mercoledì 5 novembre 2008

Come parli bene “papà”

I blog, la cara vecchia stampa, la narrativa, il teatro, la musica, il documentario, il cinema e tutto quello che può suggerire la creatività sono strumenti straordinari che abbiamo a disposizione per "agitare" la realtà che ci circonda.
Dobbiamo portare la gente fuori dalle case per impedire che si rincoglionisca davanti alla televisione e dobbiamo convincerla che abbiamo ragione e che è "bello", giusto, lungimirante e socialmente conveniente schierarsi con noi.
Massimo Carlotto, il papà dell’Alligatore (quello vero, quello di tanti bei romanzi, quello al quale ho “rubato” il nome), su il manifesto di martedì 4 novembre 2008, pag.18.
Non vedo l’ora che esca il suo nuovo romanzo, Perdas de fogu, dal 13 novembre in libreria, sempre per http://www.edizionieo.it/ scritto con Mama Sabot.
http://www.massimocarlotto.it/

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12 Commenti:

Alle 5 novembre 2008 14:08 , Blogger stellavale ha detto...

Bravissimo Carlotto!

 
Alle 5 novembre 2008 16:46 , Blogger La Mente Persa ha detto...

lo leggero', del resto rimango un'eterna convita che la cultura, la curiosità e la voglia di imparare siano uno dei fini principali della vita umana!
gio

 
Alle 5 novembre 2008 19:51 , Blogger SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Grazie per averne parlato, quoto in toto il commento di Giò.
Un saluto

 
Alle 5 novembre 2008 19:55 , Blogger Alligatore ha detto...

@stellavale
Sì, uno dei migliori scrittori italici (e non solo).
@lamentepersa
Come darti torto, gio. La cultura è tutto, dimenticarlo porta alla fine (della nostra cultura), e questo Carlotto lo ha detto bene nell'articolo de "il manifesto", lo dice da anni con i suoi libri, articoli ecc.
@schiavioliberi
Prego, mi sentivo in dovere di citare"papi". Quoto il tuo quoto ...

 
Alle 5 novembre 2008 21:29 , Blogger Luka, back on the corner. ha detto...

bhè, leggere qualcosa di nuovo non può far altro che aprire la mente.
Me lo segno... poi ti dirò.
cIAO

 
Alle 5 novembre 2008 22:20 , Blogger Alligatore ha detto...

@luka
Mi fai tornare in mente il Troisi di "Non ci resta che piangere", quando al "ricordati che devi morire" rispose "mò, me lo segno" e quando diceva che la "gara" con gli scrittori era impari: tanti che scrivono e uno solo che legge, quindi impossibile leggere tutto. Carlotto è uno di quelli che leggo sempre... con lui sono in pareggio.

 
Alle 6 novembre 2008 19:16 , Blogger ReAnto ha detto...

Questo governo non è molto contento se si apre la mente..

 
Alle 6 novembre 2008 19:31 , Blogger Maurone ha detto...

Carlotto ha ben spiegato che bisogna saper parlare senza troppi fronzoli ai giovani, servirebbe davvero.

Quando ha descritto in "Nessuna cortesia all'uscita" la morte di Marlon Brandu mi sono davvero commosso, pensa.. per un personaggio di un libro!

 
Alle 7 novembre 2008 00:55 , Blogger Alligatore ha detto...

@reanto
Già, infatti ha cominciato tagliando alla radice la scuola...

 
Alle 7 novembre 2008 00:56 , Blogger Alligatore ha detto...

@maurone
Carlotto, con i suoi scritti, muove e commuove tutti sempre, giovani e vecchi... santo subito!

 
Alle 7 novembre 2008 20:55 , Blogger Silvia ha detto...

Sempre preziosi i tuoi post...Me lo segno!

Passo per salutarti e dirti che sono tornata :)

 
Alle 7 novembre 2008 21:53 , Blogger Alligatore ha detto...

@Silvia
Ben tornata, il libro esce la prossima settimana, sono felice che anche tu, come Luka e Troisi, "mo' te lo segni" ...

 

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