giovedì 14 giugno 2012

Due parole con Paolo Rigotto


Torna in palude, quasi un anno dopo, il cantautore piemontese Paolo Rigotto. Forse aveva nostalgia dell’umidità e delle domande dell’Alligatore; io del resto, sentivo il bisogno della sua feroce ironia, che, come ben vedete, parte dalla copertina del cd. Una copertina che farà molto rumore quella di Uomo bianco, atto d’accusa contro la società attuale sotto forma di canzoni demenziali, dato alle stampe proprio con la label giusta, Contro Records, ricca di giovani cantautori come lui, o quasi. Un secondo disco a nome Paolo Rigotto, molto ben calibrato, sia nei suoni, sia nelle parole.
Capelli lunghi, barba, orecchie da coniglio, Paolo è così conciato sul retro della copertina, e comincio a ridere … poi parte il disco e non la smetto più. Tra una risata e l’altra però, mi trovo a riflettere, amaramente, di quello che siamo diventati, della fine del mondo ben rappresentata da quel mappamondo nel cesso. Non c’è qualunquismo, ma lucida follia nel mettere le parole giuste le une vicine alle altre, e rendere l’idea dello stato dell’arte. Una versione irridente e musicalmente varia de Le Luci della Centrale Elettrica? La butto lì facendovi l’occhiolino, e vediamo che succede … pronti? 

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martedì 5 luglio 2011

Intervista a Paolo Rigotto

Cerco di mettere a fuoco Paolo Rigotto, da poco arrivato in palude, ma non ci riesco: è cantautore o uno che si diverte con l’elettronica? È un solista o una band? Probabilmente è queste cose insieme, in diversi momenti (a volte anche insieme). È un cantautore degli anni uno, conscio della storia, ma immerso (come non potrebbe?) nella musica costruita con le macchine: testi scritti bene con l’uso intelligente ed ironico delle nuove tecnologie.

Paolo è giovane, ma musicalmente di strada ne ha fatta. Un sacco di collaborazioni, come quella con la Banda Elastica Pellizza, con la reunion dei Syndone, con il cantautore Francesco Stabile, con Freak Antoni … sì, dopo tutte queste esperienze è nato il suo progetto solista, e poi il primo cd a suo nome Corpi Celesti. Si tratta di un buon album autoprodotto, dove il sarcasmo sulla nostra società viene aiutato dall’uso del pc, che diventa quasi un altro strumento musicale (provate ad ascoltare Scheda Madre, premiata non a caso con La musica elettronica italiana nel 2061). Pop cantautorale elettronico, come definizione potrebbe andare… comincio a mettere a fuoco Paolo, forse perché si è avvicinato. E allora può partire la blog-intervista …pronto?

VAI AL SUO MYSPACE http://www.myspace.com/paolorigotto

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