venerdì 3 novembre 2017

In palude con i Circoboia


NOTE SINTETICHE ALL`ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Post Punk, Alternative, Indie Rock
DOVE ASCOLTARLO online qui, su cd acquistabile online o ai concerti
LABEL  Autoproduzione (in Italia), Wiener Records (in Usa)
PARTICOLARITA' lingua inglese
CITTA' Grosseto
DATA DI USCITA 31 ottobre 2017
L’INTERVISTA
Come è nato questo omonimo vostro disco d'esordio?
Suoniamo insieme da anni e abbiamo scritto e registrato valanghe di canzoni spesso rinnegandole in breve tempo in una ricerca frenetica della nostra “forma” ideale. Realizzare questo disco è stato come decidere di smettere di fumare per dimostrarsi che si ha ancora il controllo su sé stessi, per poi comprendere che era necessario farlo per non autodistruggersi.
Perché nessun titolo, se non il nome della band? Per dire, noi siamo le nostre canzoni...
In un certo senso è così, queste canzoni raccontano frammenti di un arco di tempo abbastanza lungo da far sì che il nome stesso della band sia l'unico titolo adatto a raccoglierle tutte, ogni altra soluzione valutata ci è semplicemente sembrata artefatta.
Come è stata la genesi del cd, dall'idea iniziale alla sua realizzazione finale?
I brani raccolti nel disco sono stati scritti a cavallo degli ultimi anni in cui abbiamo vissuto a Milano, New York e, infine, fatto ritorno in toscana.
Liar è il più anziano e ne registrammo una versione molto acerba e molto differente già nel 2012, ma solo durante la produzione dell'album ha raggiunto quel sound blues che cercavamo.
Quasi tutti gli altri hanno iniziato a prendere forma a New York, nell'appartamento in cui abbiamo vissuto per sei mesi, durante il giorno ci dedicavamo a scrivere e arrangiare nuove canzoni, la sera suonavamo spesso in locali e stazioni metropolitane.
Doppler è invece l'ultimo brano che abbiamo composto e inserito in tracklist appena prima delle registrazioni e probabilmente segna una linea di svolta nel sound del Circo Boia... ma questo si vedrà al prossimo disco.
Avevamo le canzoni e volevamo uscire dal loop di cui parlavo nella risposta alla prima domanda, quella ricerca di soddisfazione e pace dell'ultima sigaretta che si ripete all'infinito perché la soddisfazione e la pace non arrivano mai. Al tempo stesso sapevamo che non avremmo potuto farlo da soli e abbiamo deciso di affidare il lavoro a un produttore.
Gian Maria Accusani è stato sempre un nostro idolo, già dai tempi dei Prozac+ per poi continuare con Sick Tamburo e Hard Core Tamburo e quando abbiamo avuto modo di conoscerlo di persona non ci siamo fatti scappare l'occasione di sottoporgli il nostro progetto.
A causa della distanza e dei suoi molti impegni per la lavorazione dell'ultimo disco dei Sick Tamburo (Un giorno nuovo), abbiamo dovuto attendere un po' prima di affondare le mani in questo album, ma, appena iniziato, abbiamo capito subito che era la persona giusta e tutto quanto ha preso forma con una fluidità quasi magica.
Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco?

Senza dubbio ogni momento vissuto con Gian Maria rimarrà ben impresso nella nostra memoria fin da quando, arrivati davanti al cancello di casa sua, lo abbiamo visto salutarci dal terrazzo dello studio con addosso la mitica maglia dei Prozac+, come in un cameo.
Tutti gli aneddoti che ci ha raccontato durante i giorni trascorsi insieme, il feeling immediato che abbiamo avuto nel lavorare a questo progetto, l'invasione delle cimici cinesi che ha colpito il nord Italia lo scorso inverno proprio nel periodo delle pre-produzioni (Joey ha la fobia delle cimici), la lezione di yoga a 40 gradi di temperatura che Gian ha regalato a Erika e, ad ogni modo, a parte i bei momenti, è la persona che abbiamo potuto conoscere a esserci entrata nel cuore.
Se questo cd fosse un concept album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse?

Non lo abbiamo pensato come un concept album, ma effettivamente lo è nella misura in cui amore e separazione sono i temi ricorrenti, centrali nel pezzo di apertura Doppler e presenti in tutti gli altri anche se, alcune volte, invisibili in superficie.
Separazione/sofferenza/colpa/miserabilità/bugia sono le parole chiave affiancate dalla figura idealizzata del diavolo che fa spesso capolino come alleato e consolatore.
C'è qualche pezzo che preferite? Qualche pezzo del quale andate più fieri dell'intero album? … che vi piace di più fare live?

Joey: Diciamo che se potessi suonare un solo pezzo di questo disco prima di morire suonerei senza dubbio YE! HO!

Erika: Doppler che fin dalla sua fase embrionale è stato la colonna sonora di un periodo molto buio.
Come è stato a livello produttivo fare il cd? Chi citare tra i vostri più stretti collaboratori?

È stato Semplice.
Non era la prima volta che un produttore esterno alla band andava a mettere le mani sui nostri pezzi e sappiamo bene la frustrazione che arriva dal sentire il proprio lavoro filtrato e spinto in una direzione che non è neanche vagamente quella desiderata, ma appena Gian ha iniziato a lavorare con noi ci è sembrato come se fosse sempre stato nella band, muovendosi con estrema professionalità e rispetto.
Di chi è quella mano in copertina? Come vi è venuto in mente di metterla in primo piano?

La mano in copertina è di Erika, la cantante. Siamo sempre stati suggestionati dall'occulto, dall'invisibile e dalle pratiche divinatorie popolari come ad esempio la chiromanzia.
In questo disco raccontiamo molte pillole del nostro passato e del nostro presente e la tracklist è impressa tra le linee del destino, appunto, in una mano da leggere.
Come presentate dal vivo questo album?

Il nostro live è un set di circa 50 minuti in power trio e senza tanti fronzoli. Presentiamo l'intero album e altri brani nostri.
Altro da dichiarare?

Il disco esce in Italia come autoproduzione e negli Stati Uniti, in edizione speciale contenente un brano extra, con l'etichetta Wiener Records.

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9 Commenti:

Alle 3 novembre 2017 18:35 , Blogger Alligatore ha detto...

Un vero piacere avere i Circoboia in palude, per la freschezza della loro proposta musicale ... è rock sano, in dieci tracce scritte tra l'Italia e gli Usa, dove sono stati per bagnarsi di rock autentico.

 
Alle 3 novembre 2017 18:37 , Blogger Alligatore ha detto...

Inoltre il produttore è quel Gian Maria Accusani, che tutti ricordano per Prozac +, ma che è stato (ed è) molte cose ancora, a partire da produttore finissimo, di molto underground autentico.

 
Alle 3 novembre 2017 18:40 , Blogger Alligatore ha detto...

Come questo Circoboia, che è autentico fino al midollo ... in ogni traccia del cd senti questa autenticità.

 
Alle 3 novembre 2017 18:42 , Blogger Alligatore ha detto...

Penso a Doppler, che apre il disco con gran giochi di voce (si sente che è il pezzo che Erika ama di più), un gran ritmo, pestante e scontroso.

 
Alle 3 novembre 2017 18:44 , Blogger Alligatore ha detto...

Penso a Fight For Love, che sembra un classico fin dal primo ascolto (anzi, ancora prima, come titolo), ironico e iconico rappeggiare.

 
Alle 3 novembre 2017 18:45 , Blogger Alligatore ha detto...

Penso a Ye!Ho! ritmo possente per un alternative rock dal sapore godereccio per violini e tamburi (capisco perché è la preferita da Joey, che l'ama da morire ...

 
Alle 3 novembre 2017 18:45 , Blogger Alligatore ha detto...

E siamo solo ai primi tre pezzi, di un disco, avrete capito, mi piace proprio tutto ...

 
Alle 3 novembre 2017 18:50 , Blogger Alligatore ha detto...

Altre punte, da citare assolutamente: Lick The Hell dal ritmo potente e battente, per un pezzo rotondo, con il basso gran protagonista, Hellride con chitarra soffice come la voce che s'accompagna e il ritmo rock (altro pezzo che sembra un classico), She Walks Into The Fire per le suggestioni grunge, l'elettronica presente, ma non preponderante, e la chitarra ad accompagnare la voce in modo impeccabile ancora una volta ...

 
Alle 3 novembre 2017 18:52 , Blogger Alligatore ha detto...

Avrei potuto citare tutte le altre, Circoboia continua a suonare nel nostro lettore cd ... e nel vostro?

 

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