martedì 3 dicembre 2013

Due parole con gli anhima

Per la prima volta in palude, annuncio con grande piacere, gli anhima. Storica formazione fiorentina, autentico rock italico, attiva fin dall’esplosione grunge (a quei tempi venivano definiti, con tipica semplificazione giornalistica,  “i Pearl Jam italiani”, e allora ci poteva anche stare). Presentano su questi schermi 18 anhima, un grande album, pieno di canzoni, suono, suggestioni, frutto di 18 anni di vita artistica. Nel cartonato sono presenti sei pezzi provenienti da Toccato Dal Fuoco del 1995, cinque da Impossibile Mutazione del 2000, e cinque recenti canzoni. Tutto mescolato, senza confini, a dimostrazioni della compattezza del disco e del progetto anhima.
Dato alle stampe in autarchia, con il supporto della bella realtà toscana di ABuzzSupreme, 18 anhima è un disco diretto e fresco, con chitarre in gran spolvero, una sezione ritmica ben presente, e degli ottimi testi cantati in italiano dalla voce sicura di Daniele Tarchiani. In apertura un pezzo-manifesto, dall’esplicito titolo di Orgoglio Punk. Con questa canzone, recente, gli anhima sembrano gettare un ponte tra quello che sono stati e quello che saranno, congelando il momento. La mia coda non riesce a stare ferma, pezzo dopo pezzo di un best of che è molto più di il meglio degli …anhima, anhima, anhima. Pronti?
PERCONOSCERLI MEGLIO 

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , ,