venerdì 2 agosto 2013

Due parole con le Mad Chickens

Per la prima volta in palude il giovane gruppo dei Mad Chickens, attualmente formato da due ragazze e un ragazzo (Valeria Guagnozzi, voce/chitarra, Laura De Benedictis, chitarre/tastiere/cori, Nicola Santucci, batteria). Un trio forte e determinato, con i piedi piantati negli anni novanta del grunge più radicale, e la testa nel futuro, con un rock contaminato/contaminate. È la freschezza la nota dominante nelle canzoni del loro primo album prodotto in coraggiosa autarchia: Kill, Hermit!, copertina piena di colori vivi, una lingua stonesiana in salsa psichedelica, con citazioni come quelle dei dodici pezzi in essa contenuti. Tutto in linea …
Registrato e mixato in analogico presso lo studio Wax di Roma, masterizzato in analogico presso l’Alphadept di Bologna da Andrea Suriani, Kill, Hermit! mantiene, dalla testa alla coda, ciò che promette: capacità di sperimentare, conoscenza dei classici del rock per farli saltare in aria, spirito dissacrante, la rabbia giovane e colori accesi. Difficile da descrivere, quanto facile da ascoltare. Imprevedibili queste galline pazze, come circa dieci anni fa decisero di chiamarsi. Alcuni parlano di Hole, altri di Sleater Kinney, io preferisco immaginarle come Mad Chickens, un gruppo con molte cose da dire. Alcune le sentiremo qui, tra poco. Pronti? 
PERCONOSCERLI MEGLIO 

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