The Doormen per la terza volta in
palude, l’annuncio con vero piacere vista la bellezza del nuovo terzo disco in
uscita imminente. Come sempre prodotto in autarchia dalla band di Ravenna, Abastract[ra] è stato pensato come un vero e proprio
concept – album, un disco con un tema centrale quale la provincia, l’aria
soffocante della provincia. Un luogo dell’anima, un posto dal quale si vorrebbe
sempre fuggire, anche se ci si rimane legati, come a un uovo magico, direi
cosmico (si veda il fantastico disegno sul foglietto interno con i testi delle
canzoni, che in parte si vede anche sul fondo della cover disegnata dallo
stesso autore). Il protagonista della storia, in relazione a questo, pensa ai
suoi rapporti con il lavoro e l’amore, e tante altre piccole o grandi cose.
Si è parlato di rivoluzione riguardo alla realizzazione di Abastract[ra] da
parte dei Doormen. Una rivoluzione interna, visto che del nucleo centrale della
band sono rimasti Vins Baruzzi e Luca Malatesta, qui nelle vesti di compositori,
produttori artistici ed esecutori materiali di tutto il progetto. Un’autonomia
guadagnata sul campo, tra concerti e sbattimenti, i primi lavori, sempre
autoprodotti, a partire dal 2009 quando tutto questo è iniziato. E ora, avendo
piena consapevolezza dei propri mezzi, hanno pensato bene di affrontare un
lavoro più complesso, più meditato e personale. Sono sempre loro, il marchio di
fabbrica c’è, quel pop di origine anglosassone di gusto post-punk è confermato.
Si aggiunge la psichedelia, delle storie legate da un filo rosso, come gli
omini legati alla loro Abastract[ra] (già ra). Parliamone. Pronti?
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