sabato 7 marzo 2009

A 10 anni dalla morte del più grande cineasta vivente ri-leggere Eyes Wide Shut

Ricordo quel 7 di marzo di 10 anni fa come fosse ieri, anche se di acqua sotto i ponti ne è passata e molte cose, forse troppe, sono cambiate.
Mio nipotino mi chiede chi è Stanley Kubrick e io, come se fosse la cosa più ovvia del mondo:
Kubrick, è il più grande cineasta vivente.”
“Be’, è morto”, dice lui
Insomma, io penso ancora che Kubrick sia il più grande cineasta vivente. I suoi film sono attualmente vibranti, dal primo all’ultimo. L’ultimo poi, quasi come un presagio di morte, gli contiene tutti, chiudendo una vita artistica esemplare donata alla perfezione dell’immagine in movimento. L’ultimo è l’estremo omaggio al cinema fatto dal Cinema in persona.


Eyes Wide Shut, occhi aperti spalancati, come quelli dell’Alex di Arancia Meccanica, uscito negli States nell’estate dello stesso anno e da noi in autunno, è una sofisticata riflessione sul potere e sul potere dell’immagine, sul sogno e sulla realtà. Doppio sogno, appunto, come il romanzo di Arthur Schnitzler che l’ha ispirato, come il cinema, sognato nella mente del regista e poi in quella dello spettatore. Sognato due volte quindi. Per non farmi mancare nulla, io andai pure a vederlo due volte al cinema (poi non l’ho più rivisto: non in dvd, non in videocassetta, non nel pruriginoso passaggio tv, con tanto di scandalo preconfezionato).

Il film segue pedissequamente il libro, a parte il cambio d’epoca e città. Traumnovelle è ambientato nella Vienna anni ’20, EWS nella New York di fine secolo perfettamente ricostruita in studio: la bella mogliettina di uno stimato medico confessa al marito un tradimento pensato ma mai messo in atto. Lui si sente umiliato, le racconta a sua volta un desiderio simile per “pareggiare il conto”, però rimane inquieto. Di notte va alla ricerca di una “vendetta” che non riesce a soddisfare. Tra l’incontro con una prostituta non consumato e un’orgia dalla quale viene cacciato perché non invitato, l’uomo ritorna a casa ancora più umiliato. Temendo che lei scopra qualcosa (cosa?), confessa tutto, venendo dalla moglie perdonato.
EWS è quindi un banale film sul rapporto di coppia e sul ritirarsi nel nido di famiglia, nonostante tradimenti, violenze, falsità e ripicche? Morale da Family Day? Direi di no. Kubrick faceva cinema, non sociologia spiccia. EWS è un raffinato gioco sulla psicanalisi, parente stretta del cinema. Schnitzler, amico di Freud, sosteneva la presenza di qualcosa di più palese dell’inconscio. Una via di mezzo tra il conscio e l’inconscio, un sognare ad occhi aperti. Questo suo romanzo, è lo svolgimento pratico delle sue teorie. “Nessun sogno è interamente sogno” dicono alla fine i due protagonisti.

È il cinema, come non capirlo? Il Cinema! Chi, meglio di Kubrick, lo sapeva?

FOTO TRATTE DAL SITO http://www.archiviokubrick.it/ MOLTO RICCO DI IMMAGINI, FILMATI E APPROFONDIMENTI. WOW!

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13 Commenti:

Alle 7 marzo 2009 19:29 , Blogger Lucien ha detto...

Questo commento è stato eliminato dall'autore.

 
Alle 7 marzo 2009 19:31 , Blogger Lucien ha detto...

Un maestro. Insuperabile: nessuno è stato in grado di raccogliere la sua eredità.

PS: Off topic. Grazie per avermi fatto conoscere i Julie's Haircut, sono fantastici. Dopo un'ascolto oggi ho già acquistato il loro CD doppio. Non vedo l'ora che mi arrivi.
(Riscritto il commento per erroraccio ortografico).

 
Alle 7 marzo 2009 19:59 , Blogger Alligatore ha detto...

Sei un perfezionista come Stanley, che ripeteva fino alla noia (ma non ci sia annoaiva mai a girare con lui, credo)i ciak. Quanto ai Julie's Haircut è stato bello averli sul blog proprio con questo loro gioiellino. Direi al massimo della loro forma, proprio kubrickiani. Sono felice ti siano piaciuti.

 
Alle 8 marzo 2009 00:41 , Blogger JAENADA ha detto...

Il dottor Stranamore e Full metal jacket sono i film di Kubrick che ho amato di più.Un genio del cinema di cui si sente la mancanza.

 
Alle 8 marzo 2009 02:12 , Blogger Alligatore ha detto...

@JAENADA
Sarà un caso, ma in un film visto in questi giorni ("The Watchmen", dalle critiche controverse, ma a me è piaciuto), si cita molto "Il dottor Stranamore", pellicola pacifista importantissima. "Full Metal Jacket", pure questo film pacifista integrale, è uno sguardo diverso dal solito sulla sporca guerra. Immenso. Nessun Stanley-movie mi ha mai deluso. Ho trovato EWS un gradino sopra tutti, e, vuoi per le scene di sesso, vuoi perchè il final cut (per ovvie ragioni) non è stato suo, risulta in parte incompreso. Vorrei tanto contribuire a ri-valutarlo, a ri-vederlo, a ri-leggerlo.
p.s. il final cut (cioè il controllo totale del film, che solo i grandi cineasti hanno), non suo causa morte, è da discutere; un cineasta dalla forte personalità, che programmava fin dall'inizio ogni cosa, secondo me, ha il final cut anche da morto. Mancava solo qualcosa in fase di montaggio e qualcosa riguardo le musiche. Ma chi ha completato l'opera (tra questi Pollack, uno che ci sapeva fare) ha sicuramente operato come avrebbe operato Stanley, secondo le sue ferree disposizioni. Qualcosa da dire sulle ombre ridicole messe nella scena dell'orgia per il mercato Usa, sempre timorso di venir turbato da immagini di sesso. Ma questo è un altro discorso (in proposito si veda l'interessante filmato nel sito che ho indicato in fondo al mio post).

 
Alle 8 marzo 2009 23:34 , Blogger La Mente Persa ha detto...

Ciao Alligatore,

EWS è stato un film che mi ha fortemente spinto a rivalutare il mio senso egoistico di possesso, può insegnare al pari di Schnitzler, a convivere con le tante sfaccettature della nostra personalità senza sedarle.

Avevo già letto la novella dell'autore, (sono una fan della Vienna anni venti, amo molti i pittori e gli scrittori di quel periodo tanto legato alla scoperta dell'inconscio), ma vedere quelle pagine reinterpretate farsi specchio e dito accusatore della nostra epoca mi ha lsciato una grande eredità nell'anima.

Stanley era un profeta dal terzo occhio infallibile.
Quindi saluto anche io il grande Maestro vivente.

gio

 
Alle 8 marzo 2009 23:35 , Blogger La Mente Persa ha detto...

ti consiglio L'Onda, è molto interessante.
gio

 
Alle 9 marzo 2009 00:25 , Blogger Alligatore ha detto...

@LaMentePersa
La novella di Schnitzler la lessi solo dopo aver visto il film, grazie a Kubrick. Mi piacerebbe vedere/leggere "La signorina Else", film muto del 1928 di Paul Czinner tratto da un altro romanzo di Schnitzler (pellicola musicata alcune volte dai Marlene Kuntz, l'ultima delle quali al festival della montagna di Trento dello scorso anno); mai letto/visto "La signorina Else"?
La Vienna anni 20 ha dato molto alla cultura e all'immaginario del secolo scorso, anche al cinema Usa (negli States si rifugiarono un sacco di autori costretti alla fuga dal nazismo);
Kubrick è vivo e lotta insieme/dentro a/di noi...

 
Alle 9 marzo 2009 00:25 , Blogger Alligatore ha detto...

@LaMentePersa BIS
Ho da sempre una simpatia particolare per le onde e andrò sicuramente a vedere quel film, anche se ho sentito giudizi contrastanti. Il tuo m'incoraggia.... come del resto "The Watchmen", altro film dai giudizi contrastanti, per me molto interessante.

 
Alle 9 marzo 2009 12:36 , Blogger La Mente Persa ha detto...

Ho letto "La Signorina Else" tanti anni fa, ma nemmeno io ho visto il film muto che consigliavi.

Guarda, "L'Onda" è senz'altro interessante.
Non è per nulla perfetto.
E' molto semplice nella regia di alcune scene e finisce per ridursi ad essere una lunga lezione scolastica sui pericoli dei nazismi, ma in questo particolare momento storico il film parla diretto ai nostri cuori spiegandoci dove e come possono crearsi certe violenze.
Comunque una pellicola che ti rimane dentro.
gio

 
Alle 9 marzo 2009 12:37 , Blogger La Mente Persa ha detto...

PS: non ho ancora letto le critiche di The Watchmen ma lo andro' a vedere :)

 
Alle 11 marzo 2009 17:00 , Blogger Regina Madry ha detto...

Ma sai che anche io ho molto rivalutato Eyws Wide Shut dopo averlo visto al cinema? lì per lì mi era sembrato uno svarione del genio, poi, invece, riflettendoci...perfino la battuta finale della Kidman ha un perchè !(come vedi io sento per Kubrick quello che tu senti per Bukowski, altro che bigliettini della spesa...) ;-)

 
Alle 11 marzo 2009 20:03 , Blogger Alligatore ha detto...

@ReginaMadry
Il cinema va visto al cinema, a tutti i costi, in particolar modo film come quelli di Kubrick, pensati, creati, ripensati per il grande schermo. Mi rifiuto di vederlo sulla piccola tv di casa (sempre troppo piccola per me).
Quanto ai biglietti della spesa, ci vuole talento anche per scrivere quelli, credimi.

 

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