giovedì 4 marzo 2021

In palude con Luca Burgalassi

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE Blues / Folk / Americana / Acoustic Rock

DOVE ASCOLTARLO Spotify, Itunes, Deezer, …

LABEL indipendente

PARTICOLARITA’ registrato e masterizzato negli Stati Uniti

SITO - IS FB

CITTA’ Yorktown, Virginia

DATA DI USCITA 14/10/2020

L’INTERVISTA

Come è nato Come To My World?

L’album è stato composto, registrato e mixato a Yorktown in Virginia nella primavera del 2020, nel momento del primo lockdown dovuto al Covid -19, in una situazione quasi surreale, in cui il tempo si è dilatato e i rapporti sociali si sono congelati.

Come mai questo titolo? … che vuol dire?

“Come To My World,” che significa “Vieni nel mio mondo”, è un invito a seguirmi nel mio percorso musicale ed emotivo. Dal momento che non era possibile proiettarsi all’esterno, il focus dell’album si rivolge verso l’interno, alla scoperta di un mondo fatto di tante sfaccettature e colori diversi. Un viaggio interiore, non solo attraverso vari generi ed atmosfere musicali, ma anche tra emozioni e sensazioni contraddittorie e contrastanti: un percorso introspettivo, dettato anche dal downtime del lockdown.

Come è stata la genesi dell’album, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?

L’album si sviluppa da una serie di idee musicali che avevo in bozza da alcuni mesi e che durante il lockdown mi sono deciso ad approfondire, elaborare e completare e da nuove composizioni scritte in quei giorni. L’idea del concept nasce dalla title track, Come To My World uno slow blues con il testo incentrato sulla carenza di comunicazione, l’impossibilità di entrare nella mente degli altri e capire in maniera profonda il mondo interiore anche di chi ci sta vicino.

Ho messo insieme quindi i vari brani, blues e non, tutti legati dallo stesso filo conduttore: le emozioni scaturite dal lockdown e dalla pandemia.

Ci sono infatti My Loving Babe un blues giocoso in 5/4, dove scherzosamente si affronta il tema della impossibilità di suonare dal vivo, il brano si riferisce in questo caso allo strumento, la chitarra, che strugge per uscire la sera. 

Endless Rain che descrive l’arrivo di un cataclisma naturale, un uragano, che semina distruzione che solo l’amore tra le persone potrà ricostruire.

Your Lullaby una ninnananna per tranquillizzare dalle ansie e dalle paure.

Notte un brano strumentale per piano (Valentina Sorbera) e archi (Holly Kirsten), che simboleggia la calma tragica e contemplativa della notte, simbolo anche della morte.

Song in The Distance scritta realmente a distanza tra USA e Italia, che parla del potere della musica di trasferire emozioni a persone lontane nello spazio e nel tempo.

Home altro strumentale per chitarra che simboleggia la nostalgia e il dolore per l’Italia vista dagli States e in preda alla prima ondata della Pandemia.

Per quanto riguarda la realizzazione, data la condizione di social distancing, mi sono trovato a suonare quasi ogni strumento, registrando e mixando con tutto quello che avevo a disposizione, fino ad ottenere i dodici brani finali. Il mix finale e’ stato poi masterizzato in uno studio in Virginia specializzato in musica folk e acustica dove ha registrato tra gli altri il chitarrista acustico Tommy Emmanuel.

Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco?

La nascita di Song In The Distance è stata inaspettata e sorprendente. Stavo scrivendo a Lily Prigioniero, cantautrice americana che vive a Firenze da molti anni. Era rimasta bloccata per mesi negli USA, non sapendo come rientrare in Italia a causa del blocco dei voli. Poi finalmente rientrata, si trovava in isolamento in quarantena. Parlavamo di pandemia, disagi e di musica ovviamente e ci dicevamo che sarebbe stato interessante realizzare una canzone insieme: “a distanza” purtroppo, date le circostanze. Song In The Distance… potrebbe essere il titolo della canzone, le dissi scherzando. Mezz’ora dopo avevo la musica che le inviai immediatamente e la mattina successiva lei mi mandò il testo.

Se  fosse un concept-album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse?

Come To My World è effettivamente un concept album in cui anche la scaletta dei brani rispecchia un percorso preciso e non casuale.

Il disco si divide in due metà, come se fossero due facciate di un vinile, ognuna è una giornata.

Inizia con My Loving Babe, Climb Up High, che significa “Sali in alto”. Nasce proprio da una progressione armonica sempre crescente ed il testo è ispirato all’anniversario del Moon Landing del 2019, un invito a superare i propri limiti e a puntare in alto.

Avvicinandosi alla notte si trova Your Lullaby e infine il brano strumentale Notte che chiude la prima parte.

Seven apre la seconda parte dell’album. Come una cabala, completamente imperniato sul numero sette, simbolo di perfezione e completamento. Sette giri di sette battute in sette quarti. Sono le sette di mattina e mentre il sole illumina la terra come da miliardi di anni, noi si fa fatica a svegliarsi e a capire il senso delle giornate.

La seconda parte si sviluppa sul tema della distanza con Song In The Distance e sull’introspezione come in The Real Me un country blues basato su un riff ostinato di resonator guitar e armonica (Rob Oliver), arrangiato come se fosse una family band che improvvisa nel cortile di casa con strumenti e percussioni spontanee: le mani sulle gambe, la washboard, una bottiglia, e che in sostanza dice che anche cercando di accontentare tutti alla fine il proprio io si manifesta sempre prima o poi.

In chiusura la title-track Come To My World e le due canzoni contrapposte Tidewater Attitude e Home.

La prima Tidewater Attitude parla della Virginia vista con gli occhi di un europeo, con i suoi paesaggi, i suoi personaggi storici, le sue tradizioni e contraddizioni, tra blues e Irish folk, Pocahontas e Ella Fitzgerald, due donne che hanno fatto la storia ma che rappresentano anche le minoranze etniche e le tensioni sociali ancora molto attuali. Non a caso si parla di blues, jazz e Irish Tunes ma il sound è più europeo, un gipsy jazz contaminato. In questa canzone figurano come ospiti molti musicisti americani (Michael Glass, Bobby BlackHat, Pamela Joe Sward, Valentina Sorbera, Holly Kirsten, Rob Oliver) che hanno suonato con me negli anni passati e che ho voluto inserire nel brano dedicato a questo stato meraviglioso.

La seconda canzone Home, lo strumentale per chitarra che chiude la seconda e ultima parte del disco e che simboleggia l’Italia vista da lontano.

C’è qualche pezzo che preferisci? Qualche pezzo del quale vai più fiero di Come To My World? … che ti sembra  ideale da fare live?

Sono molti i brani che amo in questo album, ognuno per una ragione diversa.

Mi sono divertito molto a registrare Seven, con tutti i suoi intrecci di strumenti, dalla fisarmonica, al violino, all’organo.

Mi sono emozionato a suonare Home con in mente le notizie tragiche in arrivo dall’Italia. Mi sono commosso sentendo l’interpretazione del piano e degli archi di Notte.

Climb Up High per il parallelismo tra la musica e il testo.

Lullaby è forse uno dei brani ai quali sono più’ legato, sia per il testo che per l’atmosfera che crea.

Come è stato produrre questo disco? Chi hai avuto vicino maggiormente?

Anche dal punto di vista della produzione dell’album il lockdown ha influito parecchio.

Il disco è stato effettivamente realizzato molto in solitudine. Io stesso mi sono occupato, oltre alla composizione, anche della registrazione e arrangiamento dei brani. Nonché l’esecuzione di quasi tutte le parti, iniziando dalle chitarre acustiche che sono un po’ la struttura portante dei brani, la base ritmica, basso e batteria e i vari colori, dati principalmente apportati dagli strumenti folk (banjo, harmonica, mandolino, slide guitar, dobro, violino, fisarmonica), dalle chitarre elettriche e  dal piano, organo, archi e percussioni. Tutto è stato registrato live, usando strumenti reali microfonati. Infine le armonie vocali che ricoprono una parte importante dell’arrangiamento dei brani.

Copertina molto semplice e diretta. Come è nata? Chi è l’autore?

La copertina rispecchia l’idea del concept, un mondo immaginario, stilizzato, raffigurato di getto a pennarello su un foglio. Un mondo impreciso, approssimato, a tratti caotico, e disordinato ma anche istintivo, vivo, sanguigno, ricco e pulsante. Un mondo che contiene tutti gli ingredienti, anche contrastanti che rappresentano la mia vita e il mio sentire, la musica in primis, i viaggi, la casa, il mare, la mia esperienza di ingegnere, e la mia vita a cavallo dell’oceano.

Come presenteresti il disco se fosse possibile?

Il miglior modo per presentare il disco è suonarlo dal vivo, cosi come ho fatto per i dischi precedenti. Adesso non è semplice, ma alla fine il concerto è il miglior modo per far immedesimare il pubblico con le composizioni, magari spiegando cosa c’è dietro alle canzoni e ai testi. Quando compongo penso spesso a delle immagini o dei video che accompagnano le canzoni possono aiutare il pubblico a entrare più profondamente in sintonia con le tematiche che cerco di esprimere.

Come se la passa la musica indie oggi?

Credo che ci sia tanta creatività e tanta energia che meriterebbe di essere più valorizzata, sostenuta e incentivata, ma che trova veramente difficile farsi strada nelle piccolissime nicchie ed iniziative personali degli appassionati e amanti. Con un mercato sempre più mainstream e globalizzato, in cui i canali principali sono praticamente inaccessibili.

 

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13 Commenti:

Alle 4 marzo 2021 23:15 , Blogger Alligatore ha detto...

Ecco un altro disco figlio del locldown, in un certo senso... come spiega Luca, il suo disco è nato dall'isolamento del primo lockdown, quando il musicante livornese si trovava in Virginia.

 
Alle 4 marzo 2021 23:17 , Blogger Alligatore ha detto...

Dodici pezzi di blues contaminato, scritti quasi tutti dal Burgalassi, che in gran parte li ha pure suonati tutti (voce/chitarra/piano, mandolino, fisarmonica, banjo...

 
Alle 4 marzo 2021 23:18 , Blogger Alligatore ha detto...

Come dice lui, è veramente difficile scegliere il migliore, anzi, la canzone preferita, perché c'è l'imbarazzo della scelta.

 
Alle 4 marzo 2021 23:22 , Blogger Alligatore ha detto...

Ha ragione anche riguardo Your Lullaby, pezzo dalla calda atmosfera corale. Ballata intensa, con, oltre la chitarra, il mandolino e la fisarmonica in primo piano.

 
Alle 4 marzo 2021 23:26 , Blogger Alligatore ha detto...

Mandolino e fisarmonica,che troviamo anche in Seven (ma ci sono anche banjo, violino, armonica, l'organo...), altro pezzo dall'atmosfera senza tempo, moderno folk-blues divertente.

 
Alle 4 marzo 2021 23:31 , Blogger Alligatore ha detto...

Atmosfera blues con chitarra e armonica in primo piano anche nel pezzo che apre, My Loving Babe, a raccontare con ironia l'impossibilità di uscire.

 
Alle 4 marzo 2021 23:35 , Blogger Alligatore ha detto...

Pezzo pandemico al pari di Song in The Distance, con armonica malinconica, come del resto chitarra e voce, per questa canzone scritta con l'americana in Italia Lily Prigioniero, e lui "prigioniero" negli Usa.

 
Alle 4 marzo 2021 23:39 , Blogger Alligatore ha detto...

Gran pezzo anche la title-track, blues classico, voce/chitarra ritmo , armonica, organo .... e l'invito di entrare nel suo mondo. Come To My World è un pezzo sull'incomunicabilità, che ricorda Paolo Conte.

 
Alle 4 marzo 2021 23:40 , Blogger Alligatore ha detto...

Gran bel disco insomma, di un bluesman onesto che ci darà ancora molto, spero...

 
Alle 6 marzo 2021 17:36 , Blogger alberto bertow marabello ha detto...

Molto stelle e strisce, ma un prodotto molto ben curato, mi pare

 
Alle 6 marzo 2021 22:24 , Blogger Alligatore ha detto...

Dici bene Alberto: blues, sicuramente stelle e strisce, visto anche dove è stato prodotto (ma non solo per questo), e anche, sì, ben curato.

 
Alle 25 marzo 2021 19:13 , Blogger Maurizio M. ha detto...

Il blues logora chi non ce l'ha

 
Alle 25 marzo 2021 20:59 , Blogger Alligatore ha detto...

Ben detto Maurizio ;)

 

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