Ritorna in palude Simona Gretchen, ritorna a pochi
giorni dall’uscita ufficiale del nuovo attesissimo disco, Post – Krieg,
definito l’atto finale del suo percorso musicale, almeno sotto queste spoglie.
Dopo due dischi? Probabilmente c’è chi ci mette una vita per dire certe cose, e
chi, con il dono della sintesi, un po’ meno. È il caso di Simona Gretchen, e
questo suo album potrebbe essere l’occasione anche per tirare le somme
dell’alternative-rock italico degli ultimi dieci anni. Post- Krieg appare come
un disco breve, ma intenso, perfetto sunto delle inquietudini sotto la pelle,
come era stato il devastante esordio di quattro anni fa, Gretchen pensa troppo
forte… ora pensa ancora più forte.
Prodotto dalla stessa Disco Dada e dalla sua nuova
label Blind Proteus, ritrova il fido Lorenzo Montanà e Nick Manzan, ritrova
Paolo Mongardi con il quale aveva lavorato nel 2011 al vinile Venti e tre,
oggettino di culto con la title-track su di un lato e la cover di Venus in Furs sull’altro, ritrova lo spirito
decadente, le suggestioni più malate del secolo breve con citazioni dirette o
meno a personaggi quali Jung, Artaud, Nietzsche, solo per citare quelli più
definitivi/ultimativi. Insomma, siamo ancora alla ricerca di qualcosa di indefinibile,
che il ritmo ipnotico, i momenti di acido hard blues, le parole cantante senza
volerlo, possono farci intravedere per un attimo. Pronti?
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