martedì 14 marzo 2017

Gang live in Bologna

Più ci penso, e più credo di aver assistito, insieme alla mia compagna Elle, a un concerto epocale. Parlo di quello dei Gang, la premiata ditta Fratelli Severini, che da sabato 11 marzo 2017 ore 22,30 (un'ora e mezza dopo l'inizio previsto: le star si fanno sempre attendere), a domenica 12 marzo ore 1 di notte, ci hanno deliziati con una dotta disquisizione in parole e musica sul '77 e dintorni. Il luogo era Bologna, proprio quarant'anni dopo l'assassinio in piazza di Francesco Lorusso, studente di Medicina e Chirurgia e militante di Lotta Continua.
Una tre giorni di incontri, proiezioni, dibattiti, reading, libri, musica, brigate cuciniere nel centro sociale Vag61, dedicate al marzo 1977, nella città simbolo delle rivolte colorate di quell'anno indimenticabile. In marzo visse lì il suo periodo più turbolento e guerrigliero, con l'assassinio di Lorusso, appunto, e le barricate e le manifestazioni dei giorni seguenti. Una ferita nella nostra Storia. Storia scritta dai vincitori, come ha giustamente sottolineato Marino Severini a inizio concerto. Ma andiamo con ordine ...

Arrivati in leggero ritardo sull'apertura delle brigate cuciniere, Elle e io ci siamo presi da mangiare: pasta la pesto con tortino di verza e patate lei, cannelloni con  ricotta al limone io, tutto molto buono. Acqua naturale lei, due bicchieri di rosso io (anche questo molto buono). Liquidato tutto in fretta e furia, perché non volevamo farci beccare dai Gang con la bocca piena. Erano circa le 21, e il concerto dei due doveva iniziare. Il Vag61 era pieno di gente, non al completo, ma quasi. Un cane maculato girava tra le panche in cerca di cibo o di una carezza, e più volte si appoggiava sul mio ginocchio. Intanto il centro sociale si riempiva all'inverosimile, con volti di tutte le età, da giovani a gente con il '77 in faccia: capelli lunghi e barbetta, o senza capelli, chiodo d'ordinanza o altre giacche scure, la kefiah, qualche bel maglione di donna; facce tra l'assonnato e il godereccio, facce che saranno di certo entrate in quale fumetto di Andrea Pazienza. Dei Gang ancora nessuna notizia, con i minuti che passavano, si trasformavano in mezzore, ore, fino alle 22,30, ora dell'inizio ufficiale del concerto (per fortuna avevano fatto il soundcheck nel pomeriggio).    
Marino e Sandro Severini sul palco, vestiti quasi come nella copertina del disco Calibro 77, venuti apposta per presentarlo. Ma prima delle canzoni dell'album, prima di arrivare al punto, prima di arrivare al '77, per Marino, voce e chitarra acustica (a Sandro il silenzio e la sua chitarra elettrica), si doveva fare un bel giro con le loro storiche canzoni. E allora vai con Bandito senza tempo, dedicata a Sante Notarnicola, scrittore, ex gestore di un pub in quel di Bologna, con un passato di bandito mitico, tra rabbia proletaria e tentate rivoluzioni. Non era fisicamente presente, ma i Gang lo avevano incontrato in giornata e si sentiva la loro commozione nell'eseguire questo pezzo. Lanciando il motto "per andare avanti bisogna tornare indietro", Marino proponeva poi un ricordo della Resistenza, "sulla quale, qui, siamo tutti d'accordo, almeno su questa, nun ci si divide", La pianura dei sette fratelli, dedicata ai fratelli Cervi, vittime del nazifascismo, Ottavo chilometro, dedicata al partigiano Wilfredo Caimmi. Su quest'uomo della Resistenza, marchigiano come i Gang, Marino faceva dell'ironia raccontando la sua tragicomica esperienza, tra ingenuità e fedeltà alla causa.  Poi una canzone di Guccini su di un partigiano (non riesco a ricordane il titolo), e infine l'esaltante Alle barricate, recente loro pezzo (è nel disco Sangue e Cenere del 2015), dedicata alle Barricate di Parma, momento storico alto (agosto 1922), con la prima vera sconfitta del fascismo a opera di eroici militanti che lo individuarono subito come un pericolo da estirpare. Momento storico esaltante, tanto quanto questo passaggio del concerto, con la chitarra di Sandro a fare magie.
Tornare indietro per andare avanti. Ecco allora l'elogio degli operai, quelli che non ci sono più, quelli "che lottavano per la dignità, e non semplicemente per 50 euro in più". Retorica di Marino? Forse sì, forse no, certo che Non finisce qui, brano di denuncia sugli operai morti di tumore, dopo una vita passata in fabbrica a respirare amianto, non è retorica, ma devastante verità. Puntuale parte poi Sesto San Giovanni, storica canzone contenuta in Storie d'Italia, tra i miei loro dischi preferiti (è del 1993, venne scritto con Massimo Bubola, anche in veste di produttore), quindi Marenostro, dal recente Sangue e cenere. Anche qui poca retorica, nel richiamare alla memoria le stragi degli immigrati nel Mediterraneo. Molti riferimenti alla nostra realtà politica, tra un pezzo e l'altro. Un richiamo alto al sogno e all'utopia, contro i nuovi fascismi, per un rilancio di un pensiero autenticamente di sinistra. Fuori dai partiti, partendo da noi stessi. Forse troppo facile, ma fedele allo spirito del '77, nella serata e nel posto giusto per cantarlo ... e allora, cazzo, arriviamoci a 'sto '77.
Ci arriviamo con Paz, canzone dedicata ad Andrea Pazienza (anche su di lui non ci si divide, almeno qui ...), secondo Marino, l'ultimo maître à penser di una generazione. Forse lo stesso Andrea avrebbe riso in faccia a Marino, sentendo il suo elogio (Paz come Pasolini), ma questo pezzo è un altro momento forte del concerto, con tutta la sala che si ritrova, un po' con gli occhi lucidi, a cantare Non ti sei perso niente/Non ti sei perso niente/Non ti sei perso niente/PAZ... Vero è, che non ci sono più stati grandi personalità come la sua, vero è, che non è solo una questione generazionale: Paz è stato apprezzato anche da generazioni venute dopo quella del '77, ciò non toglie, che Paz e il '77 siano la stessa cosa (Bologna, una sinistra estrema, nuova, anti-istituzionale, creativa, ludicamente e lucidamente rivoluzionaria). La canzone apre la porta alle canzoni del nuovo disco, Calibro 77, cantate tra l'affetto per il Lolli di Io ti racconto, (Marino voleva scegliere per il disco Ho visto anche degli zingari felici, ma l'amico Lolli l'ha pregato di non farlo, visto che tra le sue tante belle canzoni tutti citano quasi solo quella), l'emozione per il Gaber di I Reduci, (pezzo, per me, commovente al massimo, tra ironia e consapevolezza della sconfitta, vertice del cd e del concerto),  il sarcasmo per il De Gregori di Cercando un altro Egitto, (la canta così lenta, tanto da farne risultare l'assurdità del testo), la smemoratezza per Un altro giorno è andato di Guccini (non si ricorda le parole, e cerca l'aiuto del pubblico, che giovane o vecchio, l'aiuta di buon grado), la deferenza e passione civile per il De André de Canzone del Maggio (anche questa cantata insieme al pubblico).

Siamo alle battute finali, stanchi, ma tutti presenti, continuiamo ad ascoltare e partecipare attivamente al concerto con i Gang. Ci si alza in piedi per eseguire tutti insieme Comandate e la richiestissima Kowalsky, sono ormai le una di notte. Sì, l'esibizione del Gang è durata ben due ore e mezza (se non si contano i dieci minuti dell'imperdibile momento sigaretta che Marino ha voluto prendersi e offrire a tutto il pubblico). Elle si fa largo tra il pubblico, fino a portami vicino alla voce de Gang. Mi presento "Sono l'Alligatore". Lui sulle prime non sembra capire, allora io tiro fuori le mie mitiche pins e gliene regalo un paio. Marino sembra illuminarsi, capisce e mi dice che le porterà sempre con sé ... non poteva farmi regalo migliore per il giorno del mio compleanno, iniziato da circa un'ora. Possiamo quindi andare, senza prima non aver preso una bella pubblicazione sul '77 fresca di stampa ('77 storia di un assalto al cielo, per capire cosa è successo allora, quando io avevo appena 5 anni e Elle non era ancora nata). Sulla strada verso il nostro giaciglio, incontriamo delle camionette della polizia, e ci viene da ridere. Non sappiamo dove siano andate, ma mi piace sapere che i Gang sono ancora a piede libero, e continuano a suonare raccontando un'altra Storia. 

Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

16 Commenti:

Alle 14 marzo 2017 11:43 , Blogger Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Che serata stupenda. Un tuffo nel passato per capire il presente ed al contempo ascoltare musica dal vivo, cosa questa che è sempre meravigliosa. A proposito, Buon Compleanno Alligatore!!!!

 
Alle 14 marzo 2017 13:42 , Blogger amanda ha detto...

un bel modo di festeggiare, ancora auguri Alli

 
Alle 14 marzo 2017 15:23 , Blogger Cavaliere oscuro del web ha detto...

Una bella serata!

 
Alle 14 marzo 2017 21:08 , Blogger Alligatore ha detto...

@Daniele
Grazie Daniele, tutto vero!
@Amanda
Grazie,grazie, ancora grazie per il tuo stupendo augurio dal tuo blog.
@Cavaliere Oscuro del Web
Sì, direi che lo è stata in pieno.

 
Alle 14 marzo 2017 22:25 , Blogger marcaval ha detto...

Un gruppo Cult , non c'è che dire!! Mi associo agli Auguri!! :-)

 
Alle 14 marzo 2017 22:32 , Blogger Alligatore ha detto...

Grazie per gli auguri, e direi di più: un gruppo cult, in un luogo cult, in una data cult. Stracult al quadrato! :)

 
Alle 14 marzo 2017 23:31 , Anonymous Enri1968 ha detto...

Per prima cosa : Auguroni (comunque te li avevo fatti sul blog di Amanda ma sempre uno in più non fa male).

Che bravi che siete stati e complimenti per il bel post, sicuramente una serata indimenticabile!
E ben organizzata, sarebbe proprio che questa storia di quel periodo italiano fosse più noto.
Anche a me piace molto Storie d'Italia dei Gang.

 
Alle 14 marzo 2017 23:46 , Blogger Alligatore ha detto...

Grazie anche qui Enri. Sì è stata una bella esperienza, un bel concerto, direi epocale, per quello che ha messo in scena, il luogo, le date ...Storie d'Italia e Le radici e le ali sono tra i miei loro dischi preferiti.

 
Alle 15 marzo 2017 14:19 , Blogger Cavaliere oscuro del web ha detto...

Ah dimenticavo, auguroni!

 
Alle 15 marzo 2017 15:40 , Blogger Elle ha detto...

Sì be', a parte il ritardo e a parte la mia macchina fotografica che sciopera, direi proprio una bella serata, e un bel concerto, con tutti che cantavano le canzoni (tranne me) e i discorsi seri fra una e l'altra (serie anche le canzoni, certo). E poi festeggiare i compleanni in maniera alternativa è così bello! Auguri Alli :)***

 
Alle 15 marzo 2017 23:04 , Blogger Silvia Pareschi ha detto...

Auguri auguri auguri! Fichissimi questi Gang!

 
Alle 15 marzo 2017 23:08 , Blogger Alligatore ha detto...

@Cavaliere Oscuro del web
Grazie, molto gentile e attento.
@Elle
Grazie amore ... anche io non cantavo tutte le canzoni (sapevo bene quelle dei Gang, ma non tutte le altre del nuovo disco). Già, bello un compleanno alternativo a Bologna ;)*
@Silvia
Bentornata in palude, e grazie degli auguri ...sì, fichissimi è la definizione giusta :)

 
Alle 17 marzo 2017 16:11 , Blogger Cri ha detto...

Avrei dovuto esserci anche io sabato al Vag, che è il centro sociale che frequento di più e dove vado a far la spesa il martedì, non mi sarei persa quella serata se non fosse stato per tristi motivi di forza maggiore. Sono però contenta che te la sia goduta tu, tanto più per il tuo compleanno! Se però vieni a festeggiare anche il prossimo pretendo la convocazione per un cin! Per ora, auguri in ritardo :)

 
Alle 18 marzo 2017 00:05 , Blogger Alligatore ha detto...

Grazie Cri, mi spiace per la tua non partecipazione a un concerto che entrerà nella Storia, per tanti motivi. Il Vag61 è un gran bel locale, fai bene a frequentarlo. Elle e io abbiamo immaginato potessi esserci, e abbiamo provato ad indovinare chi fossi ... al prossimo giro bolognese ti faremo un fischio: promesso!

 
Alle 27 marzo 2017 10:33 , Blogger stefanover ha detto...

Paz, la ripropongo ogni volta con la mia band, ma anche Vorrei.... ottima recensione, di un lavoro come al solito attento e di gran livello, come da quasi sempre ci hanno abituato i Fratelli Severini.

 
Alle 28 marzo 2017 00:19 , Blogger Alligatore ha detto...

Bravo Stefano, "Paz" è una gran bel pezzo, in questa occasione valeva doppio(in quel giorno, in quella città, con quel pubblico). Condivido il parere poi sui Gang :)

 

Posta un commento

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

<< Home page