Dylan Dog quanto tempo è passato
Sono passati quarant’anni dal primo numero di Dylan Dog, l’indagatore dell’incubo. Non ho iniziato subito a leggerlo, sono sincero, ma qualche anno dopo, però ho tutti i numeri a partire dal n. 1 al numero non so che (ho smesso negli anni covid). Sì perché a un certo punto ho completamente smesso di leggerlo, io che non mi perdevo un numero. Si era esaurita la spinta creativa dei primi numeri da un bel pezzo, molte cose erano diventate routine, non era più quello degli inizi e pure io ero cambiato.
Ho un ricordo di un numero nell’estate del 1993 dove i fantasmi del passato nazista ritornavano a galla. Mi ricordo di essermelo portato al mare, con amici più grandi di me, impegnati politicamente e di come lo accolsero bene, leggendolo accanto ai loro libri di storia e filosofia. Ma non è il solo un numero di Dylan Dog con dentro la politica, gli intrecci tra storia e attualità, con mostri veri che saltavano fuori dalla mente del suo creatore Sclavi o da altri colleghi che si alternavano ai testi e/o disegni. In questi giorni ho preso il numero del quarantennale, con le 4 copertine diverse da trovare dentro le buste sorpresa. La classica, disegnata da Gianluca e Raul Cestaro, attuali copertinisti, quella di Claudio Villa, il primo (si trova 1 ogni 4 copie) quella di Corrado Roi geniale disegnatore venuto dopo 1 ogni 40 copie), quella di Angelo Stano, che ha il record di cover illustrate (1 ogni 400 copie). Ne ho presa solo una e ho trovato quella meno rara, ma non ne cercherò altre. E voi l’avete preso? Che ricordo avete di Dylan Dog?
Etichette: 40 anni, Claudio Villa, Corrado Roi, Dylan Dog, Fumetti, Fumetti Bonelli, Nazismo


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