giovedì 29 gennaio 2026

50 anni dal rogo di Ultimo tango a Parigi

 

Continuo ad essere affascinato da sta pellicola, Ultimo tango a Parigi, forse più per la sua sorte che per altro… ma voglio rivederlo e vi dirò se dopo tanti anni il film maledetto di Bernardo Bertolucci è ancora valido oppure no. Intanto oggi parliamo della condanna al rogo, cinquant’anni fa come oggi.

Il 29 gennaio del 1976 la cassazione confermò la sentenza definitiva, condannando il film di Bertolucci al rogo, come una strega. Osceno e contrario alla moralità pubblica, si legge nella sentenza. Il regista fu condannato alla sospensione dei diritti civili, l’interdizione dal voto per cinque anni e una condanna a quattro messi con la condizionale.


Dal rogo per fortuna si salvarono tre copie, che consentirono poi, molti anni dopo, di vedere Ultimo tango a Parigi liberamente, prima al cinema e poi in tv e su tutti i supporti. Una vicenda emblematica di un periodo dove c’erano molte sentenze politiche (pensate al Pasolini di Salò) di stampo conservatore per non dire di peggio. Un clima oscurantista nell’Italia anni Settanta, non mille anni fa, che ci fa riflettere. Probabilmente un film così oggi non verrebbe manco pensato. Non solo perché ci manca un Bertolucci.

E voi che ne pensate? L'avete mai visto Ultimo tango a Parigi? Secondo me sarebbe da proiettare in tutti i cinema d'Italia, per ridare dignità a una pellicola che comunque ha fatto Storia.
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    


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12 Commenti:

Alle 29 gennaio 2026 alle ore 07:42 , Blogger Stefania ha detto...

I miei genitori erano andati a vederlo quando uscì al cinema.
Dopo un po' uscirono dalla sala insieme a tanti altri

 
Alle 30 gennaio 2026 alle ore 15:44 , Blogger Alligatore ha detto...

Buono che siano andati a vederlo, spiace che siano rimasti delusi. Per quei tempi era sicuramente un film che poteva sconvolgere un pubblico medio, anche se, rispetto a quello che si è visto dopo, in tutti gli anni a venire, le scene di sesso/nudo esplicito erano una piccola parte. Io lo visto in tv, credo negli anno '80/'90, quando venne giustamente riabilitato. Forse lo vidi con i miei genitori.

 
Alle 30 gennaio 2026 alle ore 17:02 , Blogger Farfalla Legger@ ha detto...

Pettegola come sono:
Etichettato da @moderation.bsky.app.
🤣🤣🤣
Anche io lo vidi in TV. 💚👋

 
Alle 30 gennaio 2026 alle ore 17:41 , Blogger Cavaliere oscuro del web ha detto...

Nel bene e nel male, una pellicola che ha fatto tanto parlare.

 
Alle 31 gennaio 2026 alle ore 15:07 , Blogger Alligatore ha detto...

Hai ragione, bluesky è un social di bachettoni, mi censurano qualsiasi copertina di disco con tot pelle fuori. Anche per questo mi sembra un social poco affidabile. Sì in tv per tanti. Sarebbe bello facessero una riedizione al cinema.

 
Alle 31 gennaio 2026 alle ore 15:08 , Blogger Alligatore ha detto...

Io penso alla fine più nel bene che nel male. Però sì, ha fatto tanto parlare.

 
Alle 1 febbraio 2026 alle ore 16:46 , Blogger kermitilrospo ha detto...

Non l' ho mai visto, forse perché la storia che racconta non mi interessa. Per quanto ne so oggi un film del genere che contiene scene "iconiche" che lo resero famoso (grazie alla censura) oggi passerebbe inosservato... forse.

 
Alle 2 febbraio 2026 alle ore 10:24 , Blogger redcats ha detto...

L'ho visto e manco me lo ricordo, o meglio ricordo che finisce male,e comunque il ricordo è legato anche alla rabbia di Maria Schneider che fu sottoposta a sua insaputa ,senza essere consultata , a questa scena e ne rimase segnata.
Non mi piace.

 
Alle 2 febbraio 2026 alle ore 21:25 , Blogger Alligatore ha detto...

Credo che ti piacerebbe, in quanto un film sulla libertà sessuale, allora "di moda" e sui suoi limiti. Direi estremamente sbagliato fare paragoni sulle diverse epoche: ciò che faceva scandalo allora è ben diverso da ciò che fa scandalo allora. Resta la colonna sonora, la fotografia, la regia magiatrale di un maestro che hanno tentato di fermare ma non sono riusciti.

 
Alle 2 febbraio 2026 alle ore 21:34 , Blogger Alligatore ha detto...

Sono stade dette molte cose su quella scena, di sicuro l'attrice sapeva la storia del film, magari non necessariamente di tutte le scene sapeva dove sarebbe andata a parare e cosa le sarebbe stato chiesto di fare (spesso succede, perché il regista vuole ottenere delle reazioni particolari). Non era un porno e non c'è stata violenza sessuale, questo è assodato. Sul set, oltre al regista, di film che hanno fanno epoca, anche un attore e un direttore della fotografia conosciuti per la loro professionalità (Brando e Storaro). Il film del 1972, la "rabbia" di Maria è del 2007, in un'epoca completamente diversa.

 
Alle 14 febbraio 2026 alle ore 22:16 , Blogger Marghi ha detto...

Grande cinema: regista, sceneggiatura, fotografia, attore protagonista. Semantica profondissima, dove lo "scandalo" è solo un veicolo simbolico verso aperture alte e fragili. Paradossalmente, anche un film so amore e disamore (ma in francese è più bello, anamour, à la Gainsbourg ). Uno sguardo completamente e ostinatamente antiborghese. Non poteva e non può piacere a tutti, né allora né oggi.

 
Alle 17 febbraio 2026 alle ore 01:28 , Blogger Alligatore ha detto...

Ben detto Marghi e ben arrivata in palude. Un film antiborghese assoluto, quindi un film che ha dato e da ancora fastidio a chi è borghese. Ostinatamente! ... ah, l'anamour!

 

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