domenica 11 febbraio 2018

In palude con i Drive Me Dead


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE punk-rock
DOVE ASCOLTARLO qui 
LABEL Autoproduzione
PARTICOLARITA’ undergound
FB
CITTA' Ravenna
DATA DI USCITA 3 febbraio 2018 
L'INTERVISTA
Come è nato Who’s The Monster?
Gento: Who’s the Monster? nasce semplicemente dalla voglia di rockeggiare di 4 sbananati che usano il punkandroll come valvola di sfogo da tutte le seghe di ogni giorno.
Guido: il concepimento di Who’s the monster? è stato abbastanza lungo, nel senso che fin da quando abbiamo messo in piedi la band avevamo l’idea chiara e precisa di fare un disco, poi le prove e i concerti ci hanno portati a questo risultato, per esempio, già dopo la seconda prova che abbiamo fatto sapevamo che l’avremmo registrato al Duna Studio. Fin da subito avevamo le idée chiare, poi finalmente dopo un paio di anni siamo riusciti a metterle in pratica e siamo soddisfatti del risultato.
Perché questo titolo? … molto Carpenter, o no?
Gento: Who’s the Monster? perché i mostri di cui aver paura non sono quelli della filmografia o della narrativa horror… i mostri sono le cose aberranti che ci troviamo ad affrontare ogni giorno, le nostre paure, le ingiustizie… quindi è più un mostro una creatura spaventosa che vive ad esempio negli abissi marini o un uomo in carne e ossa che magari abusa del proprio potere?!?!?! Meglio un non morto o dover convivere con la disperazione e la depressione? Da qui nasce Who’s the monster?
Beh Carpenter è sicuramente un riferimento, così come lo è Romero ad esempio. Il legame più affettivo, assieme a quello col creatore degli zombies per come li concepiamo noi, è però quello con Tod Browning e il suo Freaks
Guido: Poco prima di registrare il disco Gento, che scrive i testi, ci ha proposto questo titolo motivandocelo e a tutti è piaciuto fin da subito, direi che è stata la prima ed unica opzione.
Come è stata la genesi del cd, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?
Gento: bella domanda, la genesi è stata lunga e travagliata… i primi brani (scritti con un altro bassista) sono nati quasi da sè… venivamo tutti da progetti per noi molto importanti poi finiti nel bene o nel male. C’era solo voglia di rimettersi in carreggiata facendo la cosa che forse ci riesce più facile… rockeggiare (notare che non ho detto la cosa che ci riesce meglio😂). Poi il cambio di bassista, l’assestamento, qualche infortunio ed alcuni periodi non proprio facilissimi ci hanno portato al prodotto finale che hai sentito.
Guido: i primi pezzi sono venuti fuori facilmente, poi abbiamo passato periodi un po’ difficili, ma alla fine siamo riusciti a chiudere il tutto nella maniera che volevamo, diciamo che a un certo punto pur non avendo tutti i pezzi completi abbiamo prenotato lo studio di registrazione (che per fortuna aveva un paio di mesi d’attesa) per motivarci e fare in modo che avessimo un obiettivo e una scadenza, io sono dell’idea che spesso bisogna avere l’acqua alla gola per riuscire a fare lo “sprint finale”.
Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco?
Gento: personalmente quando preso dall'energia e dalla foga della registrazione delle voci, il non essere mai soddisfatto, lo spingere sempre come un cane nel tentativo di interpretare secondo me al meglio un brano, mi sono trovato dopo circa 7 ore di incisioni, sovraincisioni, armonie e tentativi nuovi, a vomitare anche l’anima nel bagno del Duna studio… uno normale probabilmente si sarebbe fermato un po’ prima… ma tant’è!
Guido: me la ricordo sta scena, io ero in regia con il fonico e a un certo punto vediamo Gento che si fionda in bagno senza dire niente, io subito ho pensato a un po’ di dissenteria dal momento che in studio mangiavamo solo caramelle gommose e latte al cioccolato, invece era solamente stress e fatica!
Episodi ce ne sono stati tanti, col fatto che eravamo vicino a casa a registrare, spesso passavano amici e conoscenti, tutte le sere mangiavamo giapponese d’asporto o piadine gourmet, avrebbero potuto girare un reality in quei giorni e chiamarlo “10kg per 10 pezzi”.
Se questo cd fosse un concept-album su cosa sarebbe? … potrebbe esserlo?
Gento: potrebbe esserlo… e potrebbe essere, come detto prima, il viaggio di una persona che all'interno di un incubo, incontrando le creature più disparate, si trova a capire cosa sia veramente il mostro… o per lo meno a mettere in dubbio tutta la propria concezione di mostro.
Guido: Gento è uno dei più grandi esperti di film horror/mostri che io conosca e l’altra sua grande passione è la Juventus, diciamo che il prossimo disco potrebbe essere un concept sulla Juventus, chi può dirlo!
C’è qualche pezzo che preferite? Qualche pezzo del quale andate più fieri di Who’s The Monster? … che vi piace di più fare live?
Gento: i pezzi a cui voglio più bene nell'album sono Freak perché credo rappresentati al meglio cosa sono per me i Drive Me Dead, Dear dead perché è il primo pezzo scritto assieme e che mi ha fatto dire “vacca boia questo è quello che siamo” e Bleeding zombies perché soprattutto grazie a Guido ho capito come potevamo sfruttare al meglio le esperienze musicali di ognuno di noi… il pezzo che mi diverte di più live è probabilmente Zombiesdon'trun.
Però ci sono almeno altri 2 pezzi a cui voglio molto molto bene…
Guido: anche a me piaciono molto i primi pezzi che abbiamo composto, Dear Dead, Bleeding zombies e via dicendo, quelli che forse mi piaciono di più da suonare sono Lemmy’s ghost e Between life and (un)death.
Come è stato  produrre da soli il disco?Come mai questa scelta?
Gento: È stato da un lato un lavoro impegnativo… soprattutto perché tutti lavoriamo e il tempo è già limitato di suo.
Per fortuna abbiamo avuto l'aiuto di Promorama e per ora ti dirò che la scelta mi piace… più sbattimento ma mi sembra di essere tornato agli anni 90 e al diy… mi gasa.
ll perché della scelta? Onestamente per 2 ragioni… la prima perché nessuna offerta dalle etichette interessate è stata soddisfacente… la seconda perché ci piaceva appunto l’idea di partire da zero…tutto nostro… tutti nostri anche i rischi… top!
Guido: Sicuramente non è stato e non è facile, siamo ancora nell’occhio del ciclone ed è ancora presto per tirare le somme e fare la conta dei feriti, sicuramente stiamo imparando molto, vedremo come andrà.
Copertina che ricorda certi fumetti, tra l’impegno militante e il gusto pop (o pulp, o camp … fate voi). Come è nata e chi è l’autore?
Gento: la copertina è stata disegnata da Sergio Gerasi (che ha disegnato anche alcuni albi di DylanDog).
La cosa più bella è stato proprio come è nata… lui si è dimostrato subito contento dell'idea del disco… datogli il titolo ha capito subito dove volevamo andare a parare e taaaac… la copertina di Who’s The Monster?.
Come presenterete dal vivo Who’s The Monster?
Gento: il release party è stato al circolo Arci Valverde di Forlì il 3 febbraio.
Una festa con tanti amici in un locale di amici… ne seguiranno altre.
Guido: il Valverde è un bel locale storico della nostra zona, è stato un buon inizio.
Altro da dichiarare?
Gento: Intanto grazie mille!
Poi che dire… GLI ZOMBIE NON CORRONO!
Guido: Grazie, è stato un piacere rispondere alle tue domande, sempre un grande! Il 3 febbraio uscirà il nostro disco su tutte le piattaforme digitali più famose, se non volete comprarlo, ascoltatevelo su SPOTIFY! Un abbraccio!

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12 Commenti:

Alle 11 febbraio 2018 19:18 , Blogger Alligatore ha detto...

Gran bel disco, con citazioni ed esaltazioni, dal cinema horror al fumetto, come la copertina, fatta da Sergio Gerasi (tra gli altri Dylan Dog, e si vede), lascia intuire.

 
Alle 11 febbraio 2018 19:19 , Blogger Alligatore ha detto...

Dieci pezzi tirati, tra citazioni filmiche e punk-rock'n'roll c'è veramente da divertirsi.

 
Alle 11 febbraio 2018 19:21 , Blogger Alligatore ha detto...

Il disco si apre con Freak, esplicito riferimento al cult assoluto di Tod Browning, horror dentro e fuori per un rock scatenato/scatenante, corale, dal gran ritmo e con chitarre gajarde ... tutto questo non ci abbandonerà più!

 
Alle 11 febbraio 2018 19:24 , Blogger Alligatore ha detto...

Pensiamo a Between life and (un)death, pezzo che mi fa saltellare, torcermi e urlare fin dall'inizio, o a Bleeding zombies, dal gran ritmo, chitarre incattivite e una progressione incredibile (non a caso citato dai due nell'intervista).

 
Alle 11 febbraio 2018 19:25 , Blogger Alligatore ha detto...

... e siamo solo ai primi tre pezzi. La vedo dura per la mia coda :)

 
Alle 11 febbraio 2018 19:29 , Blogger Alligatore ha detto...

Be', direi che il disco va ascoltato tutto, ma citerei pure Your worst nightmare, per il ritmo che impazza e la pura gioia ribelle punk che esce dal cantato e dalle chitarre e Zombies don't run, ironica e pogabile dal togliere il fiato ...

 
Alle 11 febbraio 2018 19:33 , Blogger Alligatore ha detto...

Gran finale, entusiasmate, con la band che gira a mille e suona come un solo uomo un grande classico quale Summer of 69 di Bryan Adams...

 
Alle 11 febbraio 2018 19:34 , Blogger Alligatore ha detto...

Ma come dicevo sopra, è un disco tutto da gustare dalla copertina alla cover finale ...

 
Alle 11 febbraio 2018 22:51 , Blogger George ha detto...

Forti questi Drive Me Dead!

 
Alle 12 febbraio 2018 08:02 , Blogger Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Interessantissima l'intervista. Ascolterò i loro brani.

 
Alle 12 febbraio 2018 22:10 , Blogger Alligatore ha detto...

@George
Grazie per l'attenzione: hao usato il termine giusto, sono decisamente forti!
@Daniele
Grazie, fammi sapere poi cosa ne pensi, mi raccomando.

 
Alle 14 febbraio 2018 10:52 , Blogger Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Sono molto interessanti, d'altronde già il titolo del loro lavoro mi aveva stuzzicato nonché le loro risposte alla tua intervista.

 

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