martedì 14 gennaio 2014

Due parole con Zuffanti



Per la prima volta in palude Fabio Zuffanti, nome importantissimo della nostra musica, da anni impegnato in vari progetti dal forte sapore di progressive-rock, quel genere troppo poco considerato in Italia e per questo spesso ospitato su questi schermi. Tra qualche minuto con Fabio parleremo del nuovo disco, in uscita giovedì 16 gennaio, ma del quale già molto si vocifera. La quarta vittima (cliccate qui per sentirlo direttamente in anteprima) è prodotto da una label come la AMS, da sempre vicina al progressive, a progetti capaci di andare al di là del semplice concetto di canzone. La quarta vittima è musica densa, che ascolto dopo ascolto rivela cose diverse (lo sento da un bel po’, e di cose me ne ha dette): cantautorato acido, prog, elettronica, jazz, classica, … molto altro ancora.
L’album è ispirato dal libro di Michael Ende, Lo specchio nello specchio, costituito da una trentina di racconti apparentemente slegati, scritti dall’autore nel corso di un decennio. Così, le canzoni di Zuffanti, vogliono riassumere venti anni di onorata attività musicale, e anch’esse sembrano apparentemente slegate. Solo in apparenza però, perché un filo rosso le unisce, cioè il lato surreale, a tratti gotico, forse poco italiano (a me la copertina ricorda il giardino inglese di Blow Up di Antonioni), che ascolto dopo ascolto sentirete. Ne ho una gran voglia di parlarne con l’autore. Pronti?     
PERCONOSCERLO MEGLIO

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