sabato 12 gennaio 2019

In palude con i Progetto Panico

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Pop punk
DOVE ASCOLTARLO nei concerti e qui
LABEL Phonarchia Dischi, DreamGorilla Records
PARTICOLARITA’ registrato in presa diretta in 2 giorni
CITTA’ Spoleto
DATA DI USCITA 7.12.2018
L’INTERVISTA
Come è nato Universo n.6?
È nato dalla necessità di superare i limiti del disco precedente, di andrar oltre le nostre consuetudini. È maturato in un momento di buona ispirazione, di aspettative, di osservazione.
Perché questo titolo?
Era il titolo di una canzone che parla di universo/universi. Dare un numero ad un entità infinita e nello stesso tempo ammiccare agli universi paralleli, ci sembrava la descrizione perfetta di un disco scritto con la testa per aria. 
Come è stata la genesi del disco, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?
Il disco è stato scritto in forma di provino acustico, registrato  in un vecchio 4 piste, con tracce e mixaggi abbastanza definitivi rispetto al passato. In sala prove, in un secondo  momento, abbiamo cercato di rispettare la naturalezza della forma grezza primordiale. Siamo arrivati da Alessandro Fiori con le idee abbastanza chiare e con pezzi strutturati. Abbiamo registrato il tutto quasi in presa diretta e poi in un secondo momento abbiamo lasciato mani libere al produttore artistico.
Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione dell’album?
Una sera durante la lavorazione, temporale assassino mentre registravamo Caos Dance, va via la luce. Facciamo una jam nel buio totale....dopo circa un'ora, ritorna la luce e noi ultimiamo la session. Il caos. La bellezza. 
Se Universo n.6  fosse un concept-album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse?
Domanda interessante. Universo n. 6 non è propriamente un concept, ma ha un filo logico interno. È un disco quasi di "formazione". Se dovessi scegliere un tema direi l'attesa e la contemplazione. 
C’è qualche pezzo che preferite? Qualche pezzo del quale andate più fieri dell’intero disco? … che vi piace di più fare live? 
Ognuno ha le sue preferite. Io se dovessi sceglierne una direi Caos Dance, un pezzo che era nato punk ed è finito in territori quasi psichedelici. A qualcuno ricorda il Battisti di Anima Latina, magari. Per il live ci piace fare Non cambi mai
Come è stato produrre Universo n.6? Chi avete avuto più vicino, dal punto di vista produttivo?
A produrre il disco è stato Alessandro Fiori e gran parte del "vestito" e dell'aria di Universo è conseguenza del suo modo di vedere la musica e il mondo. Ci ha messo molto anche di umano, orchestrando anche i nostri animi irrequieti. Un amico vero.
Copertina molto anni ‘70, da telefilm di fantascienza … o no? come è nata? Di chi è opera?
Si, l'opera è di Rebecca Roe, un'artista americana, se non erro trapiantata in Inghilterra. Crea questi magnifici collage con materiale di riviste anni '70, mutuate spesso da cover sci fi dell'epoca. L'ho conosciuta su internet ed è stata ben felice di prestare la sua opera. 
Come presentate dal vivo il disco? 
Il nostro repertorio è perlopiù punk, con questo disco avremo tempo di rifiatare ogni tanto. Ma c'è cmq da sudare.
Altro da dichiarare?
Salvini 💩 

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13 Commenti:

Alle 12 gennaio 2019 23:07 , Blogger Alligatore ha detto...

Fa estremamente piacere ospitare i Progetto Panico in palude, perché mi piace da sempre la loro musica, e trovo che Universo N.6 sia uno dei migliori dischi dell'anno.

 
Alle 12 gennaio 2019 23:08 , Blogger Alligatore ha detto...

Parlo del 2018, ovvio, ma sarà un ottimo ascolto anche nel 2019.

 
Alle 12 gennaio 2019 23:10 , Blogger Alligatore ha detto...

Si sente una buona vibra, un gruppo maturato, anche grazie all'esperienza del produttore artistico Alessandro Fiori del quale si sente la mano in molti pezzi.
Nove pezzi immediati, freschi e diretti dall'apertura con Caos dance dall'inizio quasi sinfonico, con armoniche, archi e poi un cantato quasi alla Battisti per un testo magnifico e poetico alla conclusiva Spermatozoi, con musica sinfonica a chiudere questo stupendo album ... e viene voglia di fischiettarla.

 
Alle 12 gennaio 2019 23:10 , Blogger Alligatore ha detto...

Spermatozoi testo surreale come il titolo lascia supporre, che racconta il lavoro da spermatozoi ... tra l'indie-rock e il primo Woody Allen. Geniali!

 
Alle 12 gennaio 2019 23:11 , Blogger Alligatore ha detto...

Ma che dire di Quando ero piccolo? Rock scatenato/scatenante, ribelle, con testo sboccato ...

 
Alle 12 gennaio 2019 23:12 , Blogger marcaval ha detto...

Bella la copertina ... vagamente "dark side" :-)

 
Alle 12 gennaio 2019 23:14 , Blogger Alligatore ha detto...

Che dire di Vivo per caso?... altro bel rock da anni '70 con un testo divertente pieno di cose, ma molto novecentesco . Incroci di chitarre da far paura, un sound magico che dal vivo deve fare la sua porca figura.

 
Alle 12 gennaio 2019 23:16 , Blogger Alligatore ha detto...

Che dire di Cattiva Matilde?... gran pezzo pop-rock erotico, ancora molto italiano. Bel modo di cantare, violini, un pezzo veramente intenso musicalmente, denso ...

 
Alle 12 gennaio 2019 23:17 , Blogger Alligatore ha detto...

Le citerei tutte, davvero tutte, e allora facciamolo ...

 
Alle 12 gennaio 2019 23:19 , Blogger Alligatore ha detto...

Smile psichedelia a piena mani nell'inizio di musica: testo molto attuale, ancora pieno di cose con un gran vibra.

 
Alle 12 gennaio 2019 23:20 , Blogger Alligatore ha detto...

Non cambi mai, pezzo intenso, decisamente elettronico, pur mantenendo il suo pop-rock di fondo.

 
Alle 12 gennaio 2019 23:22 , Blogger Alligatore ha detto...

Wolfango, rock incendiario, quasi un giallo nelle parole surreale come nella musica, e gran staffilate.

 
Alle 12 gennaio 2019 23:23 , Blogger Alligatore ha detto...

Universo N.6 disco tutto da ascoltare, parola di Alligatore.

 

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