riusciti a raggiungere il nostro obiettivo. Una volta completati i missaggi la ciliegina sulla torta l’ha messa Giovanni Ferliga degli Aucan che ha masterizzato l’album nel suo studio appositamente dedicato.
La copertina mi sembra in linea con le vostre precedenti copertine, in quanto a magia e stranezze. Come è nata e chi è l’autore?
L’idea nasce dall’amicizia con un nostro concittadino divenuto piuttosto conosciuto e apprezzato come artista in Italia, lui si chiama Nicola Alessandrini e avevamo già scelto una sua opera per il nostro disco precedente Epsilon. Essendoci un filo conduttore ben preciso che lega Epsilon al nuovo album Codec_015, ci è venuto naturale rivolgerci di nuovo a lui per la nuova cover; questa volta però gli abbiamo consegnato i provini e gli abbiamo chiesto di realizzare qualcosa di ancora più attinente alla musica contenuta nel disco. L’interpretazione che ha dato alla sua opera è quella di un corpo prostrato e senza identità in rapporto a dei volti di bambola, effigi di un potere vecchio e bugiardo, contraffatto, che dell'umano ha solo una grottesca apparenza. Segnalo il sito di Nicola Alessandrini che è https://nicolaalessandrini.wordpress.com/ dove potete vedere molti dei suoi lavori, ne vale davvero la pena.
Come e dove presenterete l’album?
Saremo in tour per l’ultima parte del 2015 e per tutto il 2016, speriamo di suonare tanti concerti e di raggiungere quante più città possibili dell’Italia e, perché no, anche il resto dell’Europa. Personalmente amo tutte le fasi di vita di un gruppo, la fase creativa e di composizione dei brani, quella di registrazione e quella di presentazione al pubblico del tuo lavoro, ma certamente il live rimane la componente in cui possiamo sfogarci di più ed esprimerci al meglio per il tipo di musica che suoniamo. La nostra è una musica fortemente emozionale, con un grande impatto emotivo, e dunque nei concerti trova la sua massima espressione e la sua naturale valvola di sfogo.
Altro da dichiarare?
Siamo felici di averti incontrato di nuovo a distanza di qualche anno, pensiamo che il Blog de L’Alligatore sia un luogo virtuale molto interessante dove viene veicolata ottima musica, belle letture e direi tutta la cultura in generale. In questi tempi così tristi e vuoti, culturalmente bui, dove contano soltanto il conto in banca e un ruolo appariscente nella società, c’è tremendamente bisogno di iniziative come questa. Per cui lunga vita al Blog de L’Alligatore e un saluto a tutti i suoi lettori!

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9 Commenti:

Alle 4 dicembre 2015 01:58 , Blogger Elle ha detto...

Mi ricordo dei Drunken Butterfly! E anche di Alessandrini e delle sue opere fantastiche (e spaventose).
Sono d'accordo con tutti i complimenti che hanno fatto al tuo blog, Alli, adesso vado a cercare qualche canzone, a dopo!

 
Alle 4 dicembre 2015 16:13 , Blogger DRUNKEN BUTTERFLY ha detto...

https://soundcloud.com/drunkenbutterfly/sets/newalbum/s-iqOVn

Ciao Elle

 
Alle 4 dicembre 2015 19:58 , Blogger Elle ha detto...

Grazie ragazzi, corro ad ascoltare! A dopo per la canzone preferita ;)

 
Alle 4 dicembre 2015 21:32 , Blogger Alligatore ha detto...

Quali sono Elle? .... hai deciso? Io sì, e tra un po' le dico :)
Ciao ragazzi ... intanto dico: gran bel modo di spaccare!

 
Alle 4 dicembre 2015 21:52 , Blogger Alligatore ha detto...

Allora, ecco le mie: L'America, per il testo che racconta le malefatte degli Usa (è bene sempre ricordarsene) a ritmo di un rock durissimo ed elettrico, Genova, pezzo dal gran ritmo e le giuste parole a raccontare un momento formativo, violentemente formativo, per una generazione intera (la nostra), Nervi, la canzone più "costruita", più riflessiva (ma con staffilate elettriche indelebili) per soffermarsi sulle nevrosi del nostro tempo, la strumentale Coltelli e il finale incandescente Nervi con un altro bel testo ...

 
Alle 4 dicembre 2015 22:01 , Blogger Elle ha detto...

Eccomi! A me piacciono Coltelli e Marie.
Grazie Drunken Butterfly. Alli ma a te piacciono tutte :D

 
Alle 4 dicembre 2015 22:06 , Blogger Alligatore ha detto...

Le mie preferite sono molte, sì, trovo che sia un disco tutto da ascoltare ... anzi, ora metto in homepage il link che hanno dato loro.

 
Alle 5 dicembre 2015 20:09 , Blogger Nella Crosiglia ha detto...

Perbacco..non li avevo mai sentiti, come quasi sempre quando capito da te e mi fai queste belle sorprese...
Molto intensi ed incisivi, la copertina è un'altra chicca del tutto.
Ma dove vanno da un po' di tempo a questa parte questi artisti a prendere spunto per queste copertine così belle)
Bacio Alli e come sempre grazie!

 
Alle 5 dicembre 2015 20:11 , Blogger Alligatore ha detto...

Dici bene, intensi ed incisivi, con una copertina perfettamente in linea.
Dove le trovano copertine così? ... segreto professionale :)

 

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