Mi fa piacere ospitare per la
seconda volta sul blog i Moustache Prawn. Un po’ perché questi giovani
musicanti pugliesi sanno intrecciare le arti, un po’ perché il loro rock acido
spacca al punto giusto, spacca dentro. Il nuovo loro album Erebus, uscito
ufficialmente qualche giorno fa, è un vero e proprio concept-album basato sul
racconto di Leo Ostuni, Skratz’ Island. Lo devo ancora leggere (magari durante
l’interista ci danno il link), ma da quello che ho sentito, si tratta di un
racconto fantastorico di ecologia per mente e corpo, ambientato nel 1889 su due
isole dell’Antartico: alcuni scienziati tengono in schiavitù l’umanità su di
un’isola, cercando di modificare il nostro habitat. Un giorno spunta dal nulla
un’isola vicina, abitata da esseri chiamati Skratz … saranno caz!
Erebus, come il loro precedente
album, è prodotto dalla bella realtà musicale di Puglia, la Piccola Bottega
Popolare, alla quale si è affiancata la dinamica MArteLabel. Musicalmente è ben
tirato, pulito, un lavoro ambizioso, che può sicuramente riportare questo
magico trio fuori dai patri confini. Produzione artistica dei Moustache Prawn
insieme a Graziano Cammisa (ha pure registrato e mixato il disco presso il B4S
– Before Studio di Alberobello, Bari), testi di Leo Ostuni (voce/chitarra), che
insieme agli altri due (Ronny Gigante, basso/tastiere/voce/ synth, e Giancarlo
Latartara batterie/percussioni/cori) ha scritto e arrangiato in modo originale
Erebus. Dai, parliamone! Pronti?
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