lunedì 16 giugno 2014

Due parole con I giorni dell'assenzio

Ritorna l'intervista in diretta sul blog, ritorna con una giovane band all'esordio. Sono I giorni dell'assenzio, per la prima volta in palude, a parlare del recente disco (è ufficialmente uscito giovedì scorso), Immacolata solitudine. Il titolo e la foto di copertina lasciano intuire uno stato di malinconia/malattia/oppressione, tipico della vita di provincia. Con ritmo, chitarre elettriche e testi forti, il terzetto proveniente dalla provincia di Pescara fa emergere questo disagio giovane. Otto pezzi, dove le voci maschile e femminile della band ci danno dentro, per dire la loro,tutta la loro, su questi anni di rottura spesso finta ma dolorosissima. Titoli come Rivoluzione, Indi(e)feso, Maleamore, rendono bene l'idea. O no?
Testi e musiche di Mattia De Iure, voce e chitarre della band (a parte Eveline, scritto da Ivo Bucci e Radioattività, scritto, come testo, da Tania Gianni, voce e basso del trio, delquale fa parte anche Mauro Bucci, batteria), Immacolata solitudine ha la produzione artistica/esecutiva della Ridens Records ed è uscito presso Omar Crocetti Editore. Molte le collaborazioni e le suggestioni che la loro musica richiama; mi piace ricordare, più di tutti, l'amicizia con un grande dell'alternative italico, cioè Umberto Palazzo de Il Santo Niente, che gli ha voluti sul palco in apertura del suo ultimo concerto bolognese lo scorso aprile. Un passaggio di testimone? In un certo senso lo potrebbe essere. Ma non voglio correre. Sentiamo cosa hanno da dirci I giorni dell'assenzio. Pronti?

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