In palude con Maurizio Marisco - Mauro Tondini
NOTE SUL DISCO
Artisti: Maurizio Marsico Mauro Tondini
Titolo !?
Genere: pop sperimentale
Città: Milano
Data di uscita: 14-11.25
PRESENTAZIONE
Torna l’intervista in diretta, torna con un caro amico, quale è Maurizio Marsico, musicante milanese sperimentatore e pop, da sempre in mezzo alla musica con passione e talento. Assieme a Mauro Tondini (ex Tipinifini), suo collaboratore, ha fatto sto disco particolare !?. E se vi sembra particolare il titolo, dovreste sentire cosa contiene. Pop, elettronico, ironico, barocco, filmico (i Tenebaum?), prog… nessun titolo per i 9 pezzi, ma semplicemente la durata del pezzo stesso, a parte l’ultimo malinconico pop senza tempo Wailing Wall cover di Todd Rundgren + Velho Ateu di Eduardo Gudin e Roberto Riberti.
Parliamone con Maurizio Marsico e Mauro Tondini, pronti per l’intervista in diretta, nei commenti del post stesso (se volete potere partecipare anche voi). Facciamo partire !? e discutiamone suvvia!
Etichette: !?, Classica, Intervista in diretta, Intervista in palude, Maurizio Marsico, Mauro Tondini, Milano, Nonsense, Pop, Sperimentale, Tipinifini

45 Commenti:
Ritorna l'intervista in diretta nella palude dell'Alligatore.
Maurizio Marsico e Mauro Tondini a presentare !?
Un titolo particolare, con un punto esclamativo e un punto di domanda.
Ciao Diego, Mauro purtroppo ha avuto un impegno inderogabile per cui sono solo
E io vi chiedo: ci siete, punto esclamativo.
Ciao Maurizio, bentornato in palude.
Maurizio è già stato in palude diverse volte, e più di una a presentare il disco in diretta, come questa sera.
Per questo (ma non solo) ho voluto avere lui per riproporre l'intervista in diretta.
Ma tra poco ci raggiungerà Massimo Mascheroni degli ODRZ che ha suonato con me e Jan M.Iversen a Bologna al Festival Angelica dove come Monofonic Orchestra ho presentato il lavoro Variazioni Variabili e tra l'altro ha suonato nel secondo brano di !?
Buonasera. Ho avuto la fortuna di averlo ascoltato in anteprima e confermo. Un tritatutto di generi e atmosfere, ricchissimo di spunti e richiami. Senza mai cadere nell’ovvio.
Comunque ci sono !?
Ciao Massimo, grazie di essere qui anche tu questa sera.
Grande serata, immaginavo sarebbe stata movimentata.
Ciao Massimo e grazie di accompagnarmi questa volte nella palude dell'alligatore
Condivido. Direi che conoscendo Maurizio, direi che lui e l'ovvio sono su due pianeti diversi.
Grazie a tutti voi, presenti adesso e a chi arriverà dopo ...intanto io faccio ripartire in cuffia il disco. del quale stiamo già parlando.
E quando sei pronto Maurizio, parto con le domande su !?
prontissimo
Allora vado con la prima: come è nato questo vostro disco?
E' nato dall'idea di fare un intero disco a partire dalla struttura armonica di un'antica danza lusitana del seicento: La Follia, una danza nata come propiziatoria nei riti della fertilità, poi in corso d'opera le cose sono un po' cambiate, ma non l'intenzione di fare un disco quasi totalmente strumentale dove i testi eventuali fossero all'osso e spesso fuor di senso e fuor di senno.
Anche l'idea che nessun brano tranne l'ultimo avesse un titolo ma solo la sua durata segue in un certo senso la direzione iniziale
In effetti, ascoltando in cuffia si sente questo essere off off
Massimo, io faccio le domane a Maurizio, ma se vuoi intervenire (anche a gamba tesa) o fare tu qualche domanda, fai pure. Non temiamo il caos, anzi!
Perché la follia? Strano di questi tempi ...
Ti ringrazio, domande non ne ho anche perché ne abbiamo parlato molto durante questi mesi e sono parte in causa sulla stesura del brano “barocco” che, come dice Maurizio, ha dato il via al disco. Ci abbiamo messo del nostro meglio per cercare di “rovinarlo” ma la melodia è talmente forte che non c’è stato verso.
Diciamo che c'è follia e follia. La follia dei poeti e quella dei pazzi criminali assolutamente priva di fascino. Infatti criminalizzano i rave mentre i bulli squinternati governano il mondo
Immagino a chi ti stai riferendo :)
Come mai questo titolo? …. Un punto esclamativo e un punto interrogativo.
Sì è vero Massimo appare nel brano "Three minutes & 24" e il loro contributo ci è piaciuto tantissimo...
Three minutes & 24 è un pezzone, uno dei miei preferiti del disco. Classicheggiante, flauto, tamburi, organetto, cosa altro? ... magia pura. E poi che sezione ritmica. Direi che ne dobbiamo parlare con voi due... ditemi qualcosa.
I significati di un titolo in fondo impronunciabile, come lo chiami punto esclamativo o punto interrogativo oppure affermazione interrogativa ? oppure meglio, non lo chiami affatto perché il solo fatto di dirlo è come un modo di dare un titolo fuorviante, in un certo senso un "programma" all'ascoltatore, che invece ha il diritto di percepirne soggettivamente il senso come meglio crede.
Per chi fosse interessato a saperne di più sulla Follia https://it.wikipedia.org/wiki/Follia_(tema_musicale)
Three minutes & 24 grazie al fragore dei tamburi di Massimo e Antonio lo apparenta alla Sarabanda di Handel anch'essa ispirata alla Follia, come reinterpretata da Kubrick nel suo Barry Lindon
Quando Maurizio mi parlò di un suo nuovo lavoro mi chiese la partecipazione in uno dei brani e mi mandò la traccia. Appena la ascoltammo ci vennero subito alla mente atmosfere alla Barry Lyndon e quindi aggiungemmo per prima cosa le rullate di tamburi. Le successive “incursioni distruttive” sono invece una sorta di marchio di fabbrica ODRZ. Ci piace molto creare una sorta di discrepanza fra melodia e rumore e pensiamo di aver raggiunto il risultato
Infatti, quei tamburi colpiscono assolutamente, e danno un tocco di filmico, come anche in altri pezzi, ma forse non così fortemente come in Three minutes & 24
E per rispondere a Massimo, quei tamburi sono perfetti, e le incursioni distruttive, sono sempre apprezzate, come in Starless Variations, altra vostra collaborazione della quale abbiamo paralto qui qualche anno fa.
Come è stata la genesi di !?... dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?
Grazie! E grazie sempre a Maurizio che spesso mi vuole al suo fianco
Anche "Four minutes & 9" è un tema ispirato alla Follia dove la voce la pensavo come un ibrido impossibile tra Edoardo Bennato e Carmelo Bene
Senza fretta. Lunga ma divertente. Con un inizio sprint, una rapida inversion a U poi una lenta gestazione e infine voilà. Credo che ci abbiamo messo quasi quanto i Pink Floyd a fare The Dark Side of the Moon..però a nostra difesa posso dire che noi eravamo soltanto in due a fare tutto
Four minutes & 9 è un altro pezzone, con un testo, sì, molto ironico e surreale da te declamato Maurizio. Spettacolare!
E’ figlio di un’epoca bipolarmente estremistica, in cui troppa tracotante assertività andrebbe bilanciata spesso se non sempre dal potere salvifico del dubbio. Il “beneficio” del dubbio diventa essenziale in questi tempi di amnesie collettive e di post verità. Il beneficio del dubbo è un modo come un altro per iniziare a disarmare le insidiose prepotenti parole d’odio che incendiano gli animi. Anche questo è compito dell’artista che come un trickester danza dall’apollineo al dionisiaco e viceversa.
Solo in due? ... ad ascoltare il disco non si direbbe.
Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione di questo disco?
Ciao Maurizio. ci sei?
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