Questa sera per la prima volta in palude i Die Stille, ma non preoccupatevi non ho cambiato genere, niente musica classica o agresti sinfonie tedesche, qui si continua a parlare del suono delle città, anche se sotto forme diverse. I Die Stille sono un power trio dolce e a tratti pop (Diego, Eugenio ed Emanuela), con un disco di post-rock delizioso come la copertina lascia intuire, dato alle stampe da poco per Happy/Mopy, label capace di presentare sempre dischi diversi, ma sempre interessanti. E questo Black Holes from Dummies interessante lo è parecchio.
Undici pezzi ironici e scanzonati, ma a tratti duri e malinconici, tra dediche a Giovanni Allevi e odi a Briteny Spears (già, pure quelle …) dal nonsense ai passi della bibbia (il passo e breve, direbbe qualche amico), con un gusto per il pop di marca british e momenti di autentico alternative-rock. Proveniente da varie esperienze musicali dell’underground partenopeo Diego (c’è un fermento in questa città, mai così tante band napoletane in palude), di Napoli ma ora a Roma per studiare musica la batterista Emanuela, come Eugenio, nato con lo studio del violino ha poi virato verso la chitarra elettrica ed è finito in palude con i suoi tre amici. Pronti?
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