lunedì 18 marzo 2019

Consigli da una scrittrice in bolletta

Copia originale è un film che volevo fortemente vedere, per molti motivi mi attirava, affascinava e ha ampiamente mantenuto quello che prometteva: una storia sull'altro lato degli anni '80. Sì, perché, anche se è ambientato nel 1991, la pellicola di Marielle Heller è un film profondamente anni '80. Non quello del successo e dei colori sgargianti, delle città luccicanti da bere, ma della povertà, degli sconfitti, e, di striscio, in coda alla pellicola, dell'Aids. 
Protagonista è Melissa McCarty, nota attrice di serie tv a me prima sconosciuta, nelle vesti sfatte di Lee Israel, giornalista, scrittrice, autrice di alcune biografie di successo, finita però nel dimenticatoio. La sua agente, donna in carriera, la snobba, vorrebbe si impegnasse di più nelle pubbliche relazioni, leccasse il culo ai politici del momento alla maniera di Tom Clancy (appare brevemente a una festa, sbeffeggiato dalla Israel, che poi se ne va rubando un capotto dal guardaroba), scrivesse cose alla moda e non la biografia di attrici del muto, poco attraenti per il pubblico.
Ma lei non cede, vuole scrivere di ciò che le interessa, così finisce fuori dal giro diventando impubblicabile. Se questo non bastasse, si fa buttare fuori anche dal lavoro impiegatizio che le permetteva di pagare l'affitto, dopo avere mandato affanculo una collega e perché beveva. Una Bukowski in gonnella? Si può pensarlo.
A casa, con una gatta malata, l'appartamento pieno di mosche, sporcizia, trova per caso una soluzione ai suoi guai: una lettera autografa di un'attrice del passato. La porta in una libreria antiquaria, le frutta i soldi per pagare l'affitto e le cure veterinarie alla micia. Dopo questa prima vendita quasi casuale, le si accende in testa la classica lampadina, le si apre un mondo: quello dei collezionisti di lettere di autori e/o attori famosi. 
Da brava scrittrice che conosce bene questi personaggi, inizia a scrivere un sacco di lettere finte, dei bellissimi falsi d'autore. Con il loro stile, e falsificandone la firma, scrive lettere di tanti nomi di quel bel mondo. La cosa più divertente è che tutti (o quasi), ci cascano. Si trova così un bel numero di allocchi che pagano cifre incredibile per quei falsi, facendo il giro di molte librerie antiquarie. Ma ...
SPOILER
... ma qualcuno inizia a sospettare. E allora lei, messa alle strette e ricattata da uno dei peggiori librai, inizia a spacciare vere lettere. Qui entra in gioco l'altro personaggio del film, il dandy gay poveraccio come lei, un po' spacciatore, un po' gigolò (è magistralmente interpretato da Richard E. Grant) Jack Hock.
Jack è l'unico suo amico, un compagno di sbronze nei bar dei bassifondi newyorchesi, conosciuto a una festa anni prima. L'aiuta a spacciare le vere lettere, rubate da lei nelle biblioteche statali alle quali ha accesso in quanto giornalista. Con la scusa di fare ricerche biografiche, ruba alcuni autentici pezzi da collezione, sostituendoli  poi con dei falsi. Geniale, geniale!
Purtroppo per lei, gli avvenimenti precipitano, l'FBI inizia a indagare, Jack Hock si dimostra meno affidabile del previsto, la gatta muore e ... il crimine non paga. Almeno nei film, ma anche nella vita della povera Lee Israel, criminale nella scrittura, il settore sbagliato. Ne uscirà una biografia, che è anche il titolo originale del biopic, Can You Ever Forgive Me?

fine spoiler

Film davvero ben fatto, film underground nell'anima. Battute fulminanti, una fotografia sgranata, notturna, di una New York perdente. Una colonna sonora che vanta pezzi di Lou Reed, Pixies, Chet Baker, e tanti altri classici. E poi bello il racconto di questo personaggio fuori schema, da noi sicuramente poco conosciuto quale Lee Israel, scrittrice, giornalista, biografa, passata alla storia come falsaria per pagarsi l'affitto. Il suo amore per la scrittura, i libri, le macchine da scrivere ... contro un mondo di apparenze, falsi veri, veri falsi che Copia originale smaschera beffardamente. 
Nonostante le peripezie in fase di realizzazione (inizialmente lo doveva interpretare la sempre brava Julianne Moore e dirigere la sceneggiatrice della pellicola stessa Nicole Holofcener), è uscito un vero e proprio cult movie, diretto dalla giovane Marielle Heller. Un gioiellino ben calibrato, in una stagione piena zeppa di ottime pellicole al cinema.

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20 Commenti:

Alle 18 marzo 2019 08:20 , Blogger Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Un film davvero interessante. Ottima recensione.

 
Alle 18 marzo 2019 09:55 , Blogger fperale ha detto...

Anche noi vorremmo vedere questo perché adoriamo la McCarthy dai tempi di Una mamma per amica :) Di solito è un'attrice comica, fa piacere vedere che sta cercando di allargare le sue possibilità! Comunque se vuoi ridere (tanto) ti consiglio un altro suo film: Spy!

 
Alle 18 marzo 2019 12:11 , Blogger Elle ha detto...

Hai tralasciato il suo amore per i superalcolici nell'ultimo elenco ;)
Film molto bello e interessante, che presenta un modo diverso dal solito per faresoldi con la cultura e con le proprie capacità di scrittura! Bellissima la musica, e anche l'ambientazione fuori dal solito banalissimo tran tran ahahaha. Veramente uno dei bei film di questo periodo.

 
Alle 18 marzo 2019 13:33 , Anonymous accadebis ha detto...

Deve essere un bel film, e lo hai recensito molto bene nel tuo post (sei bravo e lo dico perché non molto tempo fa - fra le tante cose - ho preso una specializzazione in una scuola di giornalismo).

Io ho vissuto gli anno '80 e capisco le situazioni indicate in questo film. Infatti ho sempre pensato che la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80 erano un periodo per niente facile (come invece molti pensano). Ad esempio molti dimenticano che fra il 1973 e il 1984 c'è stata una recessione economica tremenda in tutto l'occidente con migliaia di persone in cassa integrazione o che hanno perso il posto, fabbriche che iniziavano la loro lunga crisi. E poi pensa a tutta la fase del terrorismo quando solo fra il 1978 e il 1980 le BR avevno ucciso 80 persone (fra giudici, sindacalisti, agenti di scorta ecc.)

Un salutone e alla prossima

 
Alle 18 marzo 2019 14:30 , Blogger Moz O'Clock - nerdblog retro & pop ha detto...

E che cavolo, mica lo conoscevo!
Amo i risvolti sgranati, underground e "falliti" delle scintillanti prodezze di quegli anni.
Un film che mi ha intrigato, non ho resistito e ho letto anche la parte spoiler, sebbene comunque si poteva intuire come sarebbe andata...

Moz-

 
Alle 18 marzo 2019 21:47 , Anonymous Enri1968 ha detto...

Bel colpo! Si, davvero cult!

 
Alle 18 marzo 2019 22:11 , Blogger Alligatore ha detto...

@Daniele
Grazie, se riesci cerca di vederlo al cinema.
@Fperale
Grazie del consiglio, cercheremo quel film, ci piace ridere tanto 😁
Questo film, forse un po' diverso dai suoi soliti, merita.
@Elle
Sì, beveva molto, come i grandi scrittori (da luogo comune?). Come sai, appena è finito sono stato molto soddisfatto della visione e ti ho detto: bello! Credo sia qualcosa di più, in una stagione ricca di ottimi film.
@Accadebis
Grazie per il complimento, mi fa piacere avere trasmesso le buone impressioni ricavate dal film. Ci sono molti luoghi comuni sui decenni del Novecento, secolo breve, sì, ma con molte cose dentro. Il discorso sarebbe molto complesso da fare, in genere però amo poco gli anni '80, del finto benessere, del successo, degli yuppies ... questo film mi piace anche perché, mostra che non tutti in quel decennio hanno vissuto felici e vincenti (come da slogan pubblicitario del gioco dei cavalli di quel tempo).
@Moz
Mi fa piacere averti fatto conoscere un film che non conoscevi ... in effetti ho messo la scritta SPOILER per eccesso di zelo (non rivelo nulla di quello che si può immaginare). Consigliatissimo.
@Enri1968
Bel colpo lo fa chi riesce a vederlo, come ci siamo riusciti noi.

 
Alle 19 marzo 2019 11:05 , Blogger Cavaliere oscuro del web ha detto...

La trama è molto interessante, non ci sono dubbi.
Sereno giorno.

 
Alle 19 marzo 2019 20:32 , Blogger marcaval ha detto...

Bella recensione. Cercherò di vederlo.

 
Alle 19 marzo 2019 20:55 , Blogger Nella Crosiglia ha detto...

Ho abbandonato da molto tempo la mia passione cinematografica, eppure le mie notti sono quasi tutte insonni, avrei tempo per visionare molte pellicole, ma in questo momento cerco altre cose, pur amando sempre l'arte( quando esiste) cinematografica.
Si, deve essere un film veramente interessante e penso pure a quanti scrittori o pseudo tali sono ricorsi a delle copiature per essere celebri , non avendo neppure la capacità di scrivere dei falsi. Sicuramente da vedere.
Aggiungo alla lista, non sottovalutando la colonna sonora.
Come sempre bravo il mio ALLI!

 
Alle 19 marzo 2019 21:18 , Blogger Alligatore ha detto...

@Cavaliere Oscuro del Web
Esatto, la trama è interessantissima, ma anche lo svolgimento non è da meno. Da vedere!
@Marcaval
Grazie ... credo e spero, tu riesca a recuperarlo al cine, luogo adatto a questa pellicola.
@Nella
Grazie Nella, grazie per il "sempre bravo ALLI!" e per aver colto l'importanza della colonna sonora, e di quel sottobosco tra finto e vero, tra veri scrittori e pennivendoli, che il film ha il merito di ricordare tramite la triste vita di una scrittrice incompresa, vittima del suo carattere. Una pellicola che spero riuscirai a vedere prima o poi, perché sono sicuro ti piacerà.

 
Alle 22 marzo 2019 08:42 , Blogger Babol ha detto...

Un film bellissimo, una delle sorprese più interessanti dell'ultima notte degli Oscar (ahimé, snobbato -.-). La McCarthy è inusualmente brava, in un ruolo che sembra confezionato apposta per lei e Richard E. Grant adorabile come sempre.

 
Alle 22 marzo 2019 09:06 , Blogger Alligatore ha detto...

Condivido in pieno Babol.

 
Alle 25 marzo 2019 08:05 , Blogger redcats ha detto...

Qui c'è stato due giorni ed è scomparso....

 
Alle 25 marzo 2019 20:22 , Blogger Alligatore ha detto...

Cavaoli, così poco? Nella nostra piccola città c'è stato invece più a lungo, strano 😎

 
Alle 31 marzo 2019 23:08 , Blogger Kuku ha detto...

Questo sì che è un film che mi piacerebbe vedere.
Comunque io soo contenta che non l'abbia interpretato Julianne Moore che personalmente non mi piace molto.l

 
Alle 1 aprile 2019 17:08 , Blogger Alligatore ha detto...

Non so che dirti sulla Moore Kuku, a volte è una questione di pelle, e può essere che non risulti simpatica a tutti. Io la trovo un'ottima attrice, forse però questo ruolo non era per lei, e il film, come immagini giustamente, è da vedere.

 
Alle 1 aprile 2019 17:22 , Blogger Kuku ha detto...

Certo, è questione di pelle. A me non piace perché trovo che abbia una interpretazione esageratamente drammatica ed enfatica.

 
Alle 1 aprile 2019 17:35 , Blogger Alligatore ha detto...

Ok, pensavo a un'antipatia personale ... in effetti, se penso a molti suoi ruoli in tanti film, ha avuto ruoli "pesanti". Era lei, o il personaggio? Cercherò di vederne alcuni per capirlo.

 
Alle 1 aprile 2019 18:37 , Blogger Kuku ha detto...

No, no, lei mi è simpatica, è proprio il modo in cui interpreta che mi stufa. E' anche vero che ne fa un sacco di ruoli tragici, per cui se già il ruolo è tragico e in più ci metti il carico da 11...
A parte che più invecchio e più in genere preferisco delle interpretazioni più contenute. Secondo me il grande attore non ha bisogno di calcare la mano dove non serve.

 

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