lunedì 17 febbraio 2014

A proposito, auguri GoodyGoody ...

A proposito di Davis è un piccolo gioiellino di film, fatto con la solita maestria dai fratelloni Coen. Un omaggio al folk vero, povero, poco prima delle rivoluzione di Bob Dylan (infatti il film si chiude con lui durante una delle sue prime esibizioni, mentre in un vicolo buio picchiano il protagonista della pellicola). Si vede una scena vivace, bella, con tanti musicanti solidali tra di loro, sia nei concerti dei localini del Greenwich Village, sia in sala di registrazione. Vista la passione e i pochi soldi che girano, mi ricordano i musicanti della nostra scena indipendente spesso ospiti in palude. 
 La pellicola dei Coen però, non è solo un omaggio alla folk-music prima del big ben, è qualcosa di più. Ci sono dentro viaggi da scrittori beat, in auto, con autisti usciti da On the road (è di sicuro molto meglio del film di Salles tratto dal romanzo di Kerouac), gatti rossi come quello di Colazione da Tiffany (è ambientato nel 1961, data di uscita del cult di Blake Edwards), vero motore di A proposito di Davis. Infatti, è grazie ad Ulisse, gatto rosso della casa degli intellettuali dove di solito il cantautore dorme a scrocco, che il film muove i primi passi e si sviluppa nella sua circolarità surreale. Finisce dove e come si era iniziato, e io rimango a chiedermi: è stato tutto un sogno?
 Sì, il gatto rosso interpretato da GoodyGoody (ora posso rivelarvelo, i Coen l'hanno trovato leggendo per caso il mio blog, rendendolo una star del cinema), è il simbolo di libertà  e indipendenza, quella sognata dai grandi artisti, siano folksinger di protesta, o scrittori alle prime armi. Non disdegnano gli agi delle case borghesi, ma non scenderanno mai a compromessi trasformando la loro arte in prodotti di consumo. Hanno una vita sessuale molto vivace e poca attenta alle conseguenze. Rivelatore di questo, il dialogo con la cantante folk interpretata da Carey Mullingan (sempre diversa in ogni sua interpretazione, è veramente una grande), che rimprovera al cantautore del film (Oscar Isaac, attore e pure cantante punk-rock), di non stare attento in camera da letto. Lei è rimasta incinta, e visto che potrebbe essere suo, decide di non tenerlo (ma forse lo tiene...).
A proposito di Davis è ricco di interpretazioni memorabili, a partire da quella di uno degli attori simbolo del cinema dei Coen, cioè John Goodman. Qui è un jazzista cocainomane grasso e vizioso, protagonista di uno stralunato viaggio in auto insieme al folksinger, dove ha modo di mettere in luce la rivalità tra le due grandi espressioni musicali Usa. Un viaggio con una fine tragica e assurda, a rendere ancora più onirico-surreale il tutto. F. Murray Abraham è un importante produttore musicale ispirato alla figura del noto produttore di musica folk Al Grossman: l'audizione in quel di Chicago non andrà bene, ma serve per capire le contraddizioni tra arte e mercato, e perché si parla di industria culturale. Justin Timberlake si ritaglia un altro piccolo ruolo importante: accanto alla già citata Carey Mulligan, e a una terza voce maschile, compone un trio molto somigliante al noto trio folk Peter, Paul and Mary
 Mentre guardavo il film, anzi, poco prima di entrare in sala, pensavo alla famosa copertina di quel disco di Bob Dylan, The Freewheelin' Bob Dylan. Album storico, come quella foto, con il menestrello di Duluth mentre cammina in una strada di New York in mezzo alla neve, abbracciato alla sua fidanzata di allora, Suze Rotolo. Il disco, uscito nel 1963, è il primo con canzoni originali sue (tra le 13 tracce cito solo Blowin' in the Wind, Masters of War, A Hard Rain's A-Gonna Fall), e ricorda molto la foto della locandina del film: stessa giacca e stesso passo del folksinger protagonista di A proposito di Davis, stessi luoghi e stesso colore grigio. A parte GoodyGoody/Ulisse, tenuto in braccio, stretto stretto come la fidanzata di Bob Dylan. Del resto oggi è il 17 febbraio, Festa dei gatti. Quale miglior occasione per festeggiarli? Se non l'avete ancora fatto, andate al cinema per vedere questo gioiellino di film. A proposito, auguri GoodyGoody
La star del cinema GoodyGoody fuori dal set. Vincerà l'Oscar?

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20 Commenti:

Alle 17 febbraio 2014 08:33 , Blogger Maura ha detto...

Buongiorno! Che bella recensione Ally, un piacere leggerti di "prima" mattina!
Una coccola speciale a Goody Goody, i micioni rossi sono sempre sulla cresta dell'onda...
Tempo fa ho letto con piacere una bellissima storia "Io e Dewey", poi "A spasso con Bob", entrambi hanno come protagonista un micioso rosso-rosso.
Non è un caso che tu ne "possegga" un rappresentante?!
Buona settimana;-)

 
Alle 17 febbraio 2014 09:46 , Blogger Zio Scriba ha detto...

Foss'anche solo per Goody Goody non me lo posso perdere! :)
Dicono sia il gatto più bello e simpatico, insieme a quello di Colazione da Tiffany, della storia del cinema. (Ma si potrebbero fare dei post per tirarne fuori altri...)

 
Alle 17 febbraio 2014 10:04 , Blogger Marco Goi ha detto...

bel film, per la musica, per il gatto e per carey, però come al solito nelle pellicole dei coen ci sono anche troppe cose lasciate al caso...

 
Alle 17 febbraio 2014 11:20 , Blogger Elle ha detto...

Bah, avrà usato una controfigura, mentre lui andava a giocare da un'altra parte.. Però bella recensione, sicuro che non te l'ha scritta Goody mentre tu giocavi da un'altra parte? Il film non l'ho ancora visto, rimando e rimando, finisce che me lo perdo. Ciauu

 
Alle 17 febbraio 2014 11:22 , Blogger redcats ha detto...

Non mi ha entusiasmato, ma mi è piaciuto il gatto. Forse è un film da intenditori di quel mondo

 
Alle 17 febbraio 2014 11:37 , Blogger Serena S. Madhouse ha detto...

Confesso: sono andata a vederlo solo per il gatto! Ok i fratelli Coen, la musica e tutto il resto ma... quando c'è un gatto di mezzo il mio cuore batte solo per quello.
Il protagonista poi ispirava violenza, essere un po' amorfi mi va anche bene ma così è troppo irreale, avrebbe dovuto per lo meno prendere a calci la tipa incinta...io l'avrei fatto al posto suo, così risolveva almeno un problema e si faceva ridare i soldi dal dottore..(oggi mi son alzata bene ma dopo aver letto un paio di news mi son già avvelenata).
Comunque al mio Lui il film non è piaciuto, io sono andata preparata perchè sapevo che non aveva una trama, se non il gatto, così ho seguyito il felino e alla fine ho capito il film, siccome poi l'abbiamo visto a Pescia e lo strappabiglietti è uno dei miei pochi amici, mi ha detto che sono stata una delle poche ad aver capito il film e mi son pure gasata! Grazie Ulisse!
Ah, ieri sera siamo andati a vedere "Smetto quando voglio" carino, bei colori e venerdì "Dallas Buyers Club" per farti capire quante cose c'erano da fare questo finesettimana..

 
Alle 17 febbraio 2014 12:53 , Blogger Alligatore ha detto...

@Maura
Qui in palude gatti ne sono passati molti, ma quelli rossi hanno una magia particolare, grazie delle segnalazioni libresche, ora vado a cercarle e grazie del "Non è un caso che tu ne "possegga" un rappresentante?!"... anche se sai, che i gatti non si posseggono, ci sono, con il loro spazio.
@Zio Scriba
Sì, dicono anche che il gatto del film dei Coen sia lo stesso di Colazione da Tiffany ... altro che sette vite allora ;)
E poi è vero, ci sarebbe da fare una bella carrellata di tutti gatti del cinema...
@Marco Goi
Concordo su tutto... e aggiungo che, forse, le cose lasciate al caso, lo sono di proposito. Magici come dei gatti rossi.
@Elle
Possibilissimo, i gatti rossi sono veramente magici, mentre tu pensi siano da una parte, li vedi sbucare dall'altra ...come nel film, che di gatti rossi se ne vedono almeno tre (ma è sempre GoodyGoody, che fa Ulisse, poi un gatto femmina e uno che attraversa la strada nella notte). Se riesci, vai a vederlo, merita (e ci sono molte canzoni).
@Redcats
Credo che, come ho letto in un blog di cinema, questo sia un film "da meditazione" come un buon vino rosso. Di sicuro lo metto tra i Coen migliori, anche se non ha suscitato entusiasmi, e subito ti lascia così, pensieroso su molte scene del film.
@Serena
Hai detto bene, il film non ha una vera trama, del resto come potrebbe? I sogni non hanno trama, e per me, questo è un film onirico, dentro al quale bisogna perdersi, magari vederlo e rivederlo, pippando qualcosa di psichedelico... e bisogna seguire il gatto, Ulisse, perché è lui, il vero protagonista del film. Anche per questo il protagonista non reagisce, è sonno-lento, se la prende comoda... insomma, credo sia un film per chi ama i gatti e la loro filosofia di vita. Non per tutti, quindi. Smetto quando voglio e Dallas Buyers Club sono in lista, spero di riuscire a vederli presto.

 
Alle 17 febbraio 2014 15:30 , Blogger Cavaliere oscuro del web ha detto...

Devo guardarlo per riuscire a dare un giudizio.

 
Alle 17 febbraio 2014 15:35 , Blogger Alligatore ha detto...

Scientifico come sempre ... non ti preoccupare, aspetterò.

 
Alle 17 febbraio 2014 15:39 , Blogger Silvia Pareschi ha detto...

Auguri GoodyGoody! E per il film... slurp, lo sto pregustando!

 
Alle 17 febbraio 2014 15:43 , Blogger Alligatore ha detto...

GoodyGoody è qua che dorme (dopo i bagordi della notte), e ti ringrazia nel sonno (lui si legge il blog mentre sogna, è magico)... per il film, immagino già che lo apprezzerai... magari in lingua originale.

 
Alle 17 febbraio 2014 16:20 , Blogger Ernest ha detto...

bella bella recensione!

 
Alle 17 febbraio 2014 19:31 , Blogger George ha detto...

Gran bel film e gran bella recensione Ally. Auguri a GoodyGoody e a tutti i gatti.

 
Alle 17 febbraio 2014 20:29 , Blogger Alligatore ha detto...

@Ernest
Grazie, e mi raccomando, vai a vedere il film. Oggi se puoi.
@George
Grazie, concordo sul film ;)

 
Alle 17 febbraio 2014 22:00 , Blogger Sole ha detto...

alli mi perdoni se non leggo nulla ma guardo solo le foto perchè vorrei vederlo e non farmi influenzare??? GoodyGoody è uno splendore, vincerà Oscar ;)

 
Alle 17 febbraio 2014 22:13 , Blogger Alligatore ha detto...

Certo che ti perdono, io stesso, a volte, faccio così. Su GoodyGoody concordo :)

 
Alle 18 febbraio 2014 05:02 , Blogger LAMPUR ha detto...

Ti ho trovato entusiasta, su diversi punti che ho battezzato deboli.. devo trovare cosa ne pensi de L'uomo che non c'era e A serious man allora.. ;)

 
Alle 18 febbraio 2014 11:36 , Blogger Alligatore ha detto...

Se hai trovato deboli GoodyGoody e la Mulligan allora siamo molto lontani. L'uomo che non c'era è per me uno dei Coen maggiori, e pure A seious man non è niente male. Ho visto quasi tutti i film dei Coen al cinema, anche i primi, grazie ad una rassegna al cineforum. Non è un paese per vecchi e il cult Il grande Lebovski sono il loro vertice. Alla base il deludente Prima ti sposo e poi ti rovino.

 
Alle 18 febbraio 2014 14:58 , Blogger Non si dice piacere - La moda passa, lo stile resta ha detto...

devo assolutamente guardarlo.
mi hai proprio incuriosita

http://www.nonsidicepiacere.it/

 
Alle 18 febbraio 2014 15:37 , Blogger Alligatore ha detto...

Fidati, i Coen, e questo loro film in particolare, sono come il titolo del tuo blog: La moda passa, lo stile resta ;)

 

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