
Bello, bello, bello! Leggendolo ho spesso pensato a questo. Parlo di
C'era il mare, libro di Fulvio Ervas, uscito da qualche settimana per la
Marcos Y Marcos. Ancora una volta un'indagine dell'ispettore Stucky,
che sicuramente conoscerete per l'interpretazione di Battiston nel film
(prima romanzo di Ervas) Finché c'è prosecco c'è speranza, ma che vi
consiglio di approfondire in tutti i romanzi dello scrittore veneto. In
C'era il mare l'indagine si divide in due, tra la sua Treviso e Venezia,
in particolare Porto Marghera. Infatti il libro si dipana in capitoli
alternati, semplicemente intitolati Treviso, Marghera, Treviso, Marghera
... in una città fanno fuori un giornalista in pensione, nell'altra un
ex operaio di Porto Marghera. Non due persone qualsiasi: il giornalista
aveva fatto articoli forti sull'inquinamento e non solo, l'operaio era
stato un leader sindacale. A Treviso indaga Stucky, a Venezia Luana
Bertelli. A un certo punto c'è un terzo omicidio, di un avvocato, anche
lui in pensione, un omicidio a metà strada, che unirà inevitabilmente le
due indagini. Bello, veramente bello. Perché ha il sapore di un
classico, fin dalle prime pagine, perché sembra già un film (inevitabile
pensare a Battiston, mentre lo si legge), perché racconta un bel pezzo
di storia d'Italia, Porto Marghera e le lotte operaie, una città
industriale nata cento anni fa, sul finire della Grande Guerra, perché
lo fa con una coscienza e conoscenza di classe. E poi la storia (che
incontra la Storia) è davvero appassionante. Si rimane con gli occhi
incollati alle pagine del libro fino alla fine. Una bella impressione.
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Etichette: C'era il mare, Classe operaia, Film, Finché c’è prosecco c’è speranza, Fulvio Ervas, Giuseppe Battiston, Libri, marcos y marcos, Porto Marghera, Treviso, Veneto, Venezia