Tra poco in palude i Karne
Murta, anfetaminica band di Parma per la prima volta su questi schermi. Nati
sul finire del secolo scorso, hanno la forza trasgressiva e iconoclasta dei ’70,
ma anche la capacità di creare immagini brucianti tipica dei nostri giorni. La
copertina del disco lo prova: perfetta nel riassumere la baraonda di suoni,
colori, provocazioni della loro musica. Sì, Swingin’ Taboo, questo nuovo disco
dato alle stampe per la
Masnada Records, è così: una miscela di musica con un sacco
di riferimenti spazio-temporali dal rock delle origini allo swing, la
world-music accanto al jazz, il tutto senza dimenticare il punk …
Prodotto da loro stessi
con Andrea Rovacchi, Swingin’ Taboo è stato registrato e mixato al mitico
Bunker Studio di Rubiera (Re), e vuole rappresentare la continuazione del
precedente Dirty Swing di due anni fa, sia nello stile musicale, sia nelle
storie raccontate. Mescolanza di lingue e dialetti, dall’inglese per il loro
rock’n’roll alle rime in arabo, e poi il francese e lo spagnolo, l’ucraino,
l’italiano. Tutte le canzoni sono poi diligentemente riportate nel meraviglioso
libretto interno, che supera in audacia e accostamenti incredibili la già
sconvolgente copertina. Credo ci divertiremo con i Karne
Murta, le premesse ci sono tutte. Pronti?
PERCONOSCERLI MEGLIO Etichette: Andrea Rovacchi, Bunker Studio, Dirty Swing, Due parole, Emilia Romagna, Intervista, Jazz, Karne Murta, Masnada Records, Parma Rock, Punk, Reggio Emilia, Rock’n’roll, Ska, Swing, Swingin’ Taboo, World-Music