giovedì 1 gennaio 2026

Esercitiamo il dissenso, prima che l'esercito prenda noi



Auguri per il nuovo anno che verrà, anzi che è ora appena partito. Ne abbiamo bisogno, visto la brutta aria che tira, tra libertà negate, un governo che peggio non potrebbe fare, un'opposizione poco attiva e convincente nel palazzo, un'opposizione di piazza forte, ma intimidita perché l'unica in grado di creare una vera alternativa possibile partendo dalle manifestazioni per la P@lestina. E poi la guerra, tornata di gran moda, con i mercanti di armi (i nostri democratici stati Ue) gli unici a brindare tutti i giorni, come bene evidenziato dalla vignetta di Natangelo su Il Fatto Quotidiano di fine anno. E allora cito anche l'altro quotidiano che riesco a leggere assieme al Fatto, pur incazzandomi perché non è più il giornale che era, cioè il manifesto. Vi consiglio di leggere l'editoriale di questa mattina del suo direttore  Andrea Fabozzi che trovate qui. Lo sottoscrivo in pieno e non mi meraviglio di come ci siamo ridotti. Dagli anni '80 è iniziato un arretramento, che ha poi avuto scossoni sempre più forti alle fragili democrazie liberali e ai diritti conquistati negli anni '60 e '70, fino all'imbavagliamento di troppe coscienza (che si sono fatte imbavagliare per paura) nel periodo c@ovid. Il resto è cronaca nera! E allora, esercitiamo il dissenso, prima che l'esercito prenda noi.

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