lunedì 8 luglio 2013

Due parole con The Child of a Creek



Per la terza volta in palude (se non è un record poco ci manca) ritorna, graditissimo ospite, The Child of a Creek, per presentare il suo nuovo sofferto disco: The Earth Cries Blood, titolo esplicito a rappresentare un male dentro molto forte. Ritorna a pubblicare con la Seahorse Recordings, bella realtà delle indie italiche, dopo il precedente disco uscito con una label danese, ritorna con la solita intensità e la forza di fare tutto da solo: Lorenzo Bracaloni, cantautore toscano, ha scritto, suonato, cantato, composto, arrangiato, mixato e prodotto artisticamente in perfetta solitudine questo suo nuovo album.
The Earth Cries Blood è ricco di una tensione emotiva impressionante, capace di smuovere l’animo umano, quasi un’opera di rock acido dilatato/dilatante, dove la voce si confonde con gli altri strumenti musicali, quali chitarre elettriche e acustiche, un flauto, un piano classico e uno elettrico, organi, sintetizzatori, più il magico incontro con la voce di donna, quella di Pantaleimon (già con i Current 93), nella splendida Don’t Cry to the Moon. Un album fatto in maniera artigianale, da ascoltare e riascoltare, per coglierne meglio l’essenza. E per farlo ancora al meglio, seguiteci nell’intervista che va ad incominciare. Pronti?  

Etichette: , , , , , , , , , , , , ,