domenica 22 dicembre 2019

In palude con L’Omino e i suoi Palmipedoni

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Folk, Cantautorato
DOVE ASCOLTARLO Spotify, Bandcamp, YouTube, etc
LABEL Qanat Records
PARTICOLARITA’ Aculei punk-acustici ed eleganza cantautorale
FB
CITTA’ Palermo
DATA DI USCITA 18/10/2019
L’INTERVISTA
Come è nato Escoriazioni?
Escoriazioni è nato dalla voglia di raccontare, senza retoriche e pietismi, l’attuale diaspora umana verso Occidente. Un impulso determinante alla nascita dell’album è stato la visione del documentario Fuocoammare di Gianfranco Rosi.
Perché questo titolo?
Le escoriazioni del titolo sono ustioni chimiche da carburante, causate da un mix di benzina e acqua marina, che inzuppa i vestiti dei migranti durante la traversata nei barconi dall’Africa verso l’Europa.
Come è stata la genesi dell’album, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?
La genesi dell’album è iniziata spontaneamente col brano Rosso il mare a Lampedusa, frutto di una breve collaborazione col dj e compositore Marco Sasso. La risonanza mediatica sul tema dei migranti è poi stata fonte d’ispirazione per la stesura di gran parte dei testi, alcuni modellati su musiche già scritte e altri creati insieme a nuove melodie. Nella primavera del 2018 nove tracce sono state registrate, mixate e masterizzate da Silvio Punzo al Tone Deaf Studio di Palermo.     
Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco?
La tromba nel disco è stata registrata dal giovane Antonio Bartholini, subentrato al primo trombettista Andrea Bisanti. Dopo un anno di prove e qualche esibizione dal vivo, l’allora minorenne Antonio ha registrato con grande maturità le sue parti in studio, ma ha subito dopo abbandonato il gruppo. Beata gioventù!    
Se Escoriazioni fosse un concept-album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse?
In Escoriazioni si osserva il fenomeno migratorio da più punti di vista. Ci sono tre protagonisti e diversi comprimari, le cui storie s’intrecciano per mare e per terra. Il nostro e il loro punto di vista non sempre coincidono, “per tutti il dolore degli altri è dolore a metà” canta Fabrizio De André in Disamistade.
C’è qualche pezzo che preferite? Qualche pezzo del quale andate più fieri dell’intero disco? … che vi piace di più fare live?
Ogni canzone ha un valore a sé stante. I fans preferiscono L’imbianchino, Escoriazioni è la più rappresentativa dell’album e dal vivo ci diverte particolarmente, forse Per Aspera ad Aspra ha qualcosa in più - o almeno di più nuovo - delle altre: in Aspra ci suona la chitarra Kevin Giacalone, componente di ANF e Bigg Men.    
Qanat Records a produrre. Come vi siete incontrati e come avete lavorato con loro?
Con gli amici di Qanat Records c’è una simpatia ormai ventennale e abbiamo sentito la loro stima fin dai primi passi del nostro percorso. Siamo cresciuti, musicalmente e personalmente, insieme agli artisti presenti nel catalogo di questa etichetta. Per noi, che abbiamo iniziato da poco a fare musica, è un piacere - oltre che una soddisfazione - essere discograficamente in compagnia di tanti musicisti palermitani.     

Copertina surreale, con quell’omino che esce dalla caffettiera.  Come è nata? Chi l’ha realizzata?
La copertina dell’album è nata dalla penna dell’illustratore Alessandro Cardinale. La fonte d’ispirazione sono stati i versi “un’altra moka da rifare / sta galleggiando in alto mar” della canzone Escoriazioni. Alessandro ha raffigurato, con la metafora surreale di un omino che esce da una caffettiera in ebollizione, il senso profondo del messaggio del disco.
Come presentate dal vivo il disco?
Il gruppo è in continua evoluzione e non sono rari i cambi di formazione. Al concerto di presentazione abbiamo eseguito l’album il più fedelmente possibile a come è stato registrato, con me alla voce e chitarra acustica, Dario Giacomazzi alla batteria, Andrea Bisanti alla tromba e Davide Mezzatesta come bassista. Probabilmente faremo ancora concerti in questa formazione, ma non ci precludiamo la possibilità di esplorare nuove forme di espressione.  
Altro da dichiarare?
Stay DIY!

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14 Commenti:

Alle 22 dicembre 2019 17:57 , Blogger Alligatore ha detto...

Appena ho ascoltato Escoriazioni de L'omino e i suoi palmipedoni ho voluto ospitarli in palude per le sue canzoni, semplici e dirette, con tematiche forti, come il racconto degli uomini che attraversano il mare per venire al nord, nel ricco Occidente.

 
Alle 22 dicembre 2019 17:59 , Blogger Alligatore ha detto...

... scusate il passaggio dal plurale al singolare, sono un gruppo instabile, per questo faccio casino con l'italiano 😁.

 
Alle 22 dicembre 2019 18:02 , Blogger Alligatore ha detto...

... riprendendo: parole forti, quanto semplici, come il loro pop-rock ben ritmato cantato in italiano. Non a caso la spinta ideale dopo la visione del capolavoro di Gianfranco Rosi, Fuocoammare.

 
Alle 22 dicembre 2019 18:05 , Blogger Alligatore ha detto...

Nove pezzi crudi, ironici, veri, tra De André e Jannacci, con spesso la presenza struggente di una tromba suonata da un ragazzo minorenne, che dopo il disco ha abbandonato il gruppo (spero ci ripensi).

 
Alle 22 dicembre 2019 18:07 , Blogger Alligatore ha detto...

Lo definirei un concept, con tutte canzoni importanti.

 
Alle 22 dicembre 2019 18:08 , Blogger Alligatore ha detto...

... dalla prima, Unico, canzone dal gran ritmo, che fa battere il piedino, poi un coro suggestivo per un testo umanista semplice che parla di chi viene nei barconi sfidando la morte ... sì, un pezzo semplice e diretto.

 
Alle 22 dicembre 2019 18:11 , Blogger Alligatore ha detto...

... all'ultima Rosso il mare aLampedusa, gran pop-rock ironico su come vediamo il mare noi bianchi e benestanti e come lo vedono loro, i neri immigrati: una cosa salutare per noi, tra un apericena e un tuffo, pericolosa invece per loro, che ci rischiano la vita.

 
Alle 22 dicembre 2019 18:13 , Blogger Alligatore ha detto...

Manute mi piace un sacco, quella tromba struggente, un cantato corale per un pezzo che sembra un classico del cantautorato impegnato: racconto per immagini, di un immigrato arrivato stremato, raccolto da tute bianche... un pezzo che lo potrebbe aver scritto De André, se fosse giovane ora.

 
Alle 22 dicembre 2019 18:14 , Blogger Alligatore ha detto...

... alla faccia di Salvini, che disse di essere un suo fans 😎.

 
Alle 22 dicembre 2019 18:17 , Blogger Alligatore ha detto...

... ma, come dicevo, è tutto un disco da ascoltare e riascoltare, e non solo in questi giorni 🎄 ⛄ per sentirsi più buoni, ma sempre 👊. Un ultima cosa: oltre alla tromba, citierei anche l'ottima chitarra 🎸.

 
Alle 22 dicembre 2019 19:19 , Anonymous accadebis ha detto...

Ciao Alligatore, bel post come sempre e fa piacere che hai sempre un bel seguito.
Buon natale, passatelo bene e in compagnia
Un salutone

 
Alle 22 dicembre 2019 19:21 , Blogger Alligatore ha detto...

Grazie Accadebis, contraccambio gli auguri, e ti invito all'ascolto del disco de L'omino e i suoi Palmipedoni, sono sicuro che ti piacerà.

 
Alle 22 dicembre 2019 22:53 , Blogger Haldeyde ha detto...

Momenti fra Jannacci e Cesare Cremonini. Simpatici e gradevoli. Grazie del post e tantissimi auguri di Buon Natale

 
Alle 22 dicembre 2019 23:25 , Blogger Alligatore ha detto...

🎁 Grazie a te del commento🎵 e degli auguri 🎄 e buon nasale anche a te 🎅.

 

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