domenica 7 aprile 2013

Un giorno devi andare, splendida trentenne



Volevo assolutamente vedere questo film, perché mi era piaciuto un sacco il precedente di Giorgio Diritti, L’uomo che verrà, perché mi piace un sacco Jasmine Trinca, splendida trentenne diversa da tutte. Questo pomeriggio era l’ultima occasione (o la penultima) così mi sono fiondato al cine. Ho fatto bene, il film non ha deluso le mie attese, cancellando i miei timori fosse semplicemente mistico e trascendentale. È invece molto concreto e terreno, pur essendo un film di un cattolico, con suore tra le protagoniste, anche se non principali.


Nella parte iniziale si sente la forza e la grandezza della natura. Vedi quanto siamo piccoli, come ci si perde dentro l’immensità di un fiume amazzonico, dove la protagonista cerca di far ripartire la propria vita. Guida il barcone Augusta, per dimenticare un figlio perso, e uno stupido marito che l’ha lasciata perché non potrà più avere figli. Accanto a lei una missionaria alla ricerca di anime da convertire, con benedizioni, santini, statuine, e progetti di megastrutture. Ma questa attività da “professionisti della fede” non fa per Augusta, che abbandonerà la religiosa per condividere la vita con i baraccati di Manaus. 

Il film narra, senza voler dare risposte o salire in cattedra, lo sviluppo del Brasile. Vedi i grandi gruppi industriali, che cercano, con la mediazione della politica, di snaturare il territorio, passando da una vita povera, di comunità, al progresso industriale alienante. Errore fatto da noi nel passato, ora riproposto nei grandi del sud (Cina, India, e, appunto, America Latina). Qui la storia si fa intricata, la piccola comunità viene corrotta dalle ambizioni, e con le buone o le cattive (rapiscono un bambino e fanno credere sia morto nel crollo di una casa sul fiume), cercano di far distruggere le baracche, per costruire nuove città. Lavori nell’edilizia, al posto di lavoretti da sottoproletari, per avere linde casette proprie con il televisore. Anche da qui Augusta se ne andrà, vagando per il fiume con una barchetta e perdendosi, forse in un viaggio onirico, sulla spiaggia dove ritroverà il bambino (forse è solo un sogno). Lo dico perché è ininfluente saperlo o meno, la pellicola va oltre le spigolature di una trama. Anche questa la sua forza.
C’è pure una parte italiana in Un giorno devi andare, ambientata in un convento trentino, tra la neve, in contrasto con le spiagge assolate (mai da cartolina), del Brasile. Da quel convento è partita la missionaria, e tra le suore si aggira la madre di Augusta, per avere notizie della figlia. Bello nella parte finale, il fatto che una ragazza brasiliana si occupi della nonna malata di Augusta, mentre lei è alle prese con problemi della comunità di Manaus, e poi a perdersi/ritrovarsi in mezzo alla sabbia sul grande fiume, mentre la ragazza brasiliana si perde/ritrova in mezzo alla neve e nelle città di Trento. 
Un film di donne, sì molte donne protagoniste importanti, come non vedevo da anni: Augusta, la missionaria, la madre e la nonna di Augusta, le suore del convento trentino, le ragazze povere di Manaus, la ragazza brasiliana in trentino … gli uomini hanno ruoli di contorno, tra affaristi senza scrupoli, preti imprenditori, qualche bullo. Insomma, pessimi, a parte, forse, il radiocronista della baraccopoli.

Ci sono delle scene molto originali per il nostro cinema, di quelle scene che restano, scene da antologia si direbbe, poco viste nel cinema italico degli ultimi anni. È questa una grande dote di Giorgio Diritti, saper osare: dall’immensità della natura a dei finti angeli giganti, quasi felliniani, e poi surreali partite a calcio commentate da un telecronista di una radio locale, voce dell’intera comunità, Augusta a suonare i piatti con tutti i bambini dietro felici, Augusta e la sua barchetta sotto la pioggia, oppure Augusta a rosolarsi al sole, lontana da tutti. Cinema quasi muto, con Jasmine Trinca a dare il meglio proprio in queste scene, come poche altre attrici, forse nessuna in Italia. Sì, una splendida trentenne, mistica e sensuale.
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24 Commenti:

Alle 7 aprile 2013 09:08 , Blogger Elle ha detto...

I viaggi alla (ri)scoperta, i ritorni, gli incontri determinanti e anche quelli mancati per un pelo, al femminile o no, offrono sempre ottimi spunti di riflessione ;) Anche se al Brasile non penso mai, troppo caldo, sarei piu` per Trento sotto la neve. Il nome dell'attrice non mi e` nuovo, e in realta` nemmeno quello del regista.. Conoscendo Berlino penso che potrebbe capitarmi di vederlo!

 
Alle 7 aprile 2013 09:24 , Blogger m4ry ha detto...

Che bella la trama di questo film, ed è molto bello e coinvolgente il modo in cui ne parli..si sente che ti è piaciuto. Nelle sale cinematografiche qui, nei dintorni, non l'ho visto in programmazione. Peccato.
Sarei stata curiosa di vedere il Brasile raccontato in questo film..un Brasile che non è solo turismo sessuale pedofilo e corruzione.
Grazie per questa recensione. Buona domenica :**

 
Alle 7 aprile 2013 09:46 , Blogger Zio Scriba ha detto...

Questo me lo segno di sicuro, anche perché mi fido di te. Quanto a Jasmine, a giudicare dalla foto lassù non dev'essere difficile innamorarsi di lei... (ma sei arrivato prima tu, e quindi te la lascio... :D)

 
Alle 7 aprile 2013 10:22 , Blogger S. ha detto...

visto ed apprezzato moltissimo...sono realtà che pochi conoscono, eppure esiste anche questa faccia di tanti giovani alla ricerca di senso alla propria vita.
ciao

 
Alle 7 aprile 2013 11:58 , Blogger Alligatore ha detto...

@Elle
Per me il Brazil è un sogno, fin dal film di Terry Gilliam, e il clima per me sarebbe perfetto, clima da alligatori. Se un giorno facessi un viaggio lungo potrebbe essere lì... Trento la conosco molto bene, avendola girata molto in bici, il modo migliore per conoscere un luogo. Potrebbe essere un film per Berlino? Lo spero...
@m4ry
Sì, il Brasile è sullo sfondo, più che il Brasile si sente il sud del mondo che sta cambiando, assomigliandoci troppo. Spero di aver trasmesso qualcosa del film, il classico film da vedere, senza dire nulla (in giro ho letto rece troppo banali, moraliste, spero di non averne fatta una così).
@Zio Scriba
Grazie per il "fidarsi di me" ... ma ancora di più per Jasmine ;)
@S.
Sì, è un film che mostra molte realtà a me sconosciute, lontane (ma anche no), dal mio mondo... anche per questo mi è piaciuto

 
Alle 7 aprile 2013 12:14 , Blogger chaillR ha detto...

conoscere realtà diverse dalle proprie, è sempre un bel conoscere.
se poi questa conoscenza la confezionano in una degna pellicola (un tempo forse lo so) meglio ancora.
Ally c'ho un rapporto combattuto col cine, meglio che lo scarico, così dormo comoda sul divano (io in sala prendo sonno -quasi- sempre)..

 
Alle 7 aprile 2013 12:35 , Blogger Alligatore ha detto...

Io invece non riesco proprio a vedere un film in tv, certe pellicole poi in tv non le riesco ad immaginare... l'immensità dei fiumi e della natura brasiliana, credo proprio non faranno un grande effetto in tv. Consiglio di vederlo vivo, cioè al cine, ma se proprio non riesci, anche in tv (solo perché al cine dormi e non lo vedresti).

 
Alle 7 aprile 2013 13:20 , Blogger m4ry ha detto...

@ Alli : NO..non è banale e tanto meno moralista..perché tu non lo sei, i tuoi pensieri non lo sono, e di conseguenza nemmeno le tue parole.
Mi hai fatto riflettere su una cosa...mi hai fatto pensare all'Albania, nazione dove mi capita di andare spesso per lavoro..ecco, stanno diventando troppo uguali a noi e sai qual'è la cosa triste ?? Che quell'uguale a noi, purtroppo, riguarda assai spesso gli aspetti negativi..peccato..
Ciao :)

 
Alle 7 aprile 2013 13:25 , Blogger Alligatore ha detto...

Grazie per il complimento, e sul discorso troppo uguale a noi = aspetti negativi, concordo, è questo che credo, è questo che si sente nel film. Il male nel nostro tempo deriva da una sistema occidentale che ha invaso tutto, appiattendo e impoverendo il pianeta, materialmente come spiritualmente.

 
Alle 7 aprile 2013 16:00 , Blogger Lucien ha detto...

"L'uomo che verrà" lo conservo nel cuore nonostante la sofferenza di quelle immagini: un capolavoro.
Per la fiducia che ho in Diritti andrò a vedere anche questo, spinto anche dalle tue osservazioni. Nonostante abbia letto diversi pareri poco lusinghieri... "devo andare" è già in programma nei prossimi weekend nella mia saletta preferita a 200 m da casa.

 
Alle 7 aprile 2013 16:29 , Blogger Adriano Maini ha detto...

Magnifica recensione, Al, in cui soffia, come nel film, il vento impetuoso dell'arte! E speriamo che il Brasile dei diseredati se la cavi!

 
Alle 7 aprile 2013 17:21 , Blogger Alligatore ha detto...

@Lucien
Ricordo il nostro concordare su L'uomo che verrà capolavoro di Giorgio Diritti, al suo secondo film (mi manca il primo). Questo, pur non raggiungendolo, è un altro gran film, che mette in moto il cervello. Sì, i film di Giorgio Diritti, mettono in moto la testa. Le rece che ho letto, mettono in luce il lato buonista, francescano, come va di moda oggi... per me c'è qualcosa di più, anche nelle invenzioni di regia. E poi, era un film nelle corde di Jasmine Trinca, forse nel ruolo della sua vita.
@Adrian
Grazie, sempre molto buono. Già, speriamo che il Brazil dei diseredati se la cavi, trovando un altro modo di svilupparsi. In sudamerica ci sono delle belle teste lucide, perché riescano a trovare una nuova via.

 
Alle 7 aprile 2013 19:52 , Blogger Blackswan ha detto...

Diritti è un regista strepitoso,che in Italia non conosce quasi nessuno.Preferiscono tutti Fabio Volo.Ci sarà un motivo per cui stiamo nella merda...

 
Alle 7 aprile 2013 20:57 , Blogger Felinità ha detto...

Si coglie che ti ha conquistato questo film, hai saputo riportare la novità che porta con sè, lo cercherò assolutamente. Miao

 
Alle 7 aprile 2013 22:13 , Blogger chaillR ha detto...

Norma dice che è più forte di me: dormo.
Tintinna il bicchiere di rum..alla tua;-)

 
Alle 8 aprile 2013 01:24 , Blogger Alligatore ha detto...

@Blackswan
Che sia per questo? ... o forse il contrario, siamo nella merda perché nessuno lo conosce? E poi citi Volo, che qualcosa di bello ha fatto (non i libri, ma qualche film e trasmissione tv, mi è piaciuta, lo dico veramente).
@Felinità
Sì, direi che hai colto quello che volevo dire ... miao, miao.
ChaillR
Dormi? ... allora ne approfitto ;)
Alla nostra!

 
Alle 8 aprile 2013 07:36 , Blogger Eva ha detto...

In qualche modo lo vedrò comunque, non sono riuscita, ma attirava pure me. E poi lei.. lei è strepitosa. Un bacio.

 
Alle 8 aprile 2013 15:41 , Blogger Alligatore ha detto...

Brava Eva, concordo su tutta la linea: da vedere e lei sempre strepitosa...
Bacio***

 
Alle 8 aprile 2013 17:50 , Blogger m4ry ha detto...

@ Alli : Anche a me sono piaciute alcune cose di Volo, sia film, che trasmissioni televisive..lo trovo talentuoso e per niente stupido..anzi.
Comunque io ho anche letto tutti i suoi libri, e non li ho trovati malvagi..sono libri semplici che parlano di sentimenti e di rapporti. Una lettura piacevole e leggera. Bacini e buona serata :)

 
Alle 8 aprile 2013 18:24 , Blogger Alligatore ha detto...

Sì m4ry, a me sono piaciute alcune su trasmissioni tv e ho trovato buoni alcuni suoi film. Sui libri non mi pronuncio, non avendoli letti, ma mi fido del tuo parere. Grazie, bacini e buona serata anche a te ...

 
Alle 9 aprile 2013 07:49 , Blogger Kylie ha detto...

Volevo proprio vedere questo film, anche se i trailer non sono molto accattivanti.

Un abbraccione

 
Alle 9 aprile 2013 15:05 , Blogger Alligatore ha detto...

Vai, vai, io sono più accattivante di un trailer ;)

 
Alle 28 aprile 2013 14:00 , Blogger Saamaya Saam ha detto...

Ho molto amato 'Il vento fa il suo giro' ma questo film non m'ha convinto e, ancor meno la Trinca, inespressiva e eterea, M'ha appesantito la parte 'mistica' che predica, senza perchè. Il clima depresso delle donne di S. Remedio, le preghiere stanche; il clichè della badante (anche se la preghiera del trapasso è forse una delle perle del film).
Meravigliosa, invece l'immensità del fiume e la possenza dei temporali; e la 'vera verità' della favela.

 
Alle 28 aprile 2013 14:08 , Blogger Alligatore ha detto...

Devo ancora vedere Il vento fa il suo giro, ma ho trovato la Trinca perfetta nella parte, il ruolo della sua vita d'attrice. La sua recitazione "a togliere" credo sia perfetta, davanti all'immensità della natura, che tu giustamente hai trovato meravigliosa. Tutto questo in contrapposizione al pregare stanco (e per me vuoto) delle donne di San Romedio, o all'affarismo frenetico e senza scrupoli (e memoria storica), di chi impone trasformazioni sbagliate al sud del mondo.

 

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