venerdì 10 settembre 2010

Una città sempre più chiusa

In luglio ho ricevuto questa mail
Cara/o socia/o,
ricevi questa lettera a distanza di circa un mese dalla chiusura della sede dell'Associazione Culturale ESPOSTA, in via Interrato dell'Acqua Morta.
Come avevamo manifestato lo scorso gennaio, già da tempo attraversavamo delle reali difficoltà economiche: proprio questa mancanza di sostenibilità, sommata alla risposta che comunque è sempre stata discontinua (anche dopo il progetto di ESPOSTA 2.0 in cui alcuni soci si erano attivati insieme a noi), ci ha portato, nostro malgrado, a decidere di concludere l'esperienza e di lasciare definitivamente la sede…
Ecco un altro spazio libero della mia città che chiude nel silenzio generale. Come avevo scritto in una mail ad un giovane musicante che mi chiedeva qualche nome di locali dove suonare, nella mia città c’è ben poco. Si trova di più nelle vicine Trento o Brescia. Ho perso il conto dei locali di un certo livello morti o abbattuti nella città di Verona. È desolante.
Esposta era una piccola oasi, dove erano passati un sacco di giovani musicanti (Samuel Katarro e i 2Pigeons, solo per fare due nomi amici del mio blog…), dove si faceva arte vera senza compromessi. Forse per questo ha avuto vita breve. Io sono riuscito ad andarci solo una volta, per uno degli ultimi concerti…
PER VEDERE, SALUTARE E/O DARE QUALCHE CONSIGLIO
http://www.myspace.com/esposta,
http://esposta.net/blog/

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10 Commenti:

Alle 10 settembre 2010 18:35 , Blogger ReAnto ha detto...

:( e qualche assessore alla cultura gioirà anche della chiusura di quel covo di comunisti drogati :(
un abbraccio

 
Alle 10 settembre 2010 18:36 , Blogger Alligatore ha detto...

Hai centrato il punto... o almeno, uno dei punti.

 
Alle 11 settembre 2010 10:02 , Blogger vittoriobond ha detto...

tu sai, io so, che non capita nel silenzio generale. lo sembra, però perché i mezzi di comunicazione di massa sono gestiti come sappiamo.
o ci si riesce ad informare grazie a radio private (non smetterò mai di pubblicizzare radio popolare http://www.radiopopolare.it/ )o a grazie a vari blog o a siti di controinformazione.
purtroppo l'assenza di pubblicità di questi centri di aggregazione, se non negativa, ne causa una discreta agonia e nei peggiori casi, la chiusura. :(

 
Alle 11 settembre 2010 12:39 , Blogger Alligatore ha detto...

Sintetizzando si potrebbe dire "è il mercato bellezza" ... appoggio la pubblicità a Radio Popolare a tutte le radio del Network.

 
Alle 11 settembre 2010 15:35 , Blogger Il rospo dalla bocca larga ha detto...

In Italia esperienze di questo tipo devono sempre finire in burrasca... "Cronache di morti annunciate" insomma... ed è tutto maledettamente ingiusto.

 
Alle 11 settembre 2010 16:12 , Blogger Maraptica ha detto...

Le associazioni culturali sono "pericolose" perchè aprono le menti e le uniscono (la massa oggi è sinonimo di ribellione). Addirittura, mi è sembrato di sentire ripetutamente in tv, che la parola "idealista" sia diventato una sorta di insulto. E pensare che io credevo che gli ideali e qlc in cui credere fossero la chiave della vita... Questa è la fine che fanno i luoghi "puliti", quelli marci resistono in eterno.

 
Alle 11 settembre 2010 16:12 , Blogger Alligatore ha detto...

Già, è una coferma che "non c'è gusto in Italia ad essere intelligenti".

 
Alle 11 settembre 2010 16:17 , Blogger Alligatore ha detto...

@Maraptica
Abbiamo postato insieme, infatti ho sentito tintinnare le campane. Le hai sentite pure tu? La risposta/citazione skiantosiana era per Ilrospodallaboccalarga ...ma può valere anche per te. In Italia c'è un degrado politico-culturale impressionante (non c'è mai stato così), quello che dici, sull'idealismo, lo conferma.

 
Alle 17 settembre 2010 18:21 , Blogger No Name ha detto...

Qualcuno dirà: pazienza, c'è la tv.

Io, che abito in provincia di Como e nella zona la sensibilità è simile a quella della vostra zona (dove la domanda più ricorrente è: che lavoro fai?), dico: ma porca merda!

 
Alle 17 settembre 2010 20:42 , Blogger Alligatore ha detto...

@No Name
Capisco quello che dici ... il problema è che tutto il paese si sta provincializzando. La tv, ha giocato e gioca un ruolo grosso in questo.

 

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