sabato 3 dicembre 2011

30: Bukowski, i Coen e la pizza


Da: jacopo@30.it

A: lorenzo@30.it

Data invio: lunedì 3 dicembre 2001 18.51

Oggetto: La ragazza della domenica


C’è sempre la luna splendente quando esco con lei. Che strano modo di iniziare un e-mail, dirai. Chissà cosa diranno quelli del grande fratello? Non mi riferisco alla trasmissione televisiva, ma a quei spioni che ci tengono tanto alla mia corrispondenza. Saranno contenti come matti, visto che gli offro tanto materiale di lavoro. O forse saranno incazzati se è un lavoro stupido/noioso come il mio. Lasciamo stare, continuiamo con le note dolci. Sì, caro Lorenzo, ieri sera è stata una bella serata. Il sabato Teresa è sempre impegnatissima, non vuole uscire, mentre la domenica la trovo libera, felice, disponibile. Vorrà dire che la ribattezzeremo La ragazza della domenica, parafrasando un vecchio film di Comencini. Mi raccomando, mantieni il segreto.

Ieri pomeriggio verso le sei sono andato da lei. Poi siamo usciti a mangiare una pizza nella nostra pizzeria (ormai la pizzeria vicino alla casa di Stefania è diventata la nostra pizzeria).

"Io prendo una pizza con le patate, con tanto rosmarino", ha ordinato lei al cameriere.

"Io la prendo margherita", ho detto per evitare di fare sempre le stesse cose.

Ho preso questa anche perché non avevo molta fame. Forse per l’agitazione di uscire nuovamente con lei.

"La fanno buona qua, è una delle pizzerie dove la fanno meglio", ha cominciato a discorrere lei sgranocchiando un grissino.

"Già…Grazie per il libro di Bukowski".

"Di niente. L’hai pagato, no?".

"Sì, ma l’ho pagato meno di quello che avrei dovuto. È un libro raro, quasi introvabile. Di Buk buttano fuori tanti libri ogni anno, ma quelli vecchi non li ristampano. È un peccato".

"Bukowski è uno scrittore che ha molto seguito. Non immaginavo. Da quando me ne hai parlato tu mi sono accorta che è molto letto".

"Si, perché è lo scrittore più attuale che c’è. La nostra società è completamente americanizzata. Lavoretti precari, follie, megasupermercati…".

"… l’Italia è un paese ancora chiuso su molte cose. Si è americanizzata prendendo il peggio dell’America e ha mantenuto il suo di peggio".

"Per esempio?".

"La cultura. Chi tenta di fare qualcosa di culturale è guardato come un pazzo. Se dici che stai scrivendo un libro ti chiedono: ma quanti soldi prendi?".

"E dalle altre parti del mondo è diverso?".

"Si, certo", mi ha detto quasi incazzata. "In Inghilterra se tu dici che stai scrivendo un libro ti chiedono di vederlo. Vogliono leggerlo! Ti fanno i complimenti".

"Anche se il libro non gli piace?", l’ho presa in giro per evitare di cominciare a parlare dei miei racconti; sai che è un argomento tabù.

Per fortuna sono arrivate le pizze. Lei l’ha mangiata più velocemente di me. Aveva una fame.

"Mi daresti il tuo numero di cellulare", mi ha chiesto lei. "Magari ne ho bisogno. Tu come hai fatto ad avere il mio?".

"Ascoltando la tua segreteria telefonica. Il mio è 3…".

"Ho voglia di andare al cinema. Tu che sai tutto, cosa fanno di bello?".

"Io andrei a vedere L’uomo che non c’era dei fratelli Coen".

"Wow! Sì, andiamo a vederlo? Sono veramente grandi i Coen. Non esistono altri così".

Siamo andati a vedere il film subito dopo la pizza. Seconda serata in pizzeria, seconda serata al cinema io e lei. Il film dei Coen è piaciuto ad entrambi. In sintesi: con la solita maestria i Coen ci fanno entrare nella squallida vita di un barbiere impassibile, taciturno, con la voglia repressa di uscire dal suo stato (un grande Billy Bob Thornton). L’ometto ricatta un amico che se la fa con la propria moglie (pensa te che ridicolo). Un bel giorno litiga con il ricattato e per caso lo uccide. La colpa cade sulla moglie del barbiere stesso mentre lui sembra farla franca, ma…ma il barbiere viene alla fine accusato per un delitto commesso da un altro. Sarcastico apologo sulla cecità della giustizia? Decisamente. Ottimo, anche se a volte eccessivamente perfetto. Bianco e nero d’autore.

Teresa ha voluto stare dentro nel cinema fino alla fine dei titoli di coda. Voleva sapere in che zone degli Stati Uniti è stato girato L’uomo che non c’era. Degli scenari inediti di un’America decisamente originale. Altro punto a favore dei Coen. Mi è piaciuto molto starle seduto accanto mentre tutti gli altri lasciavano la sala. È stato l’inizio di qualcosa di importante.

Nella prossima e-mail il seguito della serata.

A presto.

CineJac

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26 Commenti:

Alle 3 dicembre 2011 08:29 , Blogger Maraptica ha detto...

Wow :) Attendo il seguito Alligatore!

 
Alle 3 dicembre 2011 09:44 , Blogger Zio Scriba ha detto...

A volte uno scritto ha bisogno anche del giusto condimento, e Bukowki e i Coen sono un condimento a dir poco sopraffino...

Stavo per dire che però non sopporto i personaggi italiani che dicono "Uau" (nel romanzetto di giordano lo dicono di continuo), ma la carissima amica Maraptica mi ha messo in difficoltà: diciamo che lei la perdono, ma la tua personaggia no... :-))))

 
Alle 3 dicembre 2011 13:31 , Blogger George ha detto...

Oh, bello e great anche L’uomo che non c’era, Billy Bob Thornton, Bukowski,il Cinema, Frances McDormand, Coen Brothers,Marx Brtohers, Marx...

 
Alle 3 dicembre 2011 14:05 , Blogger nico ha detto...

Oggi sono a casa con la febbre, e sto riprovando dopo quasi un mese di tour de force a leggere i post dei miei amici piedi, e ho beccato subito questo! Diego sei un grande, in questa e-mail ci sono mille piccole immagini che spesso sono state vissute anche da noi...mi ricordo per esempio quella dei titoli di coda, che era imprescindibile per la compagna che avevo anni fa. Cosa che invece Maria taglia a prescindere! Come sono diverse le persone, ma ognuna ha le sue peculiarità. Grazie Pibe del Garda, un abbraccio

 
Alle 3 dicembre 2011 15:45 , Blogger Cirano ha detto...

un condensato di riferimenti della migliore America.

 
Alle 3 dicembre 2011 16:47 , Blogger petrolio-muso ha detto...

bèchedire? mi somiglia nei titoli di coda.. Ammazzo chiunque si permetta di alzarsi mentre mi sto gustando la fine della fine! ;) *

 
Alle 3 dicembre 2011 18:39 , Blogger Felinità ha detto...

I titoli di coda vanno sempre visti fino in fondo , sono parte integrante della storia.
Fusa e pizze margherite miao

 
Alle 3 dicembre 2011 19:26 , Blogger Grace (ma nonnetta pelosa della Val Gina) ha detto...

Pizza,Bukowski e i Coen,la serata si prospetta perfetta.
Dico che si prospetta perchè non so se alla fine Jacopo e Teresa hanno fatto anche l'amore :)

 
Alle 3 dicembre 2011 20:11 , Blogger Alligatore ha detto...

@Maraptica
Grazie, ma si è persa la pagina ;)
@ZioScriba
Già, un bel condimento da sballo. Wow!
@George
Tutto very great! Tank, tank.
@Nico
Bentornato, mi spiace per la febbre, ma spero la lettura dei miei e altri post ti faccia passare. Sui titoli di coda, io rimango fino alla fine (magari mi tolgo gli occhiali, che ci vedo lo stesso, mi metto la sciarpa e accendo il cellulare, ma non mi muovo, fin quasi alla fine ...)
@Cirano
Già, l'Altra america.
@petrolio-muso
Allora possiamo andare al cine insieme ;)
@Felinità
Allora vengo al cine pure con te. Miaoooo!
@Grace
Già, perfetta ... all'amore? Non mi ricordo, dovrei ritrovare quella pagina.

 
Alle 3 dicembre 2011 23:28 , Blogger Zio Scriba ha detto...

azz... ho scoperto solo ora che nel commento mi era scappato un Bukowski senza la "s"... speriamo che lo Zio Buk mi perdoni... :-))

 
Alle 4 dicembre 2011 18:27 , Blogger Andrea ha detto...

Grande quel film e il disco volante a sorpresa dove lo mettiamo?

 
Alle 4 dicembre 2011 18:27 , Blogger Alligatore ha detto...

Zio, mi ero accorto, e non è la prima volta che vedo in giro Bukowski scritto come non si deve, ma da te non me l'aspettavo. Diciamo che gli altri li perdono, ma te no...:-))))

 
Alle 4 dicembre 2011 18:29 , Blogger Alligatore ha detto...

Chiapperi And, abbiamo postato in contemporanea ... il film, l'ho visto alla sua uscita, e poi non l'ho più rivisto. Hi il ricordo di un gran bel film, asciutto, fin troppo perfetto, ma non mi ricordo il disco volante, se devo essere sincero. Spero di rivederlo.

 
Alle 4 dicembre 2011 19:34 , Blogger indierocker ha detto...

coen, bukowski, pizza...
...non puo' che essere amore!!!

 
Alle 4 dicembre 2011 20:53 , Blogger Alligatore ha detto...

Mancava solo la giusta canzone azz...
;))))))))))) ...
Bentornato indierocker

 
Alle 4 dicembre 2011 22:08 , OpenID andreadevis ha detto...

...e poi?
:)

 
Alle 4 dicembre 2011 22:14 , Blogger Alligatore ha detto...

Benvenuto nella palude andrea ...
Poi? Non lo so, non ricordo. Sì è rovinato il file seguente e non trovo più la copia cartacea ... come Hem quando perse la valigia con tanti suoi scritti a Parigi.
Fatte le debite proporzioni ;)

 
Alle 4 dicembre 2011 23:47 , Blogger Kylie ha detto...

Che bella la descrizione sottile dei palpiti maschili nei riguardi di una donna che affascina.

Un abbraccione

 
Alle 4 dicembre 2011 23:56 , Blogger Alligatore ha detto...

Grazie Kylie, bella la tua lettura.
Abbraccione...

 
Alle 4 dicembre 2011 23:58 , Anonymous El Gordo del Tocino ha detto...

ma poi se la è chiavata almeno?

 
Alle 5 dicembre 2011 00:27 , Blogger Alligatore ha detto...

Caro Gordo, come dicevo all'amico Andrea Devis, non lo so, non ricordo, si è persa la pagina seguente.

 
Alle 5 dicembre 2011 14:17 , Blogger Cavaliere oscuro del web ha detto...

Attendiamo la fine; saluti a presto.

 
Alle 5 dicembre 2011 14:41 , Blogger Ernest ha detto...

Grande!

 
Alle 5 dicembre 2011 15:18 , Blogger Alligatore ha detto...

@Cavaliere oscuro del web
Grazie ... altri capitoli/mail in seguito.
@Ernest
Sempre troppo buono ... o forse ti riferivi al film. Sì, ho un grande ricordo di questo film.

 
Alle 5 dicembre 2011 15:49 , Blogger giacy.nta ha detto...

Bukowski... La generazione di Jacopo sa chi sia. Quella attuale penserebbe ( nel migliore dei casi )a una marca di jeans bielorussa...

Sempre peggio!

Si vede che oggi sono uscita da scuola trascinando qualche Kg di frustrazione ?
Ciao, carissimo.

 
Alle 5 dicembre 2011 16:02 , Blogger Alligatore ha detto...

@giacy.nta
Non ti preoccupare, passerà ... su Buk e le nuove generazioni (e non solo su Buk), ci sarebbero da dire molte cose. Dipende dall'educazione, penso, e non dipende solo dalla famiglia e/o scuola: io ho due nipoti, poco più che maggiorenni, uno ha letto più libri di me, l'altra molti ma molti di meno. Perchè? ... ha dato priorità ad altre cose, forse meglio, forse peggio. Se chiedo a lui chi è Buk, me lo dirà (e anche Nietzsche o Brizzi), l'altra probabilmente no ...ed era così anche quando andavo a scuola io. Quanti compagni/compagne di scuola leggevano per puro piacere come io, te e i molti frequentatori dei nostri blog? Una minoranza ... Kg di frustazione pure io (ma sono risucito a scaricarli in giro), e poi oggi non vedrò più nessuno e ti abbraccio ;)

 

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